Coronavirus: in Liguria 3.177 positivi, oltre 500 i guariti

Un incremento di 74 casi accertati tra mercoledì e giovedì, i ricoverati sono 1.292, stabili rispetto a mercoledì

Salgono ancora, fortunatamente meno rispetto a mercoledì, le persone positive al coronavirus in Liguria: a giovedì sera il numero totale è di 3.177, e dunque 74 positivi accertati in più rispetto a mercoledì. «I dati che sono lievemente positivi rispetto all'andamento dell'epidemia in regione Liguria sono dati che risentono ovviamente del comportamento virtuoso della maggior parte dei cittadini e non sono dati che devono in alcun modo giustificare comportamenti  sconsiderati», ha ammonito il presidente della Regione Giovanni Toti. «Come sapete Governo e Regioni hanno prorogato le misure di massimo contenimento anche per le prossime due settimane ovvero fino a dopo Pasqua, non è stato ovviamente per fare un dispetto alle persone ma per aiutarle, soprattutto quelle a rischio di morte, quelle che sono ricoverate, che lavorano negli ospedali e che vanno a casa a curare i nostri malati».

All’aumento dei casi corrisponde anche oggi, purtroppo, anche l’aumento dei decessi: 28 tra mercoledì e giovedì, 488 in totale dall’inizio dell’emergenza. 

Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e Ministero, dei positivi totali, i ricoverati negli ospedali sono 1.292 - e dunque di fatto stabili, visto che giovedì erano 1.293 - e scendono le persone in terapia intensia, 172 contro le 179 di mercoledì. 

Per quanto riguarda invece i malati che si stanno curano a casa, sono 1.366 persone (16 più di mercoledì), i guanti superano le 500 unità e arrivano a 519. SI tratta di persone che non hanno più sintomi e non richiedono più cure ospedaliere, ma che al test del tampone risultano ancora positivi e devono quindi restare in isolamento. Aumentano anche i guariti completi (con 2 test consecutivi negativi), che sono in totale 115. I tamponi effettuati in Liguria, a oggi, sono 12.069, di cui 735 fatti tra mercoledì e giovedì.

Video: l'infettivologo Bassetti e la dimostrazione pratica, «ecco come si trasmette il coronavirus»

Coronavirus, la situazione negli ospedali

A oggi sono gli ospedali genovesi ad subire la maggior parte della pressione dal punto di vista dei pazienti. Solo al San Martino i ricoverati, alle 15 di giovedì, erano 294, salite ancora nel giro di poche ore: 39 i ricoverati in Malattie Infettive, 44 nelle tre rianimazioni, 8 pazienti in sub intensiva, 28 al Padiglione 10, 80 al Padiglione 12, 29 al quinto piano della palazzina laboratori, 53 quelli gestiti al primo piano del Pronto Soccorso, 41 al Maragliano.

In generale, la situazione negli ospedali liguri, giovedì sera, era di poco meno di 1.300 persone ricoverate, così suddivise per Alsl:

Asl 1 – 195  (21 in terapia intensiva)

Asl 2 – 171 (di cui 31 in terapia intensiva)

San Martino – 317 (di cui 44 in terapia intensiva)

Evangelico – 69 (di cui 7 in terapia intensiva)

Ospedale Galliera – 148 (di cui 16 in terapia intensiva)

Gaslini – 3

Villa Scassi – 179 (di cui 24  in terapia intensiva)

Asl 3 globale – 186 (di cui 24 in terapia intensiva)

Asl 3 Gallino Pontedecimo –  7

Asl 4 – 71 (di cui 11 in terapia intensiva)

Asl 5 – 132 (di cui 18  in terapia intensiva)

Le persone in sorveglianza attiva, quelle cioè che presentano sintomi sospetti, sono contatti di casi accertati o provengono da zone a rischio, sono 3.159,  meno rispetto a mercoledì, e sono così suddivise:

ASL 1 –  699

ASL 2 –  648

ASL 3 – 901

ASL 4 – 422

ASL 5 – 489

Screening statistico: quando è arrivato il virus in Liguria?

