Liguria in zona gialla, tra polemiche e ironia: «Le hanno estratte a sorte?»

Sui social battute e meme per commentare una decisione che è arrivata decisamente a sorpresa, dopo giorni in cui si temeva che la regione fosse in zona arancione, se non addirittura rossa

La notizia è arrivata inaspettata per bocca del premier Giuseppe Conte, quando ormai si pensava sarebbe stata data il giorno successivo (giovedì) e di tutt’altro tenore: la Liguria è tra le regioni in zona gialla per il nuovo dpcm anti coronavirus, e cioè tra quelle a rischio moderato, con limitazioni che ricalcano quelle adottate a livello unitario nazionale.

La decisione presa dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha colto di sorpresa la stragrande maggioranza dei liguri, convinta ormai che, visto l’aumento costante dei casi e il carico pesantissimo su pronto soccorso e ospedali, la regione sarebbe finita quantomeno in zona arancione. Lo stesso governatore ligure, Giovanni Toti, poco prima dell’annuncio di Conte sembrava pronto a contestare la decisione perché ««l'R con T della Liguria è sotto l'1,5, siamo intorno all'1,3, e i dati usati per valutare sono dell'ultimo report e risalgono al 25 ottobre, un'era geologica fa in termini di andamento dell'epidemia: sulla tenuta degli ospedali siamo sicuramente andati peggio, sulla penetrazionel del virus sicuramente un filino meglio».

Proprio l’ultimo report, però, sembra avere salvato la Liguria, insieme con altre regioni che, a sorpresa, sono finite in zona gialla, Campania e Veneto in primis. E così, superato lo stupore, si è scatenata l’ironia, usata per combattere la grande incertezza che caratterizza questa seconda ondata di coronavirus.

Se su Facebook, infatti, la maggior parte dei liguri si è lasciata andare a timori e attacchi verso Conte o verso il presidente della Regione Giovanni Toti per «essere riuscito a farci mettere in zona gialla», e i titolari di negozi, bar e ristoranti hanno protestato per il ritardo con cui la notizia è stata data, il popolo di Twitter si è invece dedicato all’umorismo, come spesso accade, dando vita a una lunga serie di meme incentrati sulle modalità con cui sono stati assegnati i colori alle varie regioni.

I più popolari restano la cartina dell’Italia con i pennarelli per colorarla (rigorosamente a preferenza personale) e, in Liguria, il gioco di parole con le allerte rosse, arancioni e gialle con cui si convive da qualche anno. Nel corso della serata, dopo l’annuncio di Conte, hanno iniziato a fioccare poi altri meme e commenti decisamente più creativi: c’è chi, riferendosi al modo in cui i colori e le zone sono state assegnati, cita il sorteggio per la Champions League o Twister, il gioco in cui mani e piedi vanno posizionati su combinazioni di colori, e c’è invece chi pensa ai presidenti delle regioni, ironizzando su di loro. 

Da un lato Toti, contento che la Liguria sia rimasta in giallo; dall’altra Vincenzo De Luca, il governatore della Campania, diventato famoso nel lockdown per i suoi modi “militareschi” e le sue esternazioni “pittoresche”, che nelle ultime settimane ha invocato più volte in lockdown integrale: «De Luca si sta sentendo male», è solo uno dei commenti arrivati mercoledì sera.

Il governatore Toti, alla fine, ha voluto rispondere a chi ha puntato il dito con un post su Facebook: «Che brutto spettacolo vedere tanti sputare bile perché le cose in Liguria non vanno così male da essere inseriti nella zona arancione o rossa - ha scritto in tarda serata - Per loro meglio chiudere tutto pur di dare addosso a Toti. Purtroppo non è andata così e non lo abbiamo deciso noi: il governo e il Comitato tecnico scientifico a Roma hanno valutato che, tra mille difficoltà, andiamo meglio di altre Regioni nella gestione della pandemia. Che delusione per chi avrebbe voluto chiudere tutto e far fallire tante imprese pur di dire che va male! Io invece sono contento che domani i nostri ristoratori e baristi possano aprire i loro locali».

Poi l’appello: «Nel frattempo noi andiamo avanti, senza abbassare la guardia, continuando a lavorare come abbiamo sempre fatto per gestire al meglio una situazione che resta molto complicata. Siamo stati i primi in Liguria a prendere provvedimenti restrittivi ed evidentemente sono stati utili. Non molliamo proprio adesso perché le cose possono sempre cambiare, rispettiamo le regole come e più di prima e aiutiamoci. Stasera per iettatori, pessimisti e menagrami non è una buona serata, ma è buona per gli ottimisti come me, per chi domani può aprire la sua attività e garantire uno stipendio alla sua famiglia, lavorando in sicurezza».

Liguria in zona gialla, cosa si può e non si può fare

In Liguria da oggi entrano in vigore le misure valide su tutto il territorio regionale:

  • Coprifuoco dalle 22 alle 5: vietato uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o emergenza 
  • Centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • Didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • Trasporto pubblico locale con capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali
  • Musei e mostre chiusi, così come in precedenza teatri e cinema.

Nella zona gialla, quella a rischio ritenuto meno elevato, non ci sono limiti agli spostamenti prima delle 22, quando entra in vigore il coprifuoco nazionale che prevede le uscite solo per “comprovate esigenze”, e dunque motivi di lavoro, salute e emergenze, e dunque restano consentiti gli spostamenti sia all’interno del proprio Comune sia fuori. 

È permesso anche raggiungere un’altra regione purché anch’essa inserita in fascia gialla, mentre bar, ristoranti, pasticcerie e pub restano aperti sino alle 18: dopo è consentita solo la ristorazione da asporto e la consegna a domicilio.

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