Coronavirus, tornano a crescere gli ospedalizzati

I deceduti sono saliti a 897, di cui 29 nelle ultime 24 ore. I test effettuati sinora sono 29.322. Attualmente positivi in Liguria 4.615, con un incremento di 11 unità nelle ultime 24 ore

Sono oltre seimila i casi di coronavirus in Liguria dall'inizio dell'emergenza. Per la pecisione 6.301. I deceduti sono saliti a 897, di cui 29 nelle ultime 24 ore. I guariti con due test consecutivi negativi sono 789. Gli ospedalizzati sono 1.006 (ieri erano 1.002), di cui 105 in terapia intensiva (stesso numero di ieri). Attualmente positivi in Liguria 4.615, con un incremento di 11 unità nelle ultime 24 ore, mentre i nuovi positivi, al lordo di guariti e decessi, sono 113. I test effettuati sinora sono 29.322. I positivi sono 2.673 in provincia di Genova, 873 in provincia di Imperia, 610 in provincia di Savona e 459 in quella della Spezia.

Nel suo bollettino quotidiano, Regione Liguria indica gli 'attualmente positivi' (4.615 il dato fornito sabato). Questo vuol dire che Regione Liguria conteggia solo chi in questo momento è positivo al coronavirus (ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti = attualmente positivi), escludendo dal computo chi è definitivamente guarito e chi è purtroppo deceduto. La Protezione Civile invece indica i 'casi totali' (6.301 il dato fornito sabato) e conteggia anche guariti e deceduti (ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti = casi totali).

Coronavirus, il bollettino del 18 aprile: andamento nazionale

  • Attualmente positivi: 107.771
  • Deceduti: 23.227 (+482, +2,1%)
  • Dimessi/Guariti: 44.927 (+2200, +5,1%)
  • Ricoverati in Terapia Intensiva: 2.733 (-79, -2,8%)
  • Tamponi: 1.305.833 (+61.725).

Partito democratico: «Regione e Alisa seguano sistema adottato da Protezione civile nazionale nella trasmissione dei dati dei nuovi contagi»

Chiediamo alla Regione Liguria e in particolare ad Alisa di trasmettere i numeri sull'emergenza Covid-19 seguendo il sistema adottato dalla Protezione civile nazionale e dalle altre Regioni italiane. Non solo perché in una situazione come questa ci vuole un'uniformità di informazione su tutto il territorio, ma anche perché altrimenti non si riesce ad avere l'esatto riscontro sui dati e diventa assai difficile fare della valutazioni comparative e comprendere su quali elementi lavorare.

La magistratura ha già avviato un'indagine e, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, chiediamo che l'amministrazione fornisca i dati in modo univoco e uniforme. Non vorremmo che, a fronte del fatto che la Liguria è oggi la regione in cui si fanno meno tamponi pro capite, nonostante un tasso di letalità molto elevata, questa diversa lettura dei numeri portasse ulteriormente ad abbassare la guardia sul numero dei tamponi effettuati e da effettuare, ancora del tutto insoddisfacente. In questo modo rischiamo di creare danni anche dopo la fine del lockdown, visto che a emergenza rientrata ci potremmo trovare con un alto numero di contagiati di cui non sapevamo l'esistenza.

Oggi, al di là di qualche segnale positivo, la situazione è ancora molto preoccupante. Non possiamo assolutamente abbassare la guardia. E non è certo con qualche artificio numerico che supereremo la crisi: la Regione pensi a mettere in campo interventi concreti e correttivi, dove ce n'è bisogno.

Coronavirus, task force per la 'fase 2'

Oggi in Regione si è svolta la prima riunione della task force per la fase 2 in Liguria, «per tracciare le linee guida da applicare per provare a far ripartire il sistema economico in totale sicurezza - ha spiegato il governatore Giovanni Toti -. Alla guida di questo laboratorio di idee, di cui fanno parte professionisti di ambiti diversi, c'è il mondo sanitario, perché la prima condizione per ripartire è evitare una nuova escalation di contagi».

«Ovviamente - ha concluso Toti - ci confronteremo anche con le associazioni di categoria, le parti sociali e tutti coloro che hanno diritto e dovere di avere voce in capitolo. Quando potremo ripartire la Liguria e i liguri saranno pronti a farlo, con prudenza e in sicurezza».

Mascherine obbligatorie anche a Lavagna

Mentre a Chiavari hanno preso il via i primi controlli volti a verificare il rispetto delle ultime ordinanze, sabato 18 aprile il sindaco di Lavagna Gian Alberto Mangiante, con apposita ordinanza, ha stabilito l'obbligo dell'uso di mascherine e altri sistemi di protezione di bocca e naso per accedere a tutte le aree chiuse, sia pubbliche che private (uffici, attività commerciali ecc) aperte al pubblico, compreso il mercato giornaliero di piazza Vittorio Veneto e a tutti i luoghi dove sia previsto l'accesso generalizzato di persone.

Il Comune di Lavagna precisa che sono previste sanzioni per chi non rispetterà tale obbligo. La cittadina rivierasca si va così ad aggiungere all'elenco di quelle che hanno reso obbligatorio l'uso della mascherina, fra cui Alassio, Finale Ligure e Rapallo.

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