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La Liguria potrebbe restare arancione, ecco perché

In serata è attesa una decisione del ministro. Sui dati non ci sarebbero dubbi e porterebbero la Liguria in zona gialla, ma è possibile che la riclassificazione slitti di una settimana

Liguria con il fiato sospeso in attesa di sapere quale colore verrà assegnato alla regione. «La Liguria ha i dati da zona gialla e ci aspettiamo perciò di essere inseriti in questa fascia, come ho detto al ministro Speranza al telefono. Oggi è il giorno delle decisioni del ministero e tutti i nostri dati degli ultimi 14 giorni dimostrano nettamente che si possa passare in zona gialla e quindi riaprire bar e ristoranti», ha detto il governatore Toti.

Ora quindi il punto non sembra tanto quale colore verrà adottato, ma da quando. «C'è una differenza di interpretazione - ha spiegato Toti -, secondo il ministero infatti i 14 giorni andrebbero conteggiati a partire dalla prima riunione della cabina di regia di verifica, che si è svolta il 21 gennaio scorso. Con questa interpretazione la riclassificazione delle Regioni slitterebbe di una settimana, quindi a sabato prossimo».