Coronavirus, da oggi mascherina obbligatoria. Toti: «Serve prudenza»

Il governatore ligure alla fine conferma la bontà del provvedimento del governo, in vigore da oggi. Il cluster del centro storico, intanto, continua a crescere e prosegue lo screening

La coda per i test alla Commenda

Obbligo di mascherina all'aperto e al chiuso (salvo eccezioni) in vigore da oggi in tutta Italia. Il provvedimento è scattato con la firma della proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio, adottato dal governo per far fronte a una crescita di casi sempre più elevata. E così, dal premier Giuseppe Conte è arrivato un appello alla prudenza e al buon senso, e un invito a indossare la mascherina il più spesso possibile, sia nei luoghi chiusi sia all'aperto quando si è circondati da altre persone che non siano congiunti.

Coronavirus: gli ospedalizzati salgono a 220, altri due decessi

Il provvedimento nei giorni scorsi aveva provocato reazioni discordati. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, si era detto contrario a un'applicazione indiscriminata dell'obbligo, chiedendo che fossero le Regioni a decidere sia l'applicazione sia altri provvedimenti finalizzati a risolvere situazioni critiche, come accaduto in Liguri alla Spezia e nel centro storico di Genova. Mercoledì sera, però, Toti ha confermato la bontà del provvedimento.

«Oggi il governo ha approvato il decreto legge che attendevamo da martedì e che proroga lo stato di emergenza in tutta italia sino al prossimo gennaio - ha spiegato al termine della conferenza delle regioni - l’unica misura contenuta è l'uso obbligatorio della mascherina anche all’aperto, che è un segnale, che abbiamo condiviso, di attenzione e un avvertimento a tutti i cittadini e a tutti gli italiani del fatto che il covid sta tornando a crescere, come ci dicono i numeri».

Il governatore ligure ha sottolineato che la situazione è però differente da quella della primavera scorsa in termini di gravità dei casi e di ricoverati, ma ha anche ammesso che «l'obbligo di mascherina è una misura che richiama tutti a prudenza, attenzione e comportamenti corretti come il lavaggio delle mani e la distanza sociale». Poi, un richiamo alla scelta di dare meno autonomia alle Regioni in termini di ordinanze restrittive: «Con molti colleghi, ho meno condiviso la scelta di inserire nel decreto legge l'impossibilità delle regioni di fare ordinanze restrittive sui loro territorio. Noi l’abbiamo fatto a Spezia e anche a Genova nel centro storico, ma alla fine si è parlato di bloccare la possibilità di ordinanze migliorative se non di concerto con il ministro della Salute: già che abbiano inserito il confronto con il ministro è un passo avanti».

«Sono molto contento che abbia prevalso il buon senso e che la mascherina sarà obbligatoria anche all'aperto solo se si è vicini a persone non conviventi - ha aggiunto l'infettivologo Matteo Bassetti, contrario dall'inizio all'uso indiscriminato della maschierina - Potremo quindi liberamente passeggiare in un bosco da soli e su un lungomare sempre se non c'è nessuno vicino a noi senza indossarla. Facciamo tutti questo sacrificio per il bene comune».

Coronavirus, la situazione in Liguria e il cluster in centro storico

In Liguria la situazione rispecchia la crescita nazionale che si registra ormai da qualche settimana, con i nuovi contagi che da giorni salgono in media a due cifre. La differenza rispetto a un mese fa è che non è più La Spezia la città e la provincia in cui i nuovi positivi salgono di più, ma Genova, con il cluster del centro storico che sta iniziando ad avere ramificazioni anche nel resto della città.

Difficile, d'altronde, contenere le persone che vivono in centro storico ma di fatto lavorano all'esterno. E difficile contenere i contagi se le abitazioni sono occupate da numerose persone, magari 10, che vivono di fatto in ambienti promiscui e che spesso non rispettano le norme stabilite, dall'igiene delle mani all'uso della mascherina.

Coronavirus, raddoppiate le squadre di Asl 3 per i test alla Commenda

«Oggi sono 176 i positivi in regione, sono cresciuti un po’ ovunque - ha detto Toti mercoledì sera - Il cluster della Spezia è ormai sotto controllo, la maggior parte dei positivi, 131, è nel territorio della Asl 3: sono nella maggioranza perosone provenienti da comunità di origine non Italiana o di italiani di origine straniera. Questo no significa nulla dal punto di vista dell’intervento della Regione e della Asl, è solo per individuare i luoghi di aggregazione e stabilite le abitudini di vita per intervenire in modo efficace».

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Anche i ricoveri aumentano, 222 mercoledì, con il carico maggiore sul San Martino: «I numeri ospedalieri confermano che i ricoverati crescono, ma sono stabili le terapie intensive, le capacità di cura e l’età più giovane dei ricoverati incidono soprattutto sul deterioramento delle condizioni dei pazienti», ha detto Toti, che ha anche annunciato che entro la fine della settimana partiranno i test rapidi nelle scuole (esattamente come accade alla Commenda, dove viene rilevata una eventuale non negatività) per alleggerire il carico dell'hub del Gaslini.

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