Maturità 2020, verso l’esame in presenza: l’intervista alla dirigente del D’Oria

Con Mariaurelia Viotti abbiamo affrontato il tema degli esami e cosa i maturandi devono aspettarsi in piena fase 2

Nell’illustrare il piano per la cosiddetta Fase 2, quella della ripartenza dopo il lockdown stabilito per l’epidemia di coronavirus, il premier Giuseppe Conte ha fatto un accenno anche alla scuola e alla Maturità 2020, annunciando che il governo sta lavorando per dare il via libera agli esami in presenza dopo settimane di lezioni esclusivamente online.

Confermando che il ritorno sui banchi, per tutti gli studenti, è ormai rimandato a settembre, Conte ha anticipato  che «lavoriamo anche sugli esami del secondo ciclo in presenza. Siamo convinti di poterli garantire in sicurezza, il comitato tecnico-scientifico ci ha dato il via libera. In queste settimane il governo non ha mai smesso di pensare alla scuola, e non lo farà mai». 

I maturandi si devono quindi preparare a presentarsi fisicamente davanti alla commissione d’esame, per quello che si preannuncia un colloquio più approfondito rispetto a quello “tradizionale”, finalizzato non solo ad accertare il grado di preparazione, ma anche a gratificare chi da anni si prepara a un momento storico, non solo dal punto di vista dell’apprendimento, ma anche della crescita personale. 

A Genova si stanno preparando non solo gli studenti, ma anche docenti e dirigenti scolastici: ne abbiamo parlato con la dirigente del liceo classico D’Oria, Mariaurelia Viotti (guarda il video dell’intervista integrale).

Dottoressa Viotti, qual è lo scenario che si prefigura per gli esami di Maturità?

La priorità è la situazione sanitaria, prima di tutto ci devono essere le necessarie condizioni di sicurezza per tutti. Se ci saranno, come speriamo, il colloquio di Maturità dovrebbe consistere in un colloquio, una sola prova invece di tre, in presenza dei sei docenti interni e un presidente esterno.

A oggi è possibile arrivare preparati all’esame, vista l’attuale situazione? Quali sono le principali criticità?

Stanno tutti facendo uno sforzo enorme, che ha molti aspetti positivi. I docenti stanno reinventando un modo di fare scuola, e anche gli studenti stanno reagendo molto bene. Credo che manchi a tutti il contatto diretto, la didattica a distanza è preziosa come alternativa, ma non credo possa sostituire completamente la presenza. La criticità maggiore è quella tecnica, non tutti rispondono di strumenti adeguati e in maniera esclusiva, ci sono famiglie in cui, complice la contemporaneità di lavoro agile e lezioni a distanza, non ci sono tutti gli strumenti. Inoltre tutti si devono abituare a una modalità relazionale diversa, anche per quanto riguarda i docenti, che hanno difficoltà nelle verifiche e nelle valutazioni.

Come potrebbe configurarsi, concretamente, l’esame in presenza in un un liceo come il D’Oria?

Noi abbiamo la fortuna di avere spazi piuttosto ampi, paradossalmente si potrebbe pensare di usare l’aula magna, molto grande, che potrebbe ospitare a distanza una commissione e magari anche un po’ di pubblico, o le due palestre. Il ministro ha detto che gli esami dovrebbero iniziare il 17 giugno, dunque il 15 dovrebbe esserci la solita riunione preliminare e il 17 potrebbero iniziare gli orali. Aspettiamo l’ordinanza del ministro per capire meglio come sarà strutturata la prova orale, e quali aspetti dovrà toccare: si ipotizza un colloquio impegnativo, di durata non brevissima, senza affaticarli e stressati ma dando la possibilità di esprimersi. 

Come stanno reagendo i maturandi a questa situazione?

I ragazzi sono dispiaciuti di non poter vivere in gruppo, fisicamente, questo periodo, che emotivamente è molto importante e si ricorda per tutta la vita. Con i mezzi informatici sono molto più bravi di noi, molto più disinvolti. Con i ragazzi con cui ho parlato dell’argomento, l’osservazione di tutti è “speriamo che sia in presenza”, speriamo di vederci. 

Saranno valide comunque le materie d'esame uscite a febbraio, o si porteranno tutte?

Nei prossimi giorni i consigli di classe devono riunirsi e scegliere i 6 commissari interni, docenti degli alunni. Capita che i docenti insegnino più di una materia, come latino e greco da noi, o matematica e fisica allo Scientifico. Inoltre ogni docente può interrogare sulle misure di cui ha titolo. Per ipotesi dunque ci potrebbe essere una materia in più, anche se si spera non si verifichi.

Quali consigli dà ai ragazzi che si stanno preparando alla Maturità?

Innanzitutto speriamo di poter uscire un po’ di più per allentare la tensione, anche una corsa o una passeggiata per i ragazzi è utile. Io vorrei approfittare dell’occasione per dire che questi ragazzi sono bravissimi, sono ammirata dal loro modo di reagire, dalla loro capacità di adeguarsi alle situazioni, molto più degli adulti. Sono sicura che abbiano risorse interiori che li aiuteranno a dare un esame sereno. Un po’ di adrenalina ci vuole, un po’ di “strizza” positiva ci vuole, sennò non sarebbe un esame: consiglio di avere fiducia in loro stessi e negli insegnanti.

Secondo lei non affrontare come eravamo abituati la Maturità lascerà una mancata esperienza fondamentale nei maturandi di domani?

Sicuramente qualcosa mancherà dal punto di vista “affettivo”, ma i ragazzi stanno dimostrando un senso di responsabilità e autonomia quasi maggiore che nella solita routine scolastica, quindi può darsi che anche questo senso di responsabilità sia un modo di far acquisire consapevolezza e di lasciare loro un risultato positivo.

Qual è l’augurio per tutti i maturandi in tempi di coronavirus?

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È giusto che chi ha lavorato tanto abbia un riconoscimento pieno dell’impegno dimostrato. Nessuno abbia il timore che queste difficoltà tolgano a chi si è sempre impegnato la soddisfazione che è giusto abbia. La promessa è che gli insegnanti si impegnano in questo senso, l’augurio è di stare sereni: diciamo a loro che ci mancano, e speriamo di vederli presto all’esame in presenza.

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