Sono 25mila i sanitari nelle strutture liguri che nei prossimi dieci giorni saranno sottoposti al test sierologico per individuare gli anticorpi da coronavirus e di questi al momento «su circa 2mila effettuati la percentuale di positivi riscontrata è al di sotto del 3%».

Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti evidenziando che «nei nostri ospedali sono stati seguite procedure di profilassi molto elevate». Il governatore ha fornito in conferenza stampa di giovedì sera i dati relativi allo screening avviato su alcune categorie per capire l’estensione del contagio. Si tratta di test che non rilevano la presenza attuale del virus ma permettono di capire se una persona, sintomatica o meno, sia stata contagiata, anche se fosse già guarita.

Nelle rsa per anziani, ha proseguito Toti, «sono 20mila i soggetti individuati tra ospiti, personale di cura e personale amministrativo. Già mille sono stati eseguiti nell’area genovese, domani altri 2mila nelle province. Contiamo entro dieci giorni, che è la tempistica consentita dai laboratori convenzionati con la Regione, di avere la totalità dei risultati. I test verranno reiterati mensilmente, sia sul personale sanitario sia nelle rsa».

In partenza anche lo screening su un campione di 2.400 donatori di sangue di età compresa tra i 18 e gli 80 anni in tutte le province liguri, già noti al sistema sanitario per essersi sottoposti a prelievo a partire da gennaio 2019. «Il siero del loro sangue - ha detto Toti - ci consentirà di capire se, come è possibile immaginare, il virus ha iniziato a circolare prima del cluster di Alassio, e quindi di conoscere anche la situazione reale del contagio” rispetto ai 12mila tamponi con 3.177 positivi “ufficiali”».

In azione 5 squadre di assistenza a domicilio

Sono intanto entrate in servizio giovedì mattina sul territorio della Asl 3 - quello che conta il numero più alto di contagi accertati e di persone con sintomi sospetti -  cinque squadre Gsat, i gruppi strutturati di assistenza territoriale formati da medici e infermieri incaricati di visitare a domicilio persone con sintomi da infezione da coronavirus.

Video: come funzionano le squadre di assistenza territoriale

Mascherine, Toti: «In arrivo 3 milioni in Liguria»

«Una buona mattinata: i nostri grandissimi ricercatori di mascherine in tutto il mondo mi hanno appena avvisato che ne atterreranno 1 milione nel pomeriggio, 2 milioni domani a Fiumicino e ci saranno anche 150mila Ffp2 per i nostri ospedali, medici del territorio, ambulanze, operatori sanitari».

Così il governatore Toti è intervenuto, su Facebook, per aggiornare sull’arrivo di protezioni nella nostra Regione: « ra poco in ufficio faremo una riunione per trovare un metodo che ci consenta subito di distribuirle a tutti, senza creare pericolosi assembramenti - ha proseguito - Grazie agli uomini e alle donne di Regione Liguria per il loro straordinario lavoro».

Gli Alpini donano 800 tute protettive agli ospedali genovesi

La sezione di Genova dell’Associazione Nazionale Alpini in questi giorni sta proseguendo la distribuzione dei dispositivi di protezione acquistati con i proventi di una raccolta fondi.

Mercoledì sono state consegnate 400 tute al San Martino, giovedì è stato il turno di Galliera e Villa Scassi. E presto arriveranno anche altri dispositivi che verrano distribuiti.

Asl 3, attiva una nuova linea per bisogni sociosanitari

Giovedì mattina è entrata in servizio una nuova linea telefonica dedicata a rispondere ai dubbi, ai timori e alle domande dei cittadini residenti nel territorio di Asl 3 Genovese.

Il servizio si chiama "Pronto Asl 3" e per contattarlo è necessario chiamare lo 0108497237.

