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Covid, in Liguria l'Rt ancora sopra 1 ma il rischio è basso: «Siamo da area gialla»

Aumenta la circolazione delle varianti, in particolare di quella inglese, ma non sembrano impattare sulla situazione negli ospedali, che sembra invece sperimentare un calo. Ancora una settimana per stabilire la zona in cui sarà la regione

La Liguria resta in zona arancione per un’altra settimana, complice un Rt da coronavirus che - come testimoniato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità - si attesta sopra l’1 - 1,08 per la precisione. Un dato che risale ai primi giorni di febbraio, e che nel frattempo è migliorato consentendo a oggi - stando ai rilievi della Regione e di Alisa - di far passare la regione in zona gialla.

A fare il punto sul quadro epidemiologico in Liguria, e sul report 40 (in riferimento alla settimana 8-14 febbraio), è stato Filippo Ansaldi, subcommissario Alisa e responsabile Prevenzione: «Emerge chiaramente la buona capacità di monitoraggio della nostra Regione. La trasmissione del virus è stabile, con un lieve trend in diminuzione, l’Rt è identico a una settimana fa, ma quello indicato nel report è quello del 2 di febbraio, e in queste ultime settimane il profilo della curva è cambiato in meglio».

«La pressione sul sistema ospedaliero è sotto soglia, con il 30% di posti occupati in terapia intensiva e il 40% in degenza - ha chiarito Ansaldi - Nelle ultime due settimane l’incidenza è in diminuzione, l’Rt è 1,08 ma si riferisce all’inizio di febbraio e oggi è più basso. Il rischio complessivo è basso, e insieme a un Rt di poco superiore a 1 i nostri dati sono da area gialla».

Con la Liguria in zona arancione restano Toscana, Abruzzo, Liguria, Trentino-Alto Adige e Umbria, mentre da domenica si aggiungono Campania, Emilia Romagna e Molise. Salgono dunque a 10 le regioni con un tasso di contagiosità del virus, e a incidere maggiormente sul bilancio dell’Iss, a livello nazionale e locale, sono le varianti. Quella inglese, principalmente, ma in diverse zone d’Italia sono state individuate anche quella brasiliana e quella sudafricana.

Varianti covid, Bassetti: «A oggi non risultano più pericolose»

Varianti che spaccano gli esperti, con una parte particolarmente prudente (per il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “allarmista”) che chiede il lockdown nazionale, e una parte che invita invece a non farsi prendere dal panico (come l’infettivologo Matteo Bassetti o il virologo Roberto Burioni) e ad accelerare sulla campagna vaccinale.

Proprio Bassetti, venerdì sera, ha però voluto precisare che «abbiamo avuto questa settimana 4 casi di pazienti ricoverati con variante inglese su un totale di 20 ricoverati, siamo quindi intorno al 15%, il dato è questo. I pazienti ricoverati non avevano però un quadro clinico differente rispetto ai pazienti con il ceppo "selvaggio" - ha detto l'infettivologo genovese - è imporante ribadire che avere un'infezione da Sars-Cov-2 con variante inglese non ha differenza dal punto di vista della pericolosità, ce l'ha in termini di contagiosità, ma vedendo  numeri non sembra avere impattato particolarmente. Le vartianti non sono una novità ma è proabiòle che circolassero anche nelle settimane e nei mesi precedenti. Questa variante non ha impattato al momento sulla storia clinica dei nostri malati.»

«In Liguria c'è un monitoraggio ad hoc per vedere la proporzione dei soggetti con variante - ha aggiunto Ansaldi - l'ultimo invio ha evidenziato un aumento della prevalenza delle varianti al 21% con il test di screening, è in corso il sequenziamento per confermarlo, la proporzione precedente era il 14% di variabile positivo allo screening. C'è un lieve incremento, ma sta nelle fluttuazioni. La variante inglese ha maggiore circolazione, c'è stato l'isolamento di una variante sudafricana, importato, che fa una bella differenza: un conto è un caso importato, un conto è una circolazione della variante».

Coronavirus, diminuisce la pressione sugli ospedali

Di certo c’è a oggi, stando ai dati forniti da Regione e Alisa, che la pressione sugli ospedali sta calando. La conferma è arrivata anche da Angelo Gratarola, responsabile Diar Emergenza Urgenza: «Siamo in continuo calo, che è robusto - ha spiegato - scaricare gli ospedali per quanto riguarda i malati covid è importante e positivo. Abbiamo avuto giornate di sofferenza ieri e l’altro ieri in città per un carico più elevato in pronto soccorso rispetto al normale, ma i numeri che passano da pronto soccorso sono ben distanti dai periodi pre covid. Ci sono stati però pazienti arrivati in maggior numero in alcune fasce orarie, e le procedure complesse anti covid hanno fatto registrare qualche ora di difficoltà all’ospedale Villa Scassi in particolare»,

«Scendiamo sotto i 60 ricoveri, speriamo che l’inversione di tendenza sia duratura, il calo di pazienti riguarda tutte le Asl con numeri bassi che non si vedevano da tempo - ha aggiunto Toti -  La situazione è da tenere con attenzione sotto controllo soprattutto a ponente, ma non risente di nessun fattore che stia invertendo il trend lievemente in calo che contraffistudne la regione da tempo, il report si riferisce a due settimane fa e oggi i dati sono lievemente migliori, ma non serve essere necessariamente pessimisti sulla situazione».

Per passare in area gialla sarà però necessario aspettare le canoniche due settimane: «Se gli indicatori non cambieranno - ha concluso Ansaldi - La prossima settimana potremo passare in area gialla».

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