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Martedì, 25 Gennaio 2022
Coronavirus

Covid, allarme Gimbe su nuovi casi e posti letto. Alisa: "Terapie intensive lontane da saturazione"

Il direttore Filippo Ansaldi: "A fronte dei 219 posti letto di terapia intensiva della nostra regione, i posti attualmente occupati sono 40"

Il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi ha commentato i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe. Numeri che avevano lanciato l'allarme sulla situazione covid in Liguria tra nuovi casi più che triplicati nella settimana tra 5 e 11 gennaio (+208,7% rispetto ai sette giorni precedenti) e un solo posto letto a separare la nostra regione dalla zona arancione. Peggioramento di colore che, se arrivasse, prevederebbe nuove restrizioni per i non vaccinati: la principale è la regola degli spostamenti al di fuori del proprio comune, sarebbero possibili solo con autocertificazione per il vasto e mai chiarito fino in fondo campionario di "necessità", e motivi di salute.

"Al fine di delineare correttamente il quadro di impegno del nostro sistema sanitario e di non destare panico nella popolazione - commenta Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa - vogliamo sottolineare che a fronte dei 219 posti letto di terapia intensiva della nostra regione, i posti attualmente occupati sono 40. Siamo quindi ben lontani dalla saturazione delle terapie intensive che sembrerebbe apparire dai dati di Gimbe".

"E l’importante incremento dei casi che è stato registrato - aggiunge Ansaldi - è da riferirsi al cambiamento che è stato successivo delle ordinanze del presidente Toti: come anche Gimbe avrebbe potuto notare, abbiamo considerato anche retrospettivamente i tamponi positivi dei 21 giorni precedenti. Mi pare dunque evidente che l’incremento dei casi sia da attribuire a questo fatto".

La fondazione Gimbe ha anche sottolineato alcuni dati relativi alla campagna vaccinale, con la Liguria sopra la media nazionale per quello che riguarda il tasso di copertura vaccinale di tutta la popolazione (79,6% contro il 79% per quello che riguarda i vaccinati con due dosi), ma indietro sulle somministrazioni di terze dosi e ai bambini tra cinque e undici anni. Solo il 56,6% dei liguri che ne ha diritto ha ricevuto il vaccino booster, terzo peggior dato italiano, con una media che si attesta al 61,5%. Solo l'1,6% dei liguri tra i cinque e gli undici anni, infine, ha completato il ciclo, a fronte di una media italiana del 2,4%. Ancora peggio la situazione per la prima dose, somministrata nel complesso al 12,3% dei liguri in questa fascia, sei punti sotto il dato nazionale pari al 18,3%.

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