Coronavirus, prorogata l'ordinanza in centro storico: le ipotesi sul nuovo dpcm

I numeri del contagio salgono in tutta Italia, e la Liguria segue la tendenza. Sabato erano 162 i nuovi positivi, resta sino all'11 ottobre l'obbligo

I numeri del contagio da lockdown continuano a salire in Liguria come nel resto d’Italia, e gli occhi sono puntati sul nuovo dpcm che, oltre a prorogare lo stato di emergenza (atto necessario per poter adottare provvedimenti rapidi in caso di ulteriore innalzamento di contagi e in generale per la necessità di contenere la pandemia), potrebbe prevedere nuove e più aspre misure di prevenzione.

Il premier Giuseppe Conte riunirà i ministri lunedì per ulteriori valutazioni, ma i numeri parlano chiaro: i contagi di sabato in Italia sono stati 2.844, numeri che non si registravano dai mesi più bui, e in diverse regioni è già scattato l’obbligo di mascherine all’aperto h24.

Anche in Liguria le cifre salgono, contestualmente con i tamponi, che hanno raggiunto al cifra record di 4.202: sabato sono stati 162 i nuovi contagi, 125 dei quali nel territorio della Asl 3 e riconducibili al cluster del centro storico, quello che ha fatto scattare il “mini lockdown” nella città vecchia, con obbligo di mascherina a prescindere dalla distanza sempre e divieto di manifestazioni pubbliche e private, la limitazione a un massimo di 200 spettatori per gli spettacoli svolti in luoghi chiusi con posti a sedere pre-assegnati e distanziati. Provvedimenti che sono stati prorogati (insieme con quelli per La Spezia) sino a domenica 11 ottobre, ma che dovranno poi essere inseriti all’interno del più ampio quadro nazionale. 

«Vedremo quali misure adotterà tra lunedì e martedì il governo con un dpcm che sostituirà quello in vigore di inizio settembre per contenere l’aumento dei contagi, tenuto conto anche del quadro europeo in cui i contagi stanno crescendo ovunque - ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti - Ne ho parlato poco fa anche con il ministro Boccia, che non mi ha parlato di misure particolarmente stringenti: si parla semmai dell’uso delle mascherine anche all’aperto nelle città. Lo vedremo nei prossimi giorni anche insieme al sindaco Bucci».  

«La buona notizia è che sono solo 20 i nuovi positivi in Asl5, a conferma che le misure prese sono state di assoluta efficacia - ha sottolineato Toti - In Asl3 sono stati registrati 125 nuovi positivi, di cui circa la metà da contatti di caso confermato e l’altra metà circa da attività di screening. Questo anche perché abbiamo posizionato un ambulatorio dedicato alla Commenda di Prè dove ci si può presentare senza prenotazione per effettuare il tampone rapido e, in caso di esito ‘non negativo’, si effettua subito il tampone molecolare. Il dato dei nuovi positivi è quindi il segno che il virus c’è ma che stiamo tracciando in modo puntuale il cluster, come abbiamo fatto alla Spezia con ottimi risultati. Per questo stiamo adottando nel centro storico di Genova misure simili, come l’obbligo di mascherina all’aperto e l’attività straordinaria di tracciamento e contiamo di contenere nei prossimi giorni anche questo cluster». 

In Asl2 gli 11 nuovi positivi di sabato derivano invece dal cluster registrato nei giorni scorsi all’interno di una casa di riposo, «che stiamo tenendo sotto controllo, tanto che i numeri sono molto diminuiti rispetto a venerdì».

Con l’ordinanza firmata sabato vengono prorogate fino alla mezzanotte di domenica 11 ottobre le misure già in vigore nel Comune di Genova e nella provincia della Spezia, per cui era prevista la scadenza alla mezzanotte di domenica 4 ottobre. Nel Comune di Genova rimangono in vigore queste misure: l’obbligo di mascherina h.24 nella zona del centro storico entro i confini individuati dall’ordinanza, il divieto di manifestazioni pubbliche e private, la limitazione ad un massimo di 200 spettatori per gli spettacoli svolti in luoghi chiusi con posti a sedere pre-assegnati e distanziati.

Per quanto riguarda la provincia della Spezia, rimane l’obbligo di mascherina h.24 su tutto il territorio, il divieto di manifestazioni pubbliche e private, il divieto di partecipazione di pubblico a singoli eventi sportivi di minore entità.

A livello nazionale, l’ipotesi è che possa venire istituito l’obbligo di mascherina all’aperto, potenziando i presidi di controllo nelle zone della movida, e che venga istituita la chiusura obbligatoria dei locali alle 23 proprio per contenere il contagio tramite la movida, che nei mesi estivi ha dimostrato di essere rischiosa.

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