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San Martino, il voto in consiglio comunale sullo spostamento di Oncologia

Approvato all'unanimità l’ordine del giorno fuori sacco proposto dal Partito Democratico affinché l’amministrazione si faccia parte attiva con la Regione e Alisa per il ripristino del reparto di Oncologia 1 dell’ospedale

Arrivano in consiglio comunale le proteste contro la riorganizzazione di Oncologia all’ospedale San Martino, proteste che erano sfociate in una petizione inviata ai vertici del policlinico, che avevano risposto attraverso un comunicato. 

Il consiglio comunale di Genova ha infatti approvato all’unanimità l’ordine del giorno fuori sacco proposto dal Partito Democratico affinché l’amministrazione si faccia parte attiva con la Regione e Alisa per il ripristino del reparto di Oncologia 1 dell’ospedale, salvaguardando i servizi offerti ai malati e la professionalità del personale medico e infermieristico, e l’intera Unità Ospedaliera sia riportata alla situazione precedente alla pandemia di Covid-19 e possibilmente potenziata in quantità di posti letto.

«Abbiamo voluto proporre questo documento - interviene Cristina Lodi, capogruppo PD Comune di Genova - perché è stato forte e drammatico l’appello di un numeroso gruppo di cittadini e utenti del reparto Oncologia 1 Patologie Complesse dopo la pubblicazione sulla stampa della notizia del progetto di riorganizzazione del Policlinico dell’Ospedale San Martino, la permanenza definitiva del DH presso la sede dell’IST, nonché la riduzione dei posti letto del reparto».

Il gruppo consiliare del Pd ha poi aggiunto: «Considerato che la decisione del trasferimento del reparto di Oncologia 1 all’ex IST è stata assunta dal Direttore Generale UCCI per dare più spazio alle Malattie Infettive, reparto diretto dal professor Matteo Bassetti, a seguito dell’emergenza Covid-19 e che ad oggi questa situazione è sotto controllo, crediamo sia possibile ripristinare le condizioni di qualità e di professionalità del reparto di Oncologia 1, riassegnando il numero di letti, medici e personale infermieristico presenti nella situazione pre Covid-19. Ci auguriamo che la Regione e Alisa rivedano le proprie decisioni e agiscano per non disperdere un capitale umano e professionale di altissimo valore scientifico, nel rispetto dei pazienti, dei medici e degli infermieri che hanno contribuito a realizzare un reparto di riferimento nazionale».

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