Coronavirus, Bucci: «La movida del weekend banco di prova per le ordinanze»

Il sindaco Marco Bucci invita a frequentare il centro storico, una delle zone «ad alta attenzione e non rosse», rispettando le misure. Ma non esclude di rimaneggiare l'ordinanza domenica

Oltre 770 positivi  al coronavirus (778 per la precisione) su quasi 6.000 tamponi, 53 ricoverati in più (superata la soglia dei 600), con la maggior parte provenienti dalla città metropolitana di Genova: la Liguria «va a due velocità» sul fronte crescita dei contagi, come ha spiegato il presidente Giovanni Toti, che venerdì pomeriggio ha fatto un punto sulla situazione sanitaria dopo due giorni durissimi per ospedali e pronto soccorso.

La necessità più urgente riguarda i posti per pazienti a bassa e media intensità di cura, quelli cioè che non necessitano di aiuto alla respirazione: le terapie intensive restano stabili sulla trentina, i decessi sono tornati a salire ma «anche la mortalità rispetto ai dati a cui eravamo abituati nel picco pandemico è decisamente di tutt’altro tenore - ha chiarito Toti - chiaramente sette persone che muoiono non lasciano indifferenti»

Nei prossimi giorni il piano emergenziale farà un ulteriore passo avanti: 200 i posti letto per pazienti a media e bassa intensità di cura, i primi sono stati attivati già venerdì al San Martino, l’Evangelico di Voltri da sabato diventerà, come previsto, covid hospital per cercare di dare sollievo al Villa Scassi.

Movida e nuova ordinanza, il weekend è banco di prova

A Genova, intanto, giovedì sera sono entrate in vigore le misure previste dalla nuova ordinanza nelle quattro zone «ad alta attenzione, e non rosse, il termine è sbagliato», ha chiarito il sindaco Marco Bucci: «Ho ricevuto messaggi di persone che dicono che dovremmo estendere le misure a tutta la città e da chi dice che le misure non servono a niente, poi messaggi sul fatto che nessuno va più nei negozi - ha detto il sindaco - ovviamente bisogna cercare un equilibrio tra misure anti covid e la vita che deve continuare ad andare avanti. Io continuo a invitare i genovesi a capire che le zone ad alta attenzione sono zone in cui si può andare, al ristorante e al bar, dove si può stare, basta che si stia in un locale dove ci sono sedie e tavoli. Non è permesso fare assembramenti che sono i punti in cui c’è maggior probabilità di contagio, ma non è una zona chiusa e invitiamo a frequentarla seguendo norme e precauzioni».

Di fatto quello che sta iniziando è il primo weekend di movida con in vigore le nuove regole, che valgono per due zone del centro storico, una parte di Certosa e una di Sampierdarena: «Vediamo come va la movida - ha detto Bucci - e da domenica vedremo se sia il caso di allargare le zone o restringerlo»

Ansaldi: «Casi aumentati esponenzialmente, ma la media è di 5.000 tamponi al giorno»

Filippo Ansaldi, direttore Prevenzione di Alisa, ha confermato il quadro fornito da Toti: «Abbiamo assistito a un aumento esponenziale dei casi e delle ospedalizzazioni in media intensità, il che significa che abbiamo perso la crescita rettilinea - ha detto venerdì sera - stiamo osservando un aumento con pendenza superiore a quanto osservato in precedenza, questo incremento è particolarmente evidente per quanto riguarda il numero di casi, che aumenta però anche perché il tracciamento è incisivo e importante. Il numero di tamponi aumenta continuamente, abbiamo una capacità di tampone oltre 10 volte superiore a quella del primo picco, e facciamo una media di 5.000 tamponi al giorno». 

«Da una stima - ha proseguito Ansaldi - abbiamo diverse migliaia di soggetti in più testati, almeno il 50%, la proposizione dei positivi è dunque verosimilmente inferiore. Il quadro epidemiologico vede la Liguria che si muove con trend simile al resto della nazione in particolare su Spezia Imperia e Savona, mentre in provincia di Genova l’aumento è stato elevato».

Sull’impennata di casi e le conseguenze sugli ospedali, in particolare i pronto soccorso, è intervenuto Angelo Gratarola, direttore Anestesia e Rianimazioni del San Martino, che ha come già dichiarato a GenovaToday ha ribadito che «l’impennata di casi ha caricato i pronto soccorso della città, in questi giorni hanno patito l’incremento di arrivi di malati di due tipologie, malati sia con covid sia pazienti con patologie differenti - ha spiegato - Nel mese di marzo la seconda tipologia si era azzerata, ci stiamo organizzando per trovare posti letto per poter accogliere tutti i pazienti, ma dobbiamo ricordare che una certa quota di pazienti arrivano al pronto soccorso senza avere tutta la necessità, spinti dalla paura, ed è una modalità che manda in sofferenza il sistema».

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