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Covid, Toti propone la "zona bianca”. E sul Natale: «Più libertà e qualche sacrificio dopo»

Il presidente della Regione conferma l’intenzione di chiedere al governo libertà in più per le regioni che meglio si stanno comportando e che hanno un R con T più basso. E avvisa: «Potremmo dover fare sacrifici a gennaio, ma tanto con il covid dovremo convivere tutta la primavera»

Prima domenica di di ritorno in zona gialla per la Liguria sul fronte pandemia di coronavirus, ed non manca la polemica sul numero di persone che ha approfittato della riapertura di numerose attività - bar e ristoranti in primis - per riversarsi in centro, complice anche il primo weekend di shopping natalizio.

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, domenica sera ha sottolineando che «qualcuno mi ha fermato oggi per dirmi che c’era tanta gente in giro. È vero, ma è la ragione per cui abbiamo in qualche modo fatto diventare la Liguria zona gialla, la possibilità di poter uscire, andare a fare shopping, ovviamente c’era gente in coda fuori dai negozi, ordinata e con la mascherina, bisogna sapere convivere con il virus, non lo è restando chiusi in casa e basta. È giusto che ci siano persone che vanno a fare shopping o vanno al ristorante, l’importante è farlo seguendo le regole che ci siamo dati con grandissimo scrupolo. Se ci sarà troppa gente e la gente non rispetterà le regole il virus tornerà a salire, la Liguria tornerà in zona arancione o rossa. Se invece saremo capaci di rispettare le regole ».

Toti ha sottolineato che «il risultato ce lo siamo guadagnato, siamo una delle prime regioni d’Italia in cui il tasso di contagio scende rapidamente, e mi auguro che questo peserà». Sopratutto, ha detto Toti, sul fronte «qualità delle nostre feste di Natale, il che significa poter vedere qualche parente in più, poter seguire qualche messa e rito religioso, e per i nostri commercianti e per chi sul Natale lavora, poterlo fare un po’ più tranquillamente». 

Natale 2020, Toti: «Un po’ più di libertà la concederei, più sacrifici a gennaio»

Proprio per i risultati ottenuti in Liguria, e per al differenza di criticità tra i territori, la proposta di Toti alla Conferenza delle Regioni - che lui stesso sovrintende per la malattia del presidente Bonaccini - sarà quella di istituire una “zona bianca”, un’ulteriore area in cui «ci possono essere ulteriori libertà per i cittadini rispetto all’area gialla, come ristoranti, pasticcerie e bar aperti di sera, libertà che possiamo permetterci dove il coronavirus ce lo permette».

«Ne parleremo con il governo - ha proseguito - e vedremo quali sono le intenzioni, credo sia opportuno consentire un Natale un pochino più libero visto che è un pezzo importante della nostra economia e società. Poi se dovremmo fare ancora qualche sacrificio lo faremo a gennaio, ma a Natale vuol dire garantire al mondo del commercio e della ristorazione più libertà, come chi vuole andare alla messa della sera. Io lo farei, basta sapere che a gennaio potremmo dover fare qualche sacrificio in più, ma tanto con il covid dovremo convivere tutta la primavera».

Toti ha quindi di fatto confermato che, con maggiori aperture a Natale, nel periodo immediatamente successivo potrebbe verificarsi un rimbalzo in salita verso la curva: «Abbiamo passato la seconda ondata, non è escluso che tra gennaio e febbraio bisognerà stare ancora attenti - ha detto il presidente della Regione domenica sera - ma le giornate del Natale sono cruciali per la nostra economia, per i rapporti sociali e per l’aspetto religioso». 

Natale 2020, spostamenti e cenoni: cosa succederà 

Di questi aspetti le Regioni parleranno proprio oggi al Governo nel corso dell’ennesima conferenza in cui verranno avanzate le proposte riguardanti il Natale. Le indiscrezioni degli ultimi giorni virano tutte verso una chiusura dei confini regionali a partire dal 18-19 dicembre, con qualche deroga ed eccezione: chi ha la residenza o il domicilio a casa di parenti si potrà muovere per raggiungerli, norma che apre, per esempio, agli spostamenti degli studenti e al movimento verso le seconde case, a patto che si trovino in una regione in fascia gialla.   

Sul fronte coprifuoco, con tutta probabilità resterà in vigore lo stop agli spostamenti dalle 22 alle 6, e resta da capire se a Genova resterà in vigore l’ordinanza che lo anticipa alle 21. I ristoranti in fascia gialla dovrebbero restare aperti sino alle 18, chiusura invece al pubblico per chi è in zona arancione, mentre il giorno di Natale e Santo Stefano la chiusura sarebbe universale.

Il governo potrebbe insomma decidere, visto il calo della curva, di spostare la maggior parte delle regioni in zona gialla per lasciare un po’ più di libertà ai movimenti - chi è in zona gialla può muoversi liberamente all’interno dei confini regionali - e di tenere le regioni più a rischio in zona arancione. Mantenendo dunque aperti in tutta Italia, di fatto, i negozi, che potrebbero allungare l’orario di apertura alle 21 per consentire ai commercianti di sfruttare tutte le feste natalizie per riprendersi dalle chiusure precedenti.

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La Liguria entra in zona arancione: cosa cambia

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