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Toti: «Immagino che domenica torneremo in zona gialla»

«Per la seconda settimana la Liguria è tornata con valori da zona 'gialla'. Un successo per lo sforzo di tutti che auspico porterà nel fine settimana al cambio di colore», ha scritto il governatore in un post

Volgono al termine i 14 giorni previsti, due settimane, in cui la Liguria è stata collocata in zona arancione. Fra oggi e domani, venerdì 26 febbraio 2021, è atteso il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità.

«L'indice Rt della Liguria è intorno a 0,94, con un rischio basso e i dati di occupazione dei letti degli ospedali sono sotto le soglie e in continuo calo. Per questo, immagino che dopodomani torneremo in zona gialla, ma non allenteremo le misure per Ventimiglia e Sanremo, dove il rischio è più alto, benché i primi risultati dello screening di massa siano abbastanza confortanti». Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, intervenuto nel corso di una trasmissione televisiva.

Il governatore ha affrontato la questione anche al termine di un post sui suoi profili social. «Per la seconda settimana la Liguria è tornata con valori da zona 'gialla'. Un successo per lo sforzo di tutti che auspico porterà nel fine settimana al cambio di colore».

Il resto del post del governatore è dedicato a un'analisi della situazione nazionale. «Leggendo i giornali e dopo la Conferenza delle Regioni di stamani sono convinto che si possa e si debba fare di più - scrive Toti -. Il Paese ha certamente aree dove il virus sta correndo forte, ma anche zone a minore rischio. Quindi perché non applicare le zone 'gialla, arancione e rossa' dove ce ne è assoluto bisogno e non a intere regioni dove magari la situazione è molto diversa da luogo a luogo?».

«E ancora - prosegue il governatore -, le varianti non sono minacce aliene, sono un modo di essere del virus contro cui combattiamo. Basta evocarle come spettro. Se gli strumenti di controllo non sono adeguati modifichiamoli, accorciamo i tempi della raccolta dati, ma bisogna ragionare su numeri reali di posti letto in ospedale e altri parametri concreti e tempestivi».

«E ancora - scrive Toti -, valutiamo quanto valgono in termini di contagio reale le singole attività: basta discussioni senza dati alla mano. Abbiamo sentito dire che riaprire le scuole non portava alcun contagio. E che invece ristoranti e bar, palestre e piscine sì. E i musei? E i teatri?».

«Diamo un valore - conclude Toti -, una classificazione di rischio alle singole attività e magari scopriremo che le cose non sono esattamente così. Basta scelte ideologiche. Questo chiedo al più presto al Governo Draghi».

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