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Domenica, 28 Novembre 2021
Coronavirus

Liguria in zona bianca, niente coprifuoco e spostamenti liberi: piazze illuminate per festeggiare

Alle 23 di lunedì sera la Regione accenderà piazza De Ferrari, il Palazzo del Municipio di Imperia, il Priamar di Savona e a Castello San Giorgio alla Spezia. Ecco cosa cambia da oggi

La Liguria in zona bianca per la prima volta dallo scorso ottobre, quando la seconda ondata di coronavirus si è abbattuta sull’Italia e l’allora premier Giuseppe Conte istituì il meccanismo delle zone colorate per stabilire i diversi gradi di rischio.

Insieme con la Liguria, dal 7 giugno sono finite in zona bianca anche Abruzzo, Umbria e Veneto, che si aggiungono a Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia, nella fascia di rischio covid più bassa già dal 31 maggio.

Liguria in zona bianca, l’incidenza

Un passaggio già annunciato tre settimane fa, e supportato da numeri che in regione non si vedevano da mesi: incidenza di 14 casi di covid su 100.000 abitanti a settimana, 16 nella provincia di Savona e nella Città Metropolitana di Genova, 10 nella provincia della Spezia, 3 nella provincia di Imperia.

Liguria in zona bianca, luci e musica per festeggiare

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha annunciato che per festeggiare il traguardo della zona bianca, «il ritorno alla normalità e l’abolizione del coprifuoco», dalle 23 verranno illuminate le principali piazze della regione. Alle 22 partirà sui quattro edifici un countdown illuminato che, alle 23, lascerà il posto al logo della campagna Restart Liguria per tutta la notte: a seguire, musica fino a mezzanotte.

«Un countdown precederà lo spettacolo di luci e musica in piazza De Ferrari, dal Palazzo del Municipio di Imperia, al Priamar di Savona e a Castello San Giorgio alla Spezia - ha confermato Toti - Dopo tanti sacrifici, finalmente siamo pronti a ripartire: viva la libertà, viva la Liguria».

Liguria in zona bianca, cosa cambia

Con l’ingresso in zona bianca, dunque, decadono gran parte delle restrizioni in vigore a partire dalla zona gialla. Ecco le regole.

Coprifuoco

In zona bianca non c’è alcun coprifuoco: circolazione libera sul territorio regionale senza restrizioni orarie. Dal 7 giugno nelle regioni gialle il coprifuoco invece scatta alla mezzanotte.

Ristoranti

Ristoranti aperti anche al chiuso (come dal primo giugno) con massimo 6 persone al tavolo (ma le Regioni stanno premendo affinché il limite in zona bianca venga rimosso) e tavolate libere all’aperto. È possibile consumare cibi e bevande senza limiti orari, e sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio.

Spostamenti

Chi si trova in zona bianca può spostarsi senza limiti di orario o di motivazione verso tutte le altre regioni a zona bianca.

Nelle regioni in zona gialla è ugualmente consentito lo spostamento, rispettando però il coprifuoco.

È possibile spostarsi in territorio arancioni o rossi a patto di essere in possesso della cosiddetta “certificazione verde COVID-19” valida, sempre rispettando il coprifuoco.

Viaggi in auto

È possibile spostarsi in auto con persone non conviventi a patto che siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina.

Autocertificazione

Non è necessario motivare gli spostamenti all’interno della zona bianca e, dalle ore 5.00 alle 24.00 quelli verso e all’interno della zona gialla. Nel caso ci si sposti dalle 24.00 alle 5.00 in zona gialla o, in qualsiasi orario, verso una zona arancione o rossa, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti. 

Certificazione verde

Le "certificazioni verdi covid-19” anche dette “green pass”, sono certificazioni che attestano la sussistenza di condizioni personali che consentono gli spostamenti sul territorio nazionale:

a) avere completato la vaccinazione contro il coronavirus

b) essere guariti da covid-19, con cessazione dell'isolamento;

c) aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

Le tre certificazioni verdi hanno tempi di validità e modalità di rilascio differenti:

a) la certificazione di avvenuta vaccinazione ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell'effettuazione dell'ultima dose prevista. La certificazione è disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato. Coloro che abbiano già completato il ciclo di vaccinazione alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52 del 2021 possono richiedere la certificazione verde alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario o alla Regione o alla Provincia autonoma in cui ha sede la struttura stessa;

b) la certificazione verde per avvenuta guarigione ha una validità di sei mesi dalla guarigione stessa ed è rilasciata, su richiesta dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato. La certificazione cessa di avere validità se, nell’arco dei sei mesi previsti, l'interessato viene nuovamente identificato come positivo al SARS-CoV-2. Le certificazioni di guarigione rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52 del 2021 sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione, salvo che il soggetto venga nuovamente identificato come caso accertato positivo;

c) la certificazione verde  per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall'esecuzione del test ed è prodotta, su richiesta dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test previsti o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta.

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