Covid, coprifuoco a Genova dalle 21 alle 6: ecco cosa si può (e non si può) fare

Il sindaco Marco Bucci ha firmato l’ordinanza con cui estende le “zone ad alta attenzione” a tutta la città: ecco i provvedimenti adottati

L’aveva anticipato lunedì, e martedì è arrivata la firma: Marco Bucci ha di fatto istituito il coprifuoco a Genova dalle 21 alle 6, stabilendo una serie di norme e misure restrittive in vigore in orario notturno per controllare il moltiplicarsi di contagi da coronavirus che, dalle prime 4 zone ad alta attenzione, si è ormai esteso in tutta la città.

La nuova ordinanza resta in vigore sino al 23 novembre, un giorno cioè prima della scadenza del dpcm del 24 ottobre con cui il premier Conte ha sancito la chiusura di bar e ristoranti alle 18 e di palestre e piscine. A Genova, centro nevralgico della pandemia in Liguria, il sindaco Bucci ha adottato un’ordinanza più stringente - come da competenza garantita proprio nel nuovo dpcm - per cercare di stringere ulteriormente la morsa intorno a un contagio che, stando al monitoraggio per codice di avviamento postale, cresce in tutta la città.

Coprifuoco dalle 21 alle 6, cosa si può fare

Chiusi i ristoranti e i bar alle 18 per effetto del nuovo dpcm, dalle 21 alle 6 a Genova ci si potrà spostare per andare e tornare da casa e dagli esercizi commerciali legittimamente aperti.

Sono sempre consentiti gli spostamenti determinati da “comprovate esigenze lavorative”, per attività sportiva o motoria individuale, per situazioni di necessità o motivi di salute.

Nessuna limitazione, invece, per chi si sposta in auto e in moto. 

Coprifuoco Genova, serve l’autocertificazione?

A oggi non è prevista alcuna autocertificazione per circolare di notte, ma sono vietatissimi sia gli assembramenti sia le passeggiare senza meta, proprio per evitare che si formino i temuti assembramenti. 

«Con questo provvedimento cerchiamo di tutelare al massimo la salute dei genovesi evitando che per strada, nelle piazze, nei giardini si formino assembramenti - ha spiegato Bucci - Viviamo una situazione difficile e tutti noi dobbiamo comprendere che ogni nostra azione può avere conseguenze (positive se osserviamo le regole o negative se non   lo facciamo) per la nostra salute, per quella dei nostri parenti e dei nostri amici».

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