Coronavirus, scendono sotto i 5.000 i positivi in Liguria. I nuovi guariti sono 169

Cala la curva del contagio nella regione, solo 15 i nuovi casi diagnosticati nelle ultime 24 ore, a fronte però di meno tamponi rispetto al solito

Scendono sotto i 5.000 i positivi al coronavirus in Liguria: al termine della prima settimana di fase 2, i contagiati a sabato pomeriggio erano 4.859, ben 165 persone in meno rispetto a venerdì.

Il nuovo numero degli attualmente positivi è dato dalla guarigione definitiva di 169 persone (i guariti totali in regione sono 2.603) e, purtroppo, dalla morte di altre 11 persone, un numero a due cifre che ormai da giorni sembra stabile (1.274 i decessi da inizio emergenza). I nuovi contagi diagnosticati tra venerdì e sabato, dunque, sono 15, a fronte però di un minor numero di tamponi effettuati rispetto al solito, 1.395. A sabato 9 maggio, i tamponi effettuati in Liguria erano 64.925.

Continuano a scendere inoltre i ricoveri negli ospedali: 543 i letti occupati da persone positive alla covid-19, 42 in terapia intensiva, un calo di 20 unità. Al San Martino e al Galliera il numero maggiore, rispettivamente 90 e 88. Le persone che invece si stanno curando a domicilio sono 2.439, ulteriormente in discesa rispetto ai gironi scorsi (174 in meno rispetto a venerdì), mentre quelle in sorveglianza attiva sono 1.658, una quindicina in meno rispetto a venerdì.

Negozi aperti dal 18 maggio, una settimana per prepararsi

Alla luce dei numeri, il presidente della Regione, Giovanni Toti, sembra determinato a concedere a Roma una settimana di tempo, e ad aprire gran parte delle attività commerciali il 18 maggio invece che l'11 maggio, come era stato inizialmente chiesto da alcune Regioni al governo. I titolari dei negozi però potranno probabilmente iniziare ad alzare le saracinesche per le operazioni di sanificazione e allestimento.

«L'obiettivo della riapertura complessiva è più il 18 maggio che non prima, anche se non escludo che anche la settimana prossima qualcosa possa riaprire», ha spiegato venerdì, sottolineando che «non ho ancora ricevuto risposte formali dal Governo, diamo al ministro Boccia ancora un po' più di tempo, l'importante è che una risposta chiara arrivi la settimana prossima per porre fine a un tira e molla stucchevole. Non faremo forzature sempre che il Governo mantenga l'impegno preso».

Già domenica dovrebbe però arrivare una nuova ordinanza regionale, sulla scia di quanto fatto da altri presidenti di Regione, in cui verranno ulteriormente allargati alcuni limiti. L'ordinanza amplierà infatti le possibilità di spostamento per quanto riguarda le attività motorie, le seconde case e le barche, mentre «le attività commerciali potranno ripartire dalla settimana seguente», e dunque a partire dal 18 maggio».

Distanza di sicurezza e mascherine per mantenere il trend in calo

«I dati sul contagio da coronavirus in Liguria continuano a scendere - ha detto Toti venerdì - È quindi fondamentale che tutti continuiamo a comportarci in modo molto rigoroso su regole e profilassi, in particolare rispettando le distanze di sicurezza e utilizzando le mascherine, soprattutto se si sta a distanza ravvicinata, evitando assembramenti e adottando uno stile vita che abbiamo visto essere possibile con le nuove libertà che abbiamo conosciuto nei giorni scorsi e che ci stanno pian piano facendo tornare alla nostra vita senza cambiare il quadro della Liguria».

La Regione commissaria la Asl

Infuria la polemica, intanto, dopo l’ordinanza con cui la Regione ha di fatto commissariato le cinque Asl regionali e l'ospedale San Martino.

Con questa ordinanza, tutti i provvedimenti legati all'epidemia di Covid-19 in fase 2 saranno interamente gestiti da Alisa, l'Agenzia per la sanità, e dal commissario Walter Locatelli. A firmare l’ordinanza. 

Il governatore Giovanni Toti ha firmato il provvedimento su spinta dell’assessore regionale alla Sanità, e vicepresidente della Regione, Sonia Viale, che ha di fatto trasferito tutta la gestione della fase post emergenziale a Locatelli e al suo staff, dai tamponi e i test sierologici all’assetto degli ospedali. I direttori delle varie Asl e del policlinico San Martino non potranno, dunque, più prendere decisioni senza prima consultare e ottenere l’approvazione di Locatelli

«Non si può sbagliare nell’inserimento di questi dati, pena l’esclusione della Liguria dalla possibilità di riaprire le proprie attività economiche - ha sottolineato Viale -L’obiettivo è quindi quello di essere organizzati e strutturati in modo tale da garantire questa attività capillare, affidata ai sistemi sanitari regionali. In Conferenza Stato Regioni era stato chiesto che questa attività avesse una dimensione più ridotta, rispetto all’individuazione dei criteri e dei dati da comunicare. Ma lo faremo e saremo capaci rimanere nella fase 2».

Indice di contagiosità, in Liguria sceso a 0,65

Il professor Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa, ha fornito invece alcuni aggiornamenti sull’indice di contagiosità in Liguria, il cosiddetto R con 0.

«I dati mostrano un’oscillazione nel tempo per cui dopo il lockdown si è assistito ad una forte discesa del valore, passato da 2,4 a 0.6-0.7 per effetto del forte contenimento sociale». 

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Il valore è quindi risalito intorno a Pasqua, avvicinandosi nuovamente a 1, il che, semplificando al massimo, significa che ogni persona contagiata contagiava a sua volta un’altra persona, e così via. Da circa dieci giorni, ha detto Ansaldi, l’indice di contagiosità è invece nuovamente calato: «Grazie al rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione, secondo l’Istituto superiore di Sanità abbiamo R a 0.65, in linea con le nostre valutazioni».

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