Coronavirus, ancora oltre 2mila positivi in Liguria, ma solo 4 nuovi casi

La situazione nella nostra regione aggiornata a sabato 13 giugno

Sono sempre oltre 2mila le persone positive al Covid-19 in Liguria, anche se il numero, pian piano, scende: i contagiati sono infatti 2038, 48 meno di ieri, venerdì 12 giugno (ma si registra anche un aumento di 4 nuovi casi). Per quanto riguarda i decessi, ne sono stati registrati 2 in più di ieri, su un totale di 1516 dall'inizio dell'emergenza.

Dei 2038 positivi, gli asintomatici sono 1944 mentre i sintomatici sono 94 (i primi sono i pazienti in ospedale, i secondi comprendono i positivi clinicamente guariti dimessi dopo aver superato la fase acuta in una struttura sanitaria).

Per quanto riguarda i tamponi, ne sono stati effettuati dall'inizio dell'emergenza 125.871, con un aumento di 1551 in 24 ore.

Ancora in isolamento domiciliare 150 persone, 7 più di ieri.

I dati, diffusi da Regione Liguria nel pomeriggio di sabato 13 giugno, e che hanno come fonte Alisa e il Ministero della Salute, parlano di 1475 casi in provincia di Genova, 286 in quella di Savona, 214 in quella di Imperia e 61 alla Spezia.

In tutta la regione cala anche il numero degli ospedalizzati, 93 in totale (12 meno di ieri), tra cui 3 persone in terapia intensiva. 

I guariti con due test consecutivi negativi sono 6319, 50 più di venerdì. 

I soggetti in sorveglianza attiva sono 428 (69 sotto la Asl1, 102 sotto Asl2, 162 sotto Asl3, 45 sotto Asl4 e 50 sotto Asl5).

Primi 3 liguri positivi registrati sulla app "Immuni"

Sono 3 i liguri positivi che si sono registrati sulla app "Immuni" per avvertire chi è entrato, anche accidentalmente, a contatto con loro.

Dunque entra nel vivo la sperimentazione dell'applicazione in Liguria: il progetto è nato dalla collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro della Salute, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa. L'obiettivo è contare su un aiuto tecnologico per avvertire gli utenti che hanno avuto un'esposizione a rischio, anche se sono asintomatici. 

E dunque in Liguria per la prima volta tre soggetti positivi al Covid-19 (tutti e tre sotto la tutela di Asl3 Genovese) si sono registrati e hanno inserito l'alert nella app. «Saranno avvisati tutti coloro con cui hanno avuto contatti - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -. Si tratta di uno strumento in più per tracciare il contagio».

Come funziona "Immuni"

"Immuni" è una app scaricabile su PlayStore e AppStore, che non raccoglie nome, cognome o data di nascita, nè numero di telefono, n+ indirizzo mail, nè la posizione o i movimenti di chi la scarica.

Funziona tramite bluetooth, che deve rimanere attivato: gli utenti che risultano positivi al virus possono caricare le loro chiavi crittografiche sul server di Immuni, e questo consente la app di avvertire del rischio di contagio gli utenti con cui sono stati a contatto. Più precisamente, la app manda un segnale di allerta a tutti coloro che sono stati trovati (secondo quanto rilevato dal bluetooth) a una distanza inferiore ai 2 metri dal contagiato, per un tempo superiore ai 15 minuti. Ovviamente, funziona solo se sia la persona positiva sia gli altri hanno scaricato e attivato Immuni (e il bluetooth).

Gli utenti che vengono avvertiti dall’app di un possibile contagio possono isolarsi per evitare di contagiare altri. Così facendo, aiutano a contenere l'epidemia e a favorire un rapido ritorno alla normalità. Venendo informati tempestivamente, inoltre, gli utenti possono contattare il proprio medico di medicina generale e ridurre così il rischio di complicanze.

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Bassetti: «Non dimentichiamo distanziamento, mascherina e lavaggio mani»

«Si chiude la sesta settimana dopo la riapertura del 4 maggio e dalla settimana scorsa a oggi non vi è stato nessun ricovero di Covid proveniente dal pronto soccorso – ha sottolineato Matteo Bassetti, responsabile del dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale San Martino -. Non dobbiamo dimenticarci che nel numero dei contagiati ci sono molti soggetti asintomatici, per cui anche se continuano a esserci non vuol dire che ci siano nuovi ricoveri. Non avere un implemento di ricoveri è il parametro più importante. Sappiamo come ci trovavamo con le terapie intensive. Oggi al San Martino vi è un solo paziente in terapia intensiva e dalla settimana prossima mi auguro di avere una rianimazione covid free. Oggi noi non guardiamo solo al numero dei decessi perché il numero di decessi ce li portiamo dietro anche da prima. Al San Martino da quattro settimane non arriva più alcun paziente da terapiae intensive. I numeri della nostra città ci dicono che il virus ha perso forza. Si tratta di numeri incoraggianti che non devono far scendere l’attenzione. A questo punto servono tre cose: il distanziamento fisico, la mascherina e il lavaggio delle mani così ci potremmo avviare a quell’indice di contagio zero nel giro di qualche settimana».

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