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Coronavirus, caccia ai posti letto: pronti 100 in un hotel al Porto Antico

Archiviato il progetto di quello alla Fiera del Mare, Regione e Alisa cercano e attivano strutture che possano ospitare i pazienti meno gravi: via alla ristrutturazione del padiglione C del Galliera

I ricoverati per coronavirus in Liguria sfiorano i 1.500, e la priorità diventa quella di trovare strutture in cui ospitare i pazienti per allentare la pressione sugli ospedali ed evitare che il personale sanitario, già ridotto, possa collassare, e che a fare le spese dell'epidemia siano anche tutte quelle persone che il coronavirus non l'hanno contratto, ma hanno altre patologie che richiedono assistenza medica.

Regione Liguria e Alisa sono ormai entrate nella fase quattro del piano incrementale posti letto per l'emergenza: ospedali convertiti, reparti riorganizzati, ricerca di strutture esterne che possano ospitare i malati che richiedono bassa e media intensità di cura o che sono ormai guariti, ma non possono ancora tornare a casa. E alla vigilia dell'entrata in vigore dei provvedimenti per la zona arancione, l'idea dell'ospedale da campo alla Fiera è stato archiviata in favore di altre soluzioni. 

La prima entra in attività mercolerdì: un ospedale da campo allestito davanti al San Martino con l’aiuto della Croce Rossa e della Protezione Civile che sarà di supporto al pronto soccorso, potendo ospitare 24 persone in posti letto attrezzati.

«I pronto soccorso restano purtroppo la nostra strettoia di accesso al sistema sanitario - ha spiegato il governatore ligure Giovanni Toti - questo nonostante gli appelli che continuo a fare di andare al pronto soccorso solo se davvero si è in pericolo serio per la propria salute, altrimenti la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta e la medicina del territorio possono supportare, con adeguati protocolli gestiti sempre attraverso questo ospedale, una corretta assistenza domiciliare».

Sul fronte posti letto, Regione e Alisa lavorano su più fronti: da un lato quelli “mobili”, come le tende davanti al San Martino e il recupero in strutture residenziali protette e hotel, dall’altro quelli ricavati in reparti chiusi e convertiti, negli ospedali Micone ed Evangelico, nel padiglione C del Galliera, i cui lavori di ristrutturazione partiranno a breve. E sul fronte hotel, sono pronti 100 posti letto all’interno del Best Western del Porto Antico per pazienti a bassissima intensità, che possono essere aumentati a 150.

 I posti letto fanno parte del "pacchetto" da 270 posti gestiti dalla protezione civile: 100 sono nella struttura già attiva di Albisola nel savonese, dove ci sono anche 26 posti di media intensità,  i restanti sono divisi nelle 3 strutture spezzine, di cui due già attive, il Falcomatà e il Luna Blu, e una pronta a partire, l’istituto delle Suore Madri Pie.

«È una soluzione di emergenza, come molte di quelle che stiamo trovando - ha detto Toti - All’epoca la nave ospedale è costata di meno ed è stata più efficiente, ma oggi la nave non c’è e quindi facciamo di necessità virtù, recuperando il padiglione C per una cinquantina di posti letto a bassissima intensità di cura. Non è un’operazione facile come qualcuno dice perché ci sono permessi e agibilità dei vigili del fuoco da verificare, c’è un impianto di gas medicali che non funziona più. La facciamo perché non vogliamo rinunciare a nessuna opportunità. Su questo oggi ci sarà una riunione della nostra Protezione Civile con i vertici dell’ospedale. Superata l’emergenza quel padiglione verrà nuovamente chiuso per i lavori che quell’ospedale, nella sua missione sanitaria, effettuerà insieme all’intera riqualificazione di quell’area».

L’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, ha confermato che la struttura davanti al San Martino entrerà in funzione da mercoledì e sarà gestita dal personale sanitario dell’ospedale: «Stiamo finendo tutta la parte tecnica degli allacciamenti per i 24 posti letto che sono dotati di tutto quello che serve per assistere un paziente nel migliore dei modi - ha detto Giampedrone - Si tratta di una struttura prettamente sanitaria, quindi diversa da quelle che stiamo gestendo direttamente come Protezione civile all’esterno degli ospedali». 

L’obiettivo è arrivare entro la settimana ad altri 270 posti letto sparsi su tutto il territorio regionale, da ponente a levante, che verranno messi nella disponibilità del sistema sanitario ligure: «La parte dei servizi alla persona farà capo alla Protezione civile regionale - ha detto Giampedrone - mentre l’assistenza sanitaria farà capo alle Asl competenti per territorio. Si tratta in questo caso di posti letto a bassa e bassissima intensità di cura, per pazienti positivi al Covid clinicamente guariti o che comunque hanno un decorso non grave. In questo modo si liberano letti ospedalieri che saranno destinati a pazienti con un quadro clinico più grave». 

Dei nuovi posti letto, 140 sono già attivi mentre 130 saranno attivati nelle prossime ore: «Ci tengo a ribadire - ha concluso Giampedrone - che questi 270 posti garantiscono un equilibrio regionale, sulla base di spostamenti e dimissioni effettuati dai vari ospedali».

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