Martedì, 26 Ottobre 2021
Coronavirus

No green pass ancora in corteo, a Matteotti si parla di cure domiciliari precoci

"Siamo preoccupati perché chi ha passato gli ultimi decenni a distruggere la sanità, ora si professa il migliore amico della salute pubblica", si legge sul volantino, distribuito nel corso del pomeriggio

"Manifestiamo perché siamo preoccupati". Così si legge sul volantino, distribuito durante la manifestazione di sabato 25 settembre 2021 per protestare contro il green pass. L'appuntamento ormai consueto del sabato questa volta è stato anticipato per consentire ai partecipanti di presenziare a un evento in piazza Matteotti sulle cure domiciliari, previsto dalle 19.

Circa 500 i manifestanti in piazza che hanno sfilato per le vie del centro di Genova. Tornando alle motivazioni della manifestazione, sul volantino si legge:

"Siamo preoccupati per la crisi che ci ha investito, per tutte le persone che hanno perso o perderanno il posto di lavoro, la casa, la stabilità, ma anche e soprattutto per la svolta politica, che, con la scusa dell'emergenza sanitaria, viene fatta passare in sordina".

"Siamo preoccupati perché da quasi due anni il dibattito pubblico è stato silenziato e censurato, trasformandosi in una gara a chi è più entusiasta del governo. Siamo preoccupati perché chi ha passato gli ultimi decenni a distruggere la sanità, ora si professa il migliore amico della salute pubblica".

"Siamo preoccupati perché i medici che sperimentavano, ottenendo grandi risultati, cure e terapie per evitare morti e ospedali saturi sono stati emarginati quando non perseguitati. Siamo preoccupati perché il Comitato Tecnico Scientifico e la Cabina di Regia rappresentano la resa delle istituzioni democratiche al tecnicismo autocratico".

"Siamo preoccupati perché gli effetti collaterali della vaccinazione e quelli dei lockdown vengono ancora sminuiti e censurati, andando a invalidare qualsiasi 'consenso informato', nonostante che, anche secondo il Cdc americano, si stiano presentando con frequenza assai maggiore di quanto previsto. Siamo preoccupati perché la stampa e il governo sono impegnati 24h/7 nel diffondere l'odio contro milioni di cittadini, colpevoli di esercitare un diritto".

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