Liguria in zona gialla o arancione, attesa per la decisione del Ministero

Il presidente della Regione GIovanni Toti conferma che il report 25 riporta dati molti simili al 24, quello con cui è stato decretato il rischio moderato. Ma la pressione sugli ospedali aumenta

Prima domenica in zona gialla per la Liguria, e si pensa già che potrebbe essere stata l’ultima. È oggi, infatti, che il Ministero della Salute dovrebbe decidere se lasciare o meno la Liguria nella fascia di rischio moderato, e il timore è che venga spostata in fascia arancione, quella di rischio alto in cui sono già state inserite Sicilia e Puglia.

La decisione è attesa a giorni, se non a ore: tutto dipende dell’andamento della pandemia e di come i 21 parametri/indicatori usati dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità usano per valutare i vari scenari nelle regioni e assegnare la fascia di rischio. E la Liguria entra in fascia gialla sulla base dei report della settimana conclusa il 25 ottobre, in cui la situazione era molto diversa rispetto a oggi. 

In Liguria infatti, l’R con T, il tasso di contagiosità del virus, è rimasto - stando a quanto chiarito dal governatore ligure Giovanni Toti - tra l’1,5 e l’1,3. La situazione negli ospedali, però, è peggiorata, ed è peggiore anche rispetto alla prima ondata: «Abbiamo più ricoverati di quanti ne avessimo nell’aprile scorso in pieno lockdown - ha ammesso Toti domenica sera - ne abbiamo molte decine in più, ma abbiamo meno della metà delle terapie intensive occupate negli stessi ospedale, e questo ci dà un senso di rassicurazione, speriamo di tenerle così. Ci sono poi moltissimi paziente dimessi e mandati nelle apposite strutture per la media e bassa intensità di cura».

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Tutto si decide con il report 25, quello che analizza i dati del monitoraggio della pandemia della settimana che va dal 25 ottobre all’1 novembre. Il report è stato inviato alle regioni domenica sera, ma la discussione dei dati da parte del Comitato Tecnico Scientifico è fissata per oggi a Roma, e la decisione di lasciare la Liguria in fascia gialla o di metterla in arancione dovrebbe arrivare entro la serata. E mentre la procura di Genova indaga sulle modalità con cui sono stati inviati i dati per decidere la fascia in cui inserire la Liguria, Toti chiarisce.

«La decisione di mettere la Liguria in fascia gialla è stata presa sulla base del report 24 - spiega, rispondendo indirettamente alle critiche di chi, sanitari in primis, chiedeva un passaggio in arancione - dava un valore di Rt e una serie di altri indicatori. Domenica sera è arrivato dal ministero il report 25, quello successivo, che dice le stesse cose che dice il report 24, con una cosa in più, e cioè che i dati sono di qualità verde, tutti. Non c’è neppure uno dei tantissimi parametri che non abbia qualità e affidabilità - risponde indirettamente al consigliere di opposizione Ferruccio Sansa - e anche in quel report l’R con t è di 1,38, su cui è stata presa la decisione del giallo: mi aspetto che avendo un report uguale all’altro la Liguria resti gialla».

La Liguria resta in scenario 3, insomma, e Toti ammette che «c’è una sofferenza negli ospedali oggi, nessuno le nega, e stiamo correndo a preparare nuovi posti letto e per trovare personale e infermieri. Stiamo chiudendo molti reperti, non perché mi piace privare cittadini di visite o piccoli interventi rimandabili, me ne scuso, il problema non è lo spazio ma è la mancanza di personale. Per aprire nuovi letti covid e far assistere i pazienti  malati abbiamo bisogno di chiedere a medici e infermieri. Riapriremo tutto non appena covid ci darà fiato per farlo, o quando tra una settimana arriveranno 190 infermieri nuovi appena laureati che noi assumeremo tutti».

Fascia arancione, cosa si può fare e non si può fare

Nella fascia arancione sono vietati gli spostamenti dal territorio regionale e anche da quello del proprio comune di residenza o domicilio. 

Dalle 22 alle 5 - in tutta Italia - sono vietati tutti gli spostamenti se non sono motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Ci si può spostare dal proprio Comune solo per usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio: andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).
È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno del proprio comune. Per spostamenti verso altri Comuni, è per chi si sposta dalle 22 alle 5 anche all’interno del proprio comune, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti con l’autodichiarazione, con possibilità di controlli successivi. 

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, quando possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” esigenze significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione.

Si può uscire a fare una passeggiata o attività motoria, sempre dalle 5 alle 22, ed è possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.

Sul fronte auto, è possibile viaggiare in auto con persone non conviventi a patto che con solo il guidatore stia nella parte anteriore della vettura, e i passeggeri, due al massimo, stiano dietro, con un sedile in mezzo a divederli e con la mascherina. 

Bar, ristoranti, pub e gelaterie, aperte con il giallo, sono aperti solo per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario. Restano aperti i ristoranti degli alberghi per i clienti che vi alloggiano, ed è consentita senza orari la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati. 

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