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Genova in Fase 3: dai bus all'obbligo delle mascherine, i numeri della prima giornata

Il sindaco Marco Bucci ha fornito alcuni numeri su spostamenti, uso dei mezzi pubblici, mobilità urbana e protezioni

Spostamenti, trasporto pubblico, obbligo delle mascherine: al termine della prima giornata di “Fase 3” in Liguria, il sindaco Marco Bucci ha fatto un bilancio fornendo alcuni dati su come la riapertura della stragrande maggioranza delle attività ha impattato sulla città.

Spostamenti

Bucci ha sottolineato che tra sabato e domenica gli spostamenti in città sono stati «analoghi a sabato e domenica scorsa», e dunque «un comportamento buono per il weekend, c’era già gente in giro sicuramente, ma gli spostamenti sono stati contenuti e abbiamo assistito a un aumento dell’1-2%».

Trasporto pubblico

Lunedì mattina su bus e metropolitana è saluto tra il 25 e il 35% di persone in più rispetto al periodo di lockdown, con la maggiore concentrazione tra le 7 e le 10 di mattina: «Avendo aperto le attività c’è stato un aumento nell’uso di autobus e metropolitana - ha detto Bucci - Non ci sono stati particolari problemi, alcune persone sono state invitate a mettersi le mascherine sui bus, ma non c’è stata nessuna multa. Oggi è stata una giornata positiva, anche perché siamo al 95% della nostra produttività normale in termini di trasporti, continueremo a crescere sino al 100% e anche oltre nel caso fossimo in grado di potenziare alcune linee rispetto ad altre, le linee collinari sono già al 100%».

Spiagge

Il sindaco ha confermato anche che alcune persone sono state allontanate dalle spiagge per violazione dell’ordinanza che le apre alle passeggiate, ma non alla sosta per la “tintarella”.

«Aspettiamo una settimana, 10 giorni e potremo farlo tutti - ha detto il sindaco - non appena avremo il protocollo che stabilirà come aprire le spiagge libere, per spiagge attrezzate e in concessione saranno i concessionari a gestire la situazione»

Obbligo mascherine

Sull’obbligo delle mascherine in tutta la città, anche all’aperto, il sindaco ha risposto alle polemiche ricordando che «quello che deve esserci alla base è il cervello dei genovesi. Se io sto camminando da solo o con la mia famiglia a Forte Sperone è ovvio che la mascherina non ha senso, ma se sto a due metri di distanza nei vicoli o in via XX Settembre e incontro qualcuno, la mascherina ha senso».

Bucci ha ricordato che a oggi la mascherina è lo strumento di protezione più efficace insieme con la distanza, e che «le situazioni in cui la mascherina non serve sono pochissime, se si è da soli, isolati o si fa sport. Se apriamo abbiamo più persone in giro e dobbiamo agire per contenere il contagio, anche in maniera aggressiva. Se i dati, in primis i ricoveri, diminuiranno, libereremo anche da questo vincolo. Invito tutti i genovesi a usare la mascherina, non è un grosso peso, e alla fine è una grossa difesa per noi e per gli altri».

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