Giovedì, 23 Settembre 2021
Coronavirus

Manifestazione anti dpcm, protesta a De Ferrari

Presidio di alcuni titolari di attività economiche sotto la sede della Regione, contestato da alcuni partecipanti il presidente della Regione Giovanni Toti

Cori, striscioni, cartelli, la simbolica restituzione delle chiavi dell'attività alle autorità: nuova manifestazione mercoledì mattina da parte dei titolari di attività economiche genovesi e liguri chiuse con il nuovo dpcm, e dunque ristoranti e bar, ma anche palestre e piscine: circa 300 le persone presenti in piazza, tutte dotate di mascherina e in gran parte con cartelli e striscioni di protesta.

Qualche attimo di tensione quando ad alcuni partecipanti sono stati chiesti i documenti per l’identificazione, situazione subito rientrata nel momento in cui il presidente della Regione Giovanni Toti, ha annunciato l’intenzione di incontrarli. La protesta, sottolinea chi partecipa, è comune a tutti gli operatori della città a prescindere dai quartieri di appartenenza e dalla tipologia di attività: «I problemi di chi è in via San Vincenzo sono gli stessi di chi ha un'attività a Sestri Ponente - spiega un partecipante - La soluzione non sono monopattini o piste ciclabili, mio figlio fa l’asilo e fa due ore al giorno uscendo all’una perché non c’è la bidella, io non lavoro, devo pagare la baby sitter, e alle 18 ci fanno chiudere: non c’è una soluzione».

«Con lo smart-working i ristoranti sono chiusi anche a mezzogiorno praticamente - proseguono i manifestanti, che si sono suddivisi in piazza De Ferrari in attesa del governatore Toti mantenendo la distanza come chiesto dalle forze dell'ordine - stupisce che non se ne siano accorti, allora bisogna spiegarglielo: siamo tutti padri di famiglia che non riescono a dare da mangiare ai loro figli».

Praticamente tutti indossano la mascherina, e molti hanno cartelli con cui denunciano la difficile situazione in cui sono stati catapultati con l'ultimo dpcm che impone la chiusura di bar, ristoranti, panifici e gelaterie alle 18: «Scendi, scendi», è l'invito urlato sotto la sede della Regione per chiedere un confronto al presidente Toti.

Alcuni manifestanti che reggevano cartelli con scritto "Se lavorare non è più in diritto pagare le tasse non è più un dovere hanno portato le chiavi delle loro attività per consegnarle, simbolicamente, alle istituzioni. La richiesta è maggiore sostegno economico da parte del governo ma anche da parte delle istituzioni locali, con taglio di Imu e Tari.

protesta de ferrari dpcm

Intorno alle 12.30 a De Ferrari è arrivato il presidente della Reigone, accolto da alcune persone che lo hanno contestato e hanno poi chiesto di poter ascoltare le dichiarazioni di Toti: «Vogliamo sentire tutti», hanno chiesto. Il governatore ha incontrato alcuni manifestanti e risposto alle domande, ma non sono mancate, nuovamente, le contestazioni.

«Protestiamo contro un governo incapace di gestire l'emergenza, contro una Regione incapace di amministrare, contro un sindaco fantasma - si legge nel tam tam nato su Facebook per promuovere l’adesione - Protesteremo per noi, per in nostri figli, per i nostri nipoti! Non siamo negazionisti, Siamo padri di famiglia, siamo gente per bene che ha sempre lavorato e che si ritrova a non poter più garantire un futuro ai propri figli». Un'altra manifestazione è stata programmata per le 18, sempre di mercoledì, per una nuova protesta sempre in piazza De Ferrari.

presidio de ferrari-5

Sono intanto due le persone che nelle prossime ore verranno denunciate per avere violato le norme anti contagio da coronavirus previste nel dpcm (e nell’ordinanza regionale) per le manifestazioni di piazza. 

Si tratta di uno studente universitario e di un volto noto della battaglia avviata dai “no mask” contro i provvedimenti presi dal governo per arginare il contagio, Maura Granelli, più famosa con il soprannome di “nonna Maura”. Entrambi verranno denunciati, dopo le formalità di rito, per avere organizzato un corteo estemporaneo sino alla prefettura: i cortei sono vietati dal dpcm, che consente invece le manifestazioni statiche. In Liguria, però, vige l’ordinanza regionale 73/2020 che vieta anche quelle statiche.

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