Domenica, 19 Settembre 2021
Coronavirus

La Liguria entra in zona arancione: cosa cambia

Da domenica 17 gennaio e fino al 31 gennaio

Inizia oggi, domenica 17 gennaio, il periodo che la Liguria trascorrerà in "zona arancione", fino al 31 gennaio.

«Abbiamo deciso, consultandoci con la nostra task force sanitaria, di andare avanti con la didattica a distanza per le scuole superiori ancora per una settimana, proprio per mantenere i parametri della Liguria in calo» ha fatto sapere il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

«Con il covid non si può scherzare - continua Toti - e bisogna mantenere un criterio di prudenza, nella speranza che sia l'ultima volta che dobbiamo intervenire con misure così drastiche e dolorose per tante categorie e per tutti i cittadini. Siamo ancora in una fase piuttosto importante di presenza del virus ma abbiamo segni di miglioramento. I vaccini dovrebbero aiutarci a contenere il contagio e a procedere a qualche riapertura, quando avremo vaccinato la popolazione più esposta. Anche dai dati di oggi rileviamo un'incidenza in calo, siamo su livelli più bassi della media delle regioni italiane. La provincia di Savona ha rt e incidenza leggermente più alti, probabilmente perché era rimasta un po' meno esposta nella prima fase della seconda ondata e oggi paga un filo di più il contagio sui territori. Cerchiamo di rispettare tutti le regole per tornare in fascia gialla già tra due settimane e in futuro, perché no, in fascia bianca. Per questo abbiamo tenuto chiusa la didattica in presenza. È un momento in cui dobbiamo stare molto attenti».

Le regole: cosa cambia da zona gialla a zona arancione

Ma cosa cambia dalla zona gialla a quella arancione? Quali attività saranno aperte, e come ci si potrà spostare?

Ecco un piccolo riepilogo delle regole in vigore per la zona gialla e la zona arancione. Per quanto riguarda la zona gialla:

  • vietato uscire dalla propria regione se non per motivi di studio, lavoro, salute o necessità;
  • in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • consentite le visite agli amici usando la deroga (senza uscire dalla propria regione) al massimo in due persone più gli under 14 e gli eventuali disabili a carico;
  • cinema e teatri restano chiusi; 
  • bar e ristoranti aperti fino alle 18; l'asporto è consentito fino alle 22 così come la consegna a domicilio;
  • possibile frequentare i musei rispettando le regole del distanziamento sociale e utilizzando la mascherina.

Nelle regioni in zona arancione (come, da oggi, la Liguria) invece:

  • non si può uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco è in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si può spostare fino a 30 chilometri dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si può raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si possono praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si può fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno;
  • bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, consentito l'asporto, ma per i bar il take away sarà consentito solo fino alle 18. Non sono previste ulteriori limitazioni, invece, per le consegne a domicilio;
  • aperti i negozi, i parrucchieri e i centri estetici

Per circolare è necessario, in caso di controlli delle forze dell'ordine, avere con sé il modulo di autocertificazione, quel documento introdotto con l'inizio dei lockdown per la pandemia da coronavirus. A chi è sprovvisto del modulo ne viene fornito uno da compilare per giustificare - con dichiarazioni vere - il motivo dello spostamento. I cittadini devono infatti ricordarsi, come specifica il sito del Viminale, che "l'autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo". Il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Chi non è in regola rischia una multa da 400 a 1000 euro, come previsto dal decreto.

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