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Covid, in Liguria Rt intorno all'1: «Numeri da zona gialla, aspettiamo il 26 aprile»

Con la notizia delle prime riaperture, tutte subordinate alla possibilità di stare all'aperto, in Liguria ci si prepara a maggiore libertà, compatibilmente con i dati in discesa: ecco la situazione

Liguria pronta a tornare in zona gialla non appena il governo lo concederà. E dunque, stando alle ultime decisioni della cabina di regia, dal 26 aprile, data in cui per il premier Mario Draghi e il ministro della Salute, Roberto Speranza, è ragionevole pensare ad aperture mirate privilegiando in particolare le attività all’aperto.

Archiviata, pare, l’ondata che ha fatto impennare i contagi tra febbraio e marzo, soprattutto nel ponente genovese, dopo il lockdown di Pasqua e le altre misure adottate a livello regionale la Liguria si ritrova con un Rt che sulla carta dell’ultimo report è parti a 1, ma in tempo reale è ancora più basso: «L'Rt è uguale a 1 secondo il report del Ministero, il che significa che per ogni caso che abbiamo in questo momento se ne verificherà un altro tra 5-6 giorni - ha detto Filippo Ansaldi, direttore della Prevenzione di Alisa - In realtà l'Rt è un po’ più basso, perché quello del report è di 17 giorni fa. Con gli indicatori generali tutti entro le soglie, una buona capacità di trattamento e ricoveri in diminuzione, i numeri della regione ci mettono in zona gialla».

«Saremo in zona gialla se non fossimo in arancione per il dispositivo legge che la congela sino al 26», ha confermato il presidente della Regione, Giovanni Toti. Tutte le nuove misure saranno contenute in un prossimo provvedimento che verrà approvato in Consiglio dei ministri e che definirà nel dettaglio anche le nuove regole per gli spostamenti sul territorio nazionale.

Fondamentale, per mantenere le aperture, sarà la campagna vaccinale, su cui il presidente della Regione Toti si dice fiducioso: «Continuiamo a crescere nella percentuale dei vaccini somministrati sui consegnati. Siamo sopra il 50% degli ottantenni, sta crescendo la percentuale dei 70-79 ed è aperta la prenotazione tra 65 e 69. La percentuale sulla popolazione residente dei vaccinati continua a salire e si distacca dalla media italiana: oggi il 20,73% le prime dosi in confronto al 16,2 della media italiana; 8,17% le seconde dosi contro il 6,90 in Italia».

Ristoranti aperti a pranzo e a cena, ma solo all’aperto

Se la discesa dei contagi continuerà - o quantomeno, se non ci sarà una nuova impennata verso l’alto - dal 26 aprile nella regione potranno dunque riaprire i ristoranti non solo a pranzo, ma anche a cena, a patto di poter garantire un posto all’aperto. I ristoranti potranno riaprire anche al chiuso, solo a pranzo, a partire dal primo giugno.

Musei, cinema, teatri, spettacoli

Con il ripristino delle zone gialle riaprono automaticamente i musei, mentre teatri, cinema e spettacoli in zona gialla potranno riaprire con misure di limitazione di capienza stabilite dal Comitato tecnico scientifico.

Palestre e piscine

A partire dal 15 maggio potranno riavviare l’attività le piscine solo all’aperto e dal 1° giugno le palestre. A seguire fiere e congressi, stabilimenti termali e parchi tematici.

Scuole

Nelle zone gialle e arancioni riaprono le scuole di ogni ordine e grado in presenza; nelle zone rosse saranno aperti in presenza gli asili nido e le scuole fino alla prima media, e per i licei ci sono modalità che suddividono le lezioni in parte in presenza e in parte a distanza.

Spostamenti

Come spiegato dal Presidente Draghi, sarà di nuovo possibile spostarsi liberamente fra Regioni in zona gialla. Per andare in Regioni di diverso colore si prevede la sussistenza di una fra le seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test Covid-negativo in un arco temporale recente, avvenuta guarigione da Covid.

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