Nuovo Dpcm, Toti: «No a chiusure anticipate di bar e ristoranti»

In serata una riunione fra Regioni e governo dovrebbe servire a limare i dettagli. Secondo quanto trapela da palazzo Chigi, il premier Conte non sarebbe intenzionato a disporre la chiusura anticipata di bar e ristoranti

Il governo non avrebbe intenzione di prevedere chiusure anticipate di bar, ristoranti e locali, introducendo di fatto un coprifuoco, secondo quanto trapela da palazzo Chigi. Il Dpcm a cui lavora il premier Giuseppe Conte non dovrebbe dunque introdurre orari ridotti.

La possibilità di anticipare le chiusure di bar e ristoranti è stata discussa nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra Conte e i capidelegazione di maggioranza, ma si è presa nessuna decisione. In base al nuovo Dpcm dunque, locali, bar e ristoranti dovrebbero mantenere la possibilità di chiudere in base alle singole esigenze.

Nella serata di lunedì 5 ottobre è in programma una riunione fra governo e Regioni e solo in seguito si avrà il testo definitivo del nuovo decreto. «Stasera - ha detto il presidente della Regione, Giovanni Toti, durante il consueto punto stampa - i governatori sono chiamati in videoconferenza con i ministri Boccia e Speranza per parlare del nuovo dpcm con le misure per contenere la diffusione del Covid -19. Ritengo opportuno che alle regioni sia lasciata  la facoltà di emettere ordinanze proprie. Vedremo quali saranno le misure, ma è importante non dare limitazioni al potere delle regioni. Ci siamo già dichiarati contrari a ogni ipotesi di limitazione di orari per bar e esercizi commerciali o chiusura degli stessi».

«Su Spezia - ha detto Toti - abbiamo adottato misure specifiche di limitazione degli orari e riteniamo, pertanto, che si debba procedere in tal senso, e non con misure generalizzate all’intero Paese, perché non ce lo possiamo permettere».

Toti ha inoltre annunciato che in vista della nuovo ordinanza, domani alle 14 in Prefettura, «il prefetto illustrerà alle Istituzioni locali il piano dei controlli e a questo proposito ci auguriamo che vengano date alle Prefetture opportune risorse umane, perché non serve inasprire le azioni ma far rispettare le misure di contenimento».

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Stabile in Liguria la situazione dei nuovi positivi, 106 in tutta la regione. Oggi alla Commenda, nel centro storico genovese, dove è stata collocata una unità mobile per effettuare i tamponi rapidi, si sono presentate oltre 400 persone. Numeri che domani risulteranno nel bollettino. Nel frattempo si conferma il prosciugamento del cluster spezzino e un lieve aumento della pressione su Genova con 12 ospedalizzati in più, con numeri attualmente comunque sotto controllo.

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