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Covid, la Liguria aspetta la promozione in zona gialla: «I numeri ci sono»

Con un Rt di 0,87 e una minore pressione sugli ospedali, la regione a ore potrebbe essere inserita nell'elenco di quelle gialle. Dove starebbe, però, solo per due settimane prima di un nuovo ricalcolo

Attesa in Liguria per la “promozione” a zona gialla: nelle prossime ore il ministero della Salute dovrebbe comunicare se i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore della Sanità consentiranno alla regione di passare dalla zona arancione, dove è rimasta per le ultime due settimane, alla gialla, una classificazione di rischio che consentirà ai ristoranti e ai bar di riaprire al pubblico sino alle 18 e ai liguri di spostarsi liberamente all’interno dei confini regionali.

II presidente della Regione, Giovanni Toti, si dice fiducioso: «Gli indicatori relativi alla diffusione del covid in Liguria restano stabili - ha detto giovedì sera da Roma - nonostante un lieve incremento della circolazione nella Asl 1 imperiese e nella Asl 2 savonese. Pertanto bisogna sempre monitorare con grande attenzione tutti i cambiamenti. Nel frattempo continua a calare il numero degli ospedalizzati: siamo al 30% di occupazione delle terapie intensive e sotto il 40% dei ricoverati in area medica. Quello che oggi cala maggiormente è la Asl 5 spezzina. Purtroppo si registrano ancora molti decessi, 22, relativi ai giorni dal 14 gennaio a ieri».

Un cauto ottimismo ribadito anche venerdì mattina, ricordando l’inizio dei saldi in Liguria e invitando a comprare nei negozi sotto casa per sostenere l’economia locale: «I dati sono in costante miglioramento e attendiamo nelle prossime ore di sapere in quale zona verrà collocata la nostra regione».

Come la Liguria potrebbe passare in zona gialla

Il responsabile della prevenzione di Alisa, Filippo Ansaldi, sembra confermare quanto anticipato da Toti: venerdì sera ha ricordato che l’Rt, l’indice di contagiosità del virus, è sotto l’1, a 0,87 con riferimento a dieci giorni fa, parametro fondamentale per la “promozione” a patto che l’indice di rischio resti moderato, eventualità che molto dipende anche dalla pressione sugli ospedali e dal numero di ricoverati. E i dati di oggi, pur positivi, non garantiscono comunque la lunga permanenza in giallo: il Ministero fissa a due settimane l’assegnazione della zona, e nel caso in cui i numeri in Liguria dovessero risalire, tra 14 giorni il rischio di tornare in arancione sarebbe concreto.

«La nostra capacità di monitoraggio e accertamento diagnostico è ottima e abbiamo indicatori al di sopra della soglia - ha detto Ansaldi - La trasmissione del virus è in lieve diminuzione, la pressione sulle strutture ospedaliere è attestata intorno al 30% per le terapie intensive e intorno al 35% per le medie intensità, e dopo il picco autunnale i nuovi casi appaiono stabili. Nelle ultime due settimane si è registrata una diminuzione dell’incidenza. Sulla base di tutto questo, avendo un rischio basso, dovremmo entrare in zona gialla».

Vaccini, a rischio la partenza della somministrazione per gli over 80

Il nodo vaccini resta fondamentale per garantire, a lungo termine, un abbassamento del rischio e maggiori aperture. Il ritardo nell’invio delle dosi concordate con Pfizer si aggiunge all’annunciato taglio da parte di AstraZeneca e di Moderna, comunicato nelle ore scorse: «Moderna ci ha appena informato che per la settimana dell'9 febbraio delle previste 166mila dosi ne consegnerà 132mila, il 20% in meno - ha detto il commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri - Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto aumentano, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica. Ci mancano almeno 300mila dosi di vaccino che avremmo dovuto ricevere e che non abbiamo ricevuto».

Tagli che cadono a cascata anche sulle singole regioni, dove i piani elaborati per portare avanti al campagna vaccinale stanno inevitabilmente subendo modifiche e rallentamenti. L’obiettivo della Liguria è iniziare a vaccinare gli over 80 a partire dalla metà di febbraio, ma con meno dosi, e la necessità di fare scorta per garantire il richiamo, è molto probabile che l’inizio slitterà.

«Questa settimana abbiamo ricevuto da Pfeizer 10 pizza box anziché 17 per cui abbiamo subito una decurtazione - ha detto Barbara Rebesco, responsabile della Logistica dei vaccini - Anche se Pfeizer ci ha comunicato inaspettatamente che la settimana prossima saranno consegnati 14 pizza box. Numeri in continuo divenire che obbligano la sanità regionale ad aggiornare continuamente il nostro programma vaccinale. Tra le indicazioni il suggerimento di utilizzo del vaccino Moderna per i pazienti e gli operatori delle RSA perché si tratta di un vaccino più maneggevole e stabile. Fino a che non avremmo un tesoretto adeguato devono essere conservate il 50% delle dosi consegnate per garantire il timing della seconda dose. Chiudiamo a gennaio con 86.600 dosi di vaccino e a febbraio dovremmo ricevere, salvo modifiche, 52 pizza box pari a 60.800 dosi di Pfeizer e 18.400 dosi di Moderna».

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