Dpcm coronavirus, Liguria in zona gialla: l'annuncio di Conte

A sorpresa il premier annuncia che la regione rientra in quelle gialle: ecco le misure che vengono adottate, dagli spostamenti alle chiusure

La Liguria finisca nella fascia gialla del nuovo dpcm per contenere il contagio da coronavirus: l’annuncio è arrivato dal premier Giuseppe Conte, a sorpresa, dopo che il presidente della Regione Liguria aveva comunicato che sarebbe arrivato con tutta probabilità giovedì e dopo le crescenti e numerose indiscrezioni sulla possibilità che fosse arancione.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza di assegnazione delle zone mercoledì sera, e poco dopo le 20, orario in cui il premier ha parlato, è stato confermato che la Liguria è in zona gialla.

Le indiscrezioni e i timori riguardanti l'inserimento della Liguria nella zona arancione - quella in cui le attività chiudono e gli spostamenti tra Comuni sono vietati - sono state dunque smentite dall'ordinanza del ministro Speranza, che è di fatto andato incontro alle richieste del presidente della Regione, Giovanni Toti, che aveva chiarito proprio poco prima del discorso di Conte che «l'R con T della Liguria è sotto l'1,5, siamo intorno all'1,3, e i dati dell'ultimo report risalgono al 25 ottobre, un'era geologica fa in termini di andamento dell'epidemia: sulla tenuta degli ospedali siamo sicuramente andati peggio, sulla penetrazionel del virus sicuramente un filino meglio».

Nella fascia gialla, insieme con la Liguria, rientrano Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Marche, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

In zona arancione ci sono Puglia e Sicilia.

Nell'area rossa, quella a rischio più alto, sono inserite Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta.

«La Liguria è in fascia gialla. L’Rt, il tasso di penetrazione del Covid, sta lievemente scendendo anche grazie ai sacrifici che abbiamo fatto nei giorni scorsi e che dobbiamo continuare a fare - è stato il commento di Toti - Quindi nella nostra regione bar e ristoranti potranno restare aperti fino alle 18, come già accade oggi. Da venerdì invece entrerà in vigore il divieto di circolazione, dalle 22 alle 5. Non abbassiamo la guardia, continuiamo con prudenza a rispettare tutte le regole perché la pressione sui nostri ospedali resta alta e abbiamo bisogno che il contagio cali ancora di molto, anche per non vanificare gli sforzi fatti fin qui da tutti noi».

Ecco le misure che entrano in vigore, nazionali e per zona gialla

Coprifuoco dalle 22 alle 5, e raccomandazione per spostamenti ridotti 

Il primo dato nuovo rispetto alle precedenti disposizioni, universale e che vale per tutta Italia, è che dalle 22 alle 5 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da «esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute.

È in ogni caso fortemente raccomandato per la restante parte della giornata - si legge nel decreto - di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi», con riferimento a tutte quelle attività e servizi che restano aperti. Se, per esempio, ci si sposta per andare a fare la spesa, lo spostamento è consentito.

Sono inoltre adottate le seguenti disposizioni:

  • Centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • Didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • Trasporto pubblico locale con capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali
  • Musei e mostre chiusi, così come in precedenza teatri e cinema.

conte zone dpcm

Spostamenti e aperture in zone gialle

Nella zona gialla, quella a rischio ritenuto meno elevato, non ci sono limiti agli spostamenti prima delle 22, quando entra in vigore il coprifuoco nazionale che prevede le uscite solo per “comprovate esigenze”, e dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Restano consentiti gli spostamenti sia all’interno del proprio Comune sia fuori. Permesso anche raggiungere un’altra regione purché anch’essa inserita in fascia gialla.

Bar, ristoranti, pasticcerie e pub restano aperti sino alle 18, dopo è consentita solo la ristorazione da asporto e la consegna a domicilio.

Dpcm coronavirus, che cosa ha detto il premier Conte

«I numeri complessivi sono in costante aumento e per questo dobbiamo intervenire e bloccare la circolazione del virus in attesa di vaccini e terapie risolutive - ha detto il premier mercoledì sera - La media nazione dell'indice di trasmissibilità è di 1,7. Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici, diminuisce in percentuale il numero di persone ricoverate ma c'è l'alta probabilità che molte regioni superino le soglie delle terapie intensive e mediche»,

«Oggi, rispetto alla primavera, disponiamo di un piano di monitoraggio della curva molto articolato che si basa su 21 parametri - ha proseguito - questo piano è la bussola che ci indica dove intervenire mirati: più elevati sono circolazione del virus e rischio di tenuta dei servizi sanitari, più restrittive sono le misure adottate».

Conte ha spiegato che «se adottassimo le stesse misure su tutto il territorio nazionale avremmo due conseguenze negative, da un lato non adottare misure efficaci per regioni davvero a maggiore rischio, dall’altro imporre misure irragionevolmente restrittive per le aree del paese dove la situazione è meno grave. Per questo abbiamo distinto l’intera penisola in tre aree: gialla, arancione e rossa, ognuna con proprie misure restrittive che entreranno in vigore a partire da venerdì, perché abbiamo voluto rimandare di un giorno per consentire a tutti di avere un tempo congruo per organizzare le loro attività».

Attività produttive industriali e commerciali

Sul territorio nazionale restano aperte le attività produttive industriali e commerciali se rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure a contrasto della diffusione del virus.

Scuole, quali restano aperte. Didattica a distanza per le scuole superiori

Il dpcm stabilisce che le scuole superiori adottino la didattica a distanza al 100%, con la possibilità «di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratorio o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali».

Per il resto dell’attività scolastica - nidi, scuole per l’infanzia, elementari e prime medie - si continua con le lezioni in presenza con l’obbligo di indossare la mascherina per tutti, con l’unica eccezione dei bambini sotto i 6 anni e soggetti con patologie incompatibili

Musei

Chiudono anche i musei, rimasti aperti invece con il precedente dpcm. 

Autocertificazione, quando serve?

L’autocertificazione, in attesa di specifiche in merito, serve per spostarsi nel coprifioco (dalle 22 alle 5) e serve per chi è in zona rossa e deve spostarsi per i motivi consentiti, così come accadeva in primavera.

Non è chiaro se sia necessaria anche in zona arancione - che è la novità del dpcm - prima delel 22, ma lo sarà in caso di spostamenti tra Comuni e Regioni quando non sono consentiti di regola.

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