Rinvio elezioni sempre più vicino

Pare ormai certo anche lo slittamento delle elezioni amministrative in Liguria e nelle altre regioni che quest'anno devono andare al voto: la misura dovrebbe essere contenuta nel prossimo decreto.

Difficile e rischioso, insomma, andare alle urne ai tempi di una pandemia, rischiando non solo di spargere nuovamente il contagio (finché non arriva un decreto che confermi lo slittamento, le elezioni in Liguria dovrebbero tenersi ufficialmente nel mese di maggio), ma anche di dover cambiare gli assetti governativi locali nel bel mezzo di una tempesta sanitaria senza precedenti. L'ipotesi - nell'aria da tempo - è che ci si possa recare alle urne il prossimo autunno, tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2020.

Conte conferma la chiusura fino al 13 aprile

Nel frattempo mercoledì sera il premier Giuseppe Conte ha confermato le misure per arginare la diffusione del coronavirus fino al 13 aprile, il giorno di Pasquetta.

«Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi e gli esperti ce lo confermassero potremo iniziare a pensare di allentare le misure - ha sottolineato il Presidente del Consiglio - Non posso però dire che sarà il 14 aprile, non siamo ancora nelle condizioni di poterlo dire, ma noi ci confrontiamo quotidianamente con gli esperti e nel momento in cui avremo la curva epidemiologica sotto controllo inizieremo a valutare e riabbracciare la prospettiva di entrare nella fase 2, quella di convivenza con il virus, e piano piano, se concesso, di avviare la fase 3, quella di uscita dall’emergenza e del ripristino dell’assoluta normalità, della ricostruzione e del rilancio della nostra vita sociale ed economica».

Il premier ha anche chiarito che non è consentito passeggiare con i bambini, e che la circolare emanata martedì dal Ministero dell'Interno non ha cambiato lo stato attuale: nessuna passeggiata con i bambini (che possono uscire, ma devono restare intorno al palazzo) e nessun allenamento sono consentiti.

Video: dal San Martino un tutorial sui comportamenti da tenere

Navi Opera e Splendida

«La situazione è più o meno invariata per la nave Opera di Msc, con un ricovero e la partenza mercoledì mattina di una marittima francese positiva (una dei 16 positivi presenti sulla nave) che è  stata accompagnata con il 118 al confine di Ventimiglia e presa in carico da autorità sanitarie francesi - ha detto l'assessore alla Protezione Civile Giampedrone -. Insieme a lei sono partiti altri due marittimi della nave Splendida e altri 17 marittimi italiani. Giovedì mattina alle cinque sono andati via 188 filippini dalla Splendida, verranno accompagnati con trasporto protetto fino a Fiumicino. Nei prossimi giorni partiranno croati e rumeni, una trentina, le ambasciate dei rispettivi paesi. stanno organizzando trasporti protetti. Abbiamo eseguito 32 tamponi su 23 marittimi della Splendida e 9 della Opera. Se negativi potranno essere accompagnati su voli di linea nei paesi di origine: procede dunque piano di alleggerimento di una situazione attenzionata ma di non eccessiva criticità. Il medico di bordo della Opera e l'infermiere positivi sono stati sostituiti oggi da MSC ha sostituito e riportato parte medica e infermieristica per gestire meglio situazione su nave. È attivo un tavolo nazionale al Ministero delle infrastrutture per gestire la situazione delle navi ancora in arrivo».

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A Chiavari una struttura di 50 posti per le dimissoni protette

«Stiamo per attivare una struttura di 50 posti a Chiavari - ha detto ancora Giampedrone - oggi abbiamo fatto un altro altro sopralluogo per una struttura di 15 posti nello spezzino; l'istituto Borea comune sanremo non è stato reso disponibile, stiamo cercando un'altra struttura per il ponente. Da questo fine settimana la nostra nave ospedale avrà altri 25 posti»

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