Coronavirus

Natale, Toti conferma: «Scatta la zona rossa in tutta Italia»

Il presidente della Regione anticipa - con disappunto - l'annuncio del premier: misure ulteriormente restrittive per il periodo natalizio

Italia zona rossa, per tutte le regioni, a partire dal 23 dicembre e per tutte le giornate festive e prefestive sino al 7 gennaio, zona arancione nei feriali: la decisione del Governo è stata anticipata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, che venerdì pomeriggio ha partecipato alla riunione tra Governo e Regioni in cui le nuove misure per le festività sono state condivise prima di portarle in Consiglio dei Ministri.

«Oggi c’è stata la riunione con il governo circa le misure che immagino in queste misure si stiano prendendo in Consiglio dei Ministri, riunito per le 18 - ha detto Toti venerdì sera - come Regioni queste misure ci sono state illustrate in anticipo. È stato deciso di sospendere dal giorno 23 dicembre al giorno 6 gennaio il meccanismo di “zonizzazione” del paese legata all ischio epidemico, dunque dal 23 al 6 saranno rossi i giorni prefestivi e festivi e arancione i giorni feriali».

La decisione, ha ricordato Toti sottolineando che «la Liguria la applicherà integralmente, pur non condividendo», comporta «le misure previste per la fascia di rischio: chiusura in zona rossa dell’intero commercio, in arancione chiusura di bar e ristoranti, in entrambe le zone blocco tra comuni e regioni, coprifuoco e una serie di altre misure che abbiamo conosciuto anche nella nostra regione visto che siamo stati zona arancione. È un meccanismo che non condivido, avrei ritenuto più opportuno seguire la regola del criterio di rischio con l’analisi settimanale dei dati, che avrebbe consentito alla Liguria di mantenere uno spicchio in più di libertà»

L'Iss ha anche classificato la Liguria come regione a rischio alto, annuncio che Toti ha criticato: «Abbiamo la quarta migliore incidenza in basso del paese, un'incidenza ogni 10.000 abitanti che è passata da 8 casi a 1,8, abbiamo un Rt che è abbondantemente sotto quello delel altre regioni, tornando regione gialla ha prodotto una variazione percentuale su alcuni parametri e l'analisi da un punto di vista percentuali e non in numeri assoluti incide su questa valutazione, è colpa di un metodo che contestiamo da molto tempo».

Natale, le ipotesi per il lockdown

Il governo aveva ai presidenti di Regione la proposta venerdì pomeriggio: 24, 25, 26 e 27 dicembre giornate “rosse” insieme con 31 dicembre, 1, 2, 3, 4, 5 e 6 gennaio. In arancione restano dunque le giornate del 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Cosa significa in concreto?

- nelle giornate rosse vietato spostarsi di casa se non per motivi di salute, lavoro e necessità. Uscite consentite soltanto per passeggiate intorno alla zona di residenza. Vietato, dunque, anche uscire dal proprio comune. Bar, ristoranti e negozi chiusi (con l'eccezione di quelli per cui è consentita l'apertura in zona rossa dagli allegati del dpcm).

- nella giornate arancioni, bar e ristoranti sono aperti sono per l’asporto sino alle 18 e per le consegne a domicilio dalle 22 (come in zona rossa). I negozi sono invece aperti. Si può uscire di casa, ma restando nei confini del proprio comune.

Resta - per ora - il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, che vale ovviamente nelle giornate arancioni.

Natale in zona rossa, le deroghe

Il Governo avrebbe comunque previsto alcune deroghe per consentire gli spostamenti tra piccoli Comuni che contano su meno di 5.000 abitanti, e in un raggio massimo di 30 km. Vietato spostarsi nei capoluoghi, anche se rientrano nel raggio di 30 km. 

Sul fronte pranzi e ricongiungimenti, dovrebbe essere possibile riunirsi a tavola con un massimo di due congiunti, senza contare i figli minori. Questo significa, per esempio, che al pranzo potranno partecipare una famiglia composta da padre, madre e due nonni (solo a titolo esemplificativo). I minori di 14 anni non vanno “calcolati” nel computo delle persone a tavola.

Queste deroghe, ha detto Toti, non riguardano però 

le giornate rosse ma le giornate arancioni: «Non si è parlato di deroghe per le giornate rosse, e dunque non per Natale, Santo Stefano e Capodanno».

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