Coronavirus e gestione ligure, Paita al governo: «Inviate ispettori dal Ministero della Salute»

La deputata di Italia Viva punta il dito contro il modo in cui è stata gestita l'emergenza in Liguria e sopratutto sul tasso di mortalità. Secca la replica: «La Liguria ha  un rapporto standardizzato di mortalità inferiore a Lombardia, Emilia e Marche»

Un tasso di contagio del 12% tra gli ospiti e dell'8% tra gli operatori: questi i dati relativi all'infezione da coronavirus nelle 230 residenze sanitarie protette liguri stando a quanto dichiarato dalla Regione, che lunedì sera ha annunciato la conclusione dei test sierologici.

«L’86 % degli ospiti è risultato negativo o con anticorpi, mentre tra gli operatori la percentuale sale al 92%», ha detto il presidente della Regione Liguria, aggiungendo che «si tratta di dati che confermano che la nostra attenzione, in un ambito e in un momento così delicato, ha portato i frutti sperati».

Sui decessi registrati nelle case di riposo - per cui sono arrivati anche numerosi esposti in procura - la discussione si fa però sempre più accesa, con Raffaella Paita, deputata di Italia Viva, che ha presentato un'interrogazione chiedendo di sapere «cosa davvero è accaduto nelle strutture» e «fare chiarezza sul disastro della Liguria, anche attraverso l'invio di ispettori da parte del ministero della sanità».

«Gravissima - secondo la parlamentare ligure - è la situazione delle case di riposo. La Regione ha dovuto richiamare, dopo qualche settimana, un primario in pensione per occuparsi di questo dramma, a dimostrazione che non esisteva una unità di crisi autorevole impegnata dall'inizio per seguire questo delicatissimo settore. Anche qui i dati emersi da fonti giornalistiche sono incredibili, il virus è entrato in almeno il 40% delle strutture, nonostante il divieto di accesso ai parenti. Ma nessuno ha pensato di fare subito il tampone agli operatori. Ad aprile sarebbero deceduti 810 ospiti in una settimana, mentre nel 2019 ne erano morti 750 nell'intero mese. I decessi sono aumentati di oltre il 400% e non veniteci a dire che questa impressionante perdita non sia dovuta al Covid».

«La diffusione del Covid-19 in Liguria è sempre preoccupante, anche se qui non c'è stato un focolaio primario. E le risposte della regione sono apparse tardive e insoddisfacenti - prosegue Paita - Basta guardare i numeri, il tasso di letalità è pari al 14,22% ed è secondo solo a quello della Lombardia».

Secca la replica della Regione, che ha chiarito che «la Liguria ha  un rapporto standardizzato di mortalità inferiore alla Lombardia (+ 212% rispetto alla Liguria) all’Emilia Romagna (+ 47% rispetto alla LIguria) e alle Marche (+ 19%) e sovrapponibile al Piemonte,mentre il Veneto, che ha avuto inizialmente un unico cluster presenta un rapporto di mortalità di -54% rispetto alla Liguria. Il dato grezzo deve essere infatti corretto, per essere accettabile ,con la distribuzione demografica di ciascuna regione».

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Sulla situazione nelle rsa, la Regione ha chiarito «in Liguria si è partito precocemente con un sistema di sorveglianza e questo ha consentito di avere un quadro definito della situazione. La situazione della nostra regione che registra in questo setting ad altissimo rischio un quadro del 60% delle strutture Covid free, quadro che va preservato con azioni mirate e da tempo in corso; per il restante 40 % si trovano rappresentate strutture con criticità a vario livello, e all’interno di più di 230 strutture alcune (8) rappresentano criticità, prese in carico, di grado significativo. La definizione del quadro epidemiologico con gli  strumenti diagnostici disponibili (indagine molecolare e indagine sierologica) sono attuate sulla base di protocolli operativi appropriati segnalando nel contempo che l’appropriatezza procedurale ha consentito di avere rappresentazioni degli eventi infettivi utili al bisogno di supporto operativo della pratica clinica».

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