Coronavirus

Weekend di Pasqua nel rispetto dei divieti: 10mila persone controllate, le multe sono il 5%

Prati, boschi e spiagge deserti, poche le persone in giro anche alla luce del massiccio dispiegamento di forze. Le persone sanzionate sono state poco meno di 600

Oltre 10.300 persone e più di 500 attività commerciali controllate tra Pasqua e Pasquetta in provincia di Genova: sono i dati diffusi dalla Prefettura martedì mattina, numeri che confermano il dispiegamento di forze sul territorio per verificare il rispetto delle misure di sicurezza contro il contagio da coronavirus.

Le persone sanzionate per violazione del decreto, tra domenica e lunedì, sono state 581, cui si aggiungono due attività commerciali. Il che significa che le sanzioni hanno riguardato poco più del 5% delle persone, un dato incoraggiante, come ha confermato anche il governatore ligure Giovanni Toti: «Il piano di controlli straordinari di Pasqua e Pasquetta ha assolto alla sua funzione deterrente - ha detto Toti lunedì sera - le sanzioni sono state di bassa entità mentre la maggior parte delle persone è rimasta a casa e questo spero che comporterà dati positivi anche in futuro. Questo sarà determinante anche per il piano di parziale riapertura della Liguria e del Paese, a partire dal dpcm nazionale che, prorogando il lockdown fino al 4 maggio, consente tuttavia la ripresa di alcune specifiche attività».

Soddisfatto anche il sindaco Marco Bucci, che nel corso del weekend ha efffettuato diversi sopralluoghi fermandosi a parlare con pattuglie della Locale e avendo feedback positivi sulla quantità degli spostamenti: «A fronte di un alto numero di controlli non ci sono state tante sanzioni - ha detto il primo cittadino lunedì sera - il che lascia dedurre che i genovesi si siano spostati molto meno e abbiano compreso il messaggio».

Le forze dell'ordine, d'altronde, hanno messo in campo un enorme dispiegamento di forze: 5mila uomini, elicotteri, droni, posti di blocco in autostrade per intercettare soprattutto chi dalle regioni limitrofe (o da diversi comuni della Liguria) è salito in macchina o in treno per raggiungere le seconde case. Nel mirino le Riviere, con il Tigullio sorvegliato speciale, ma anche i luoghi tradizionalmente frequentati per le gite fuori porta e il "merendino" di Pasquetta, e cioè il Righi e i Piani di Praglia. 

Il bilancio è stato tutto sommato positivo, riflettendo il trend nazionale: prati e boschi semi-deserti (con qualche sporadica eccezione sfociata in multa) e poche persone che hanno provato a sfidare il decreto, complice anche la festività e le chiusure delle poche attività cui è consentito rimanere aperto. Non sono mancate, tuttavia, sanzioni "tradizionali" in città: c'è chi, per esempio, è stato sorpreso a passeggiare sul lungomare di Pegli, pur residente a Sestri Ponente, e ha provato a chiarire che "l'attività fisica gli è stata prescritta dal medico", e chi dal centro storico è stato beccato sempre a Pegli e si è giustificato dicendo che voleva fare acquisti davanti a saracinesche abbassate.

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