La Liguria torna in zona gialla, ma si attende il nuovo (e più severo) dpcm: cosa si sa

Il governo lavora a una stretta per contenere numeri che crescono troppo e troppo velocemente. La nostra regione era già in bilico con la zona arancione

La Liguria torna in zona gialla dopo un fine settimana arancione, in attesa di un dpcm che dovrebbe formalizzare nuove linee guida sulla gestione dell’epidemia di coronavirus per settimane che si annunciano molto dure.

I numeri dell’epidemia, infatti, sono tornati a salire, e il timore è che le conseguenze di brindisi, pranzi e cene di Natale e Capodanno possano mostrare conseguenze pesanti sia sul numero dei positivi sia su quello dei ricoverati. Soprattutto in Liguria, in bilico tra zona gialla e arancione.

Oggi i presidenti di Regione torneranno a confrontarsi con il governo proprio sul prossimo dpcm, che dovrebbe essere firmato il 15 gennaio, giorno in cui scadrà il decreto del 3 gennaio. Nell’attesa, bar e ristoranti tornano ad aprire al pubblico almeno sino alle 18 e gli spostamenti all’interno delle regioni sono liberi, anche se gli studenti delle superiori non potranno ancora tornare in classe: tutto dipenderà, ha confermato anche Giovanni Toti, dalle norme varate con il nuovo provvedimento e dall’andamento dell’epidemia. 

«Da lunedì Liguria siamo in zona gialla, anche se si tratta di una zona gialla molto complessa, perché bisogna mantenere un grande profilo di prudenza - ha detto Toti sabato, nel mezzo di un weekend precauzionalmente arancione - Per fortuna la campagna vaccinale sta andando molto bene: la Liguria è tra le regioni che hanno ricevuto più vaccini e quindi dobbiamo correre e dobbiamo riuscire a vaccinare il prima possibile i nostri over 75enni: se riusciremo a farlo entro marzo o al massimo entro aprile, potremo quasi azzerare i decessi per Covid, che non sarebbe sostanzialmente più un problema di sanità pubblica. È un obiettivo che dobbiamo assolutamente darci».

Il governo sembra comunque intenzionato a dare un’ulteriore stretta ai parametri su cui si basa il meccanismo dell’assegnazione dei colori e delle fasce di rischio. Già abbassato l’Rt (1 e non più 1,25 per la zona arancione, 1,25 e non più 1,50 per la rossa), tra le ipotesi al vaglio c’è anche l’entrata in vigore della zona rossa in quelle regioni in cui l'incidenza settimanale è di 250 casi covid ogni 100mila abitanti.

Zona gialla, le aperture

In zona gialla restano aperti negozi (di ogni genere), e bar, ristoranti, pasticcerie, gastronomie e tutti i pubblici esercizi aprono sino alle 18 accogliendo anche i clienti all’interno. 

Zona gialla, gli spostamenti

Sul fronte spostamenti, in zona gialla non ci sono limitazioni se non quelle di rispettare il coprifuoco - dalle 22 alle 5 - e di restare entro i confini regionali. 

In passato la zona gialla consentiva di spostarsi in altre regioni con lo stesso colore, ma la decisione del governo è stata quella di limitare anche questi spostamenti. Ci si può comunque sempre spostare anche fuori dalla regione e durante il coprifuoco a patto che lo si faccia per motivi di salute, lavoro o necessità, e per tornare al domicilio o alla residenza.

Zona gialla, apertura scuole

Le scuole sono tutte aperte già dal 7 gennaio con l’unica eccezione delle scuole secondarie superiori, che restano in dad. La valutazione di Regioni e governo è quella di far tornare in classe il 50% degli studenti, a rotazione, se i numeri dell’epidemia lo consentissero.

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