Domenica, 17 Ottobre 2021
Coronavirus

Covid, la Liguria blinda le seconde case: stop agli arrivi da mercoledì

L'ordinanza firmata dalla Regione Liguria per tenere sotto controllo una curva dei contagi in crescita

La Liguria chiude le seconde case per Pasqua: l'annuncio è arrivato dal presidente della Regione, Giovanni Toti, che lunedì sera ha annunciato che da mercoledì 31 marzo non si potranno raggiungere le case vacanza sino al 5 aprile compreso.

La misura è stata stabilita sulla base dei numeri in crescita dei contagi, e va in controtendenza rispetto a quanto detto dal governatore ligure due settimane fa, quando aveva smentito di avere in cantiere ordinanze e aveva parlato di "senso civico dei liguri e degli italiani".

«Dati i numeri in crescita del contagio e il fatto che Pasqua sarà comunque in zona rossa, al fine di evitare l’esodo sul nostro territorio e anche gli spostamenti tra le nostre città, soprattutto verso quelle aree più colpite dal virus che sono spesso luoghi di seconde case - ha detto Toti - ho chiesto agli uffici di predisporre un’ordinanza che vieta di recarsi nelle seconde case, che siano di persone che arrivano da fuori regione o in affitto di persone residenti in Liguria».

La stessa misura varrà per le imbarcazioni e le strutture fisse all’interno di camping (bungalow, roulotte) usate come residenze secondarie. L'ordinanza entra in vigore alle 00.01 di mercoledì, e verrà firmata nelle prossime ore: di fatto annulla la "deroga" prevista a livello generale dal dpcm, che consente di raggiungere le seconde case a patto che siano state affittate o comprate prima del 14 gennaio 2021. Chi è arrivato in questi giorni, dunque, potrà restare in Liguria, mentre chi aveva in programma di arrivare tra mercoledì e giovedì (da venerdì si entra in zona rossa a livello nazionale) non potrà spostarsi nella seconda casa, con il rischio che molte persone decidano di mettersi in viaggio martedì, all'ultimo momento.

«Mi spiace prendere questo provvedimento - ha aggiunto Toti - Siamo sempre stati attenti a limitare al minimo le libertà individuali di cittadini e turisti, ma essendo tutto chiuso a causa della zona rossa riteniamo di provocare un danno limitato all’economia della regione e proviamo ad abbassare la curva il contagio in giorni in cui l'Italia sarà orrsa per poi non pagare un prezzo più alto quando dovremo andare verso una riapertura più agevole».

«Non escludo - ha concluso Toti - che dopo un confronto con i sindaci potremmo prolungare in alcune zone della regione la zona rossa dopo Pasqua».

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