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Fase 2, Toti: «Tra le prossime aperture anche parrucchieri e centri estetici»

Il governatore ligure si dice fiducioso che anche i saloni di bellezza possano riaprire le porte, con regole precise e rigorose

Riapertura solo e rigorosamente su appuntamento, con la garanzia del rispetto delle misure di sicurezza principiali, in primis i dispositivi di protezione individuali: il governatore ligure Giovanni Toti si dice pronto a far ripartire quante più attività possibili a partire da 4 maggio, compresi parrucchieri ed estetisti.

I dubbi, per queste due professioni, sono prevedibilmente tantissimi, in primis la difficoltà a rispettare le distanze di sicurezza in un mestiere che prevede invece, per essere svolto correttamente, un contatto ravvicinato con i clienti. E sono tante le attività che, dopo due mesi di stop, si chiedono quando sarà possibile ripartire in sicurezza. Toti, in risposta, ha chiarito che «queste attività, con prudenza e inizialmente solo su appuntamento, credo possano ripartire. Il 4 maggio, se i dati del contagio come speriamo lo consentiranno, deve riaprire tutto il tessuto economico, non solo le grandi aziende. Bar, ristoranti e pasticcerie in modalità da asporto, commercio al dettaglio, tutta l'edilizia pubblica e privata, i cantieri nautici, le riparazioni e le costruzioni navali, oltre che tutta l'industria metalmeccanica». 

Ripartire si può, sottolinea ancora Toti, «basta farlo gradualmente e con regole precise, senza far aumentare i contagi: questa sarà la vera sfida». Sui locali - ristoranti, bar e pasticcerie - il lavoro della task-force di esperti si concentrerà sul trovare le più corrette modalità di servizio, «sulla possibilità di concedere ai locali più spazio all’aperto gratuitamente, sull’allungamento degli orari di apertura per evitare assembramenti, sui metri quadri necessari per ogni cliente, sulla formazione professionale per il personale e sull’informazione dei cittadini». 

«Speriamo che nelle prossime ore il governo renda noto un piano concreto per le riaperture», ha concluso il governatore ligure, a poche ore dal messaggio diffuso dal premier Giuseppe Conte in cui si parla di un piano differenziato, regione per regione, per le riaperture.

«Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione - ha detto Conte su Facebook - Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme».

«In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione - prosegue Conte - Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela, anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico».

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