Coronavirus

Covid, Liguria verso un'altra settimana tra rosso e arancione

Il monitoraggio verrà ufficializzato entro la serata, ma l'ipotesi più probabile è che il Levante resti in zona arancio e che nel Ponente si prolunghi l'ordinanza per l'istituzione della zona rossa

Liguria divisa a metà almeno per un’altra settimana. Sulla base del nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero, il numero 47, i numeri della pandemia di coronavirus dovrebbero mantenere la Liguria in zona arancione con l’eccezione del Ponente, rosso su ordinanza del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

I dati del report ufficializzato venerdì sono (come sempre) relativi non alla settimana in corso ma a quella precedente, e dunque a quella che va dal 29 marzo al 4 aprile: giorni in cui l’Rt della Liguria è rimasto sotto l’1,25, anche se l’occupazione delle terapie intensive e l’incidenza del virus (in particolare tra Savona e Imperia) la piazzano tra le regioni considerate a rischio alto insieme con Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

È probabile dunque che la prossima settimana Genova e La Spezia (con relative province) restino in zona arancione, mentre il Ponente potrebbe rimanere rosso in via precauzionale per spegnere del tutto la “fiammata” di contagi accesa prima di Pasqua, con conseguente prolungamento dell’ordinanza ad hoc in scadenza il 12 aprile.

Resta anche da capire cosa il presidente della Regione deciderà di fare con le scuole. Nel Ponente la didattica a distanza è prevista per gli studenti dalla seconda media in su, mentre a Levante riguarda le sole scuole superiori.

Le decisioni ufficiali verranno comunicate dopo la riunione di venerdì della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che è anche quella in cui verrà eletto un nuovo presidente: «Per quasi 6 anni ho avuto l’onore di essere il vicepresidente e di confrontarmi con tutti i governatori delle Regioni, trovando una collaborazione che ha saputo andare oltre i colori politici ed è stata spesso fondamentale per l’Italia nei momenti più critici - ha detto Toti, che ha appunto ricoperto il ruolo di vicepresidente accanto al presidente Stefano Bonaccini - In questa pandemia la Conferenza delle Regioni è stata e continua a essere in prima linea, senza mai risparmiarsi, mettendo al centro il buonsenso e le esigenze dei territori e dei cittadini».

«A Stefano Bonaccini, che in questi anni ha guidato la Conferenza, voglio dire grazie per il prezioso lavoro svolto, con disponibilità e impegno su cui ho sempre potuto contare, di giorno e di notte, a Natale come a Ferragosto - ha concluso -Un confronto sempre intelligente e mai di parte, dettato solo dall'obiettivo comune di portare a casa dei risultati concreti e, negli ultimi mesi, di uscire dalla pandemia».

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