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Covid, una compressa per curarlo a casa: la sperimentazione a Genova

L'annuncio dell'infettivologo Matteo Bassetti: dopo il primo utilizzo degli anticorpi monoclonali verrà testato anche il Molnupiravir, un farmaco in pastiglie

Dopo il via libera all’utilizzo degli anticorpi monoclonali, a Genova si testerà un nuovo farmaco in compressa per curare il coronavirus.

Si tratta del Molnupiravir, che si è dimostrato efficace nell’abbassamento della carica virale e che, se avesse successo, potrebbe essere utilizzato per la cura a casa in modo più facile proprio perché in pastiglie. Il farmaco, nel corso del periodo di studio, sembra infatti riuscire a inibire il progresso dei pazienti verso una forma grave di covid, ad abbreviare la fase infettiva e a ridurre rapidamente i focolai locali, abbassando nettamente la carica virale e dunque la trasmissibilità.

A dare l’annuncio è stato l’infettivologo genovese Matteo Bassetti. Il nuovo farmaco verrà utilizzato in via sperimentae a Genova e in altri sei centri italiani: «Se i risultati saranno positivi - ha concluso l’infettivologo - potrebbe essere una delle cure da dare a casa ai pazienti con il covid».

Bassetti si era già detto molto soddisfatto dell’avvio della sperimentazione con i monoclonali, somministrati su un uomo di 71 anni con cardiopatia “intercettato” grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale.

«È stato ricoverato per circa un'ora ed è tornato a casa - ha spiegato Bassetti - Il protocollo in Liguria prevede 3 hub dove gli anticorpi monoclonali contro il covid sono stoccati, con la partecipazione di tutti i centri di malattie infettive che hanno il compito di interagire con medici di medicina generale. Deve essere somministrato molto precocemente entro 72 ore dalla positività del tampone  o entro dieci giorni dall'esordio sintomi. Per far questo bisogna occorre a prendere il paziente a casa ovvero intercettarli precocemente. I malati candidabili a questa cura sono pazienti con più di 65 anni o con comorbidità, o soggetti in cui il covid può dare una malattia più grave. Li abbiamo aspettati tanto e finalmente sono arrivati».

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