Coronavirus, l'appello dell’operatore ecologico: «Guanti e mascherine a terra, incivile e rischioso»

Mauro Fornaciari è in servizio nel quartiere di Castelletto, e nei giorni scorsi si è trovato a raccogliere molte protezioni usate: «Il virus vive per ore, fate attenzione»

Sono lavoratori che rientrano nella categoria di chi continua l’attività, pur a ranghi ridotti, e sono che quelli che hanno il posto di quanto accade sulle strade genovesi in tempi di emergenza sanitaria per coronavirus.

Gli operatori ecologici in queste settimane continuano a lavorare per tenere pulite le città, e si ritrovano a fare i conti con rifiuti “nuovi”, ma spesso con gli stessi incivili. Guanti monouso e mascherine abbandonate per strada, che vengono puntualmente raccolti dagli operatori ecologici: un gesto che dimostra non solo poco rispetto per l’ambiente e il prossimo, ma che potrebbe rivelarsi pericoloso se quel guanto o quella mascherina provengono da persone contagiate. 

E così, Mauro Fornaciari, dipendente di Amiu, ha deciso di affidare a Facebook il suo appello: «Sono uno spazzino in forza alla sezione di Castelletto, il nostro territorio è suddiviso in 11 zone. Attualmente sono rimasto solo io e quando siamo 2 o 3 c'è da leccarsi le dita - ha scritto - Non vi sto chiedendo di pulire, ma vi prego di fare attenzione a non sporcare. Stamattina nel tratto di Armellini che va da Manin verso circonvallazione ho raccolto 3 mascherine e 28 guanti monouso. Forse non è chiaro, ma questa non è una semplice malattia e il virus vive per ore».

Un appello al senso civico, insomma, che non riguarda solo l’ambiente e la pulizia, ma anche il rispetto verso chi continua a lavorare e la prevenzione massima. 

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