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Bloccata in Laos, l'appello della 27enne di Rapallo: «Siamo allo stremo delle forze, aiutateci»

Martina Macchiavello si trova a Vientianie con un'altra cinquantina di italiani, impossibilitata a tornare a casa per le disposizioni del paese. Che da domenica sera è in lock down

«Il Laos è in lockdown ufficiale da questa sera, siamo allo stremo delle forze». Questo uno degli ultimi post condivisi su Facebook da Martina Macchiavello, 27 anni, di Rapallo, è una dei tantissimi italiani, e dei tanti liguri, che sono rimasti bloccati all’estero a causa dell’emergenza legata alla pandemia di coronavirus.

Martina, che in un'altra vita, quella prima del coronavirus, viveva a Londra, è bloccata a Vientiane, capitale del Laos, insieme con un’altra cinquantina di connazionali: ha provato a rientrare in Italia per ben due volte, portando con sé tutta la documentazione necessaria, ma entrambe le volte le è stato negato l’imbarco sull’aereo. E la vacanza si è trasformata in una prigione, con il timore che la situazione igienico-sanitaria del paese possa non essere adeguata alla situazione, soprattutto in caso di necessità di cure mediche, come ha spiegato uno degli italiani bloccato con lei tenendo in braccio la figlia piccola: «Io ho bisogno di medicine specifiche che non si trovano qui».

«Lo stress e l'ansia non ci fanno dormire né mangiare bene e anche il caldo infernale non aiuta», spiega Martina, che lo scorso 28 marzo ha fatto l’ultimo tentativo di salire su un aereo diretto a Bangkok per tornare in Italia e riunirsi alla sua famiglia a Rapallo: «Era l’ultimo volo disponibile almeno fino a fine maggio per lasciare il paese - ha chiarito su Facebook - Volo per il quale non vi erano più biglietti disponibili già da inizio settimana. Io avevo il biglietto per quel volo, che in realtà sarebbe dovuto partire questa sera, non ieri. I posti vuoti sono di chi, come me, è stato lasciato a terra poiché non rientrava più nei limiti di scalo aeroportuale concessi dal governo thailandese».

«L’ambasciata si ritrova con le mani legate e non sa come altro supportarci - era stato lo sfogo della giovane rapallese lo scorso 26 marzo - Abbiamo bisogno di un sostegno concreto da parte del governo italiano, che si mobiliti al più presto per riportarci a casa come gli altri paesi europei si sono mobilitati per aiutare i loro connazionali».

All’appello si sono uniti i genitori, i parenti e gli amici di Martina, che hanno lanciato un appello al Ministero degli Esteri: «Aiutateci a riportare Martina a casa al più presto. Ricordiamo che lei ha già tentato 2 volte il rientro avendo tutto il necessario in regola, ovvero biglietti aerei, assicurazione e certificato medico. Nonostante questo in entrambi i casi le è stato respinto l'accesso sull'aereo. La situazione inizia a essere critica anche dal punto di vista salutare e l'assistenza medica decisamente inadeguata al livello di contagio del covid.19 Abbiamo fatto già parecchi appelli e speriamo caldamente che questo possa essere il definitivo».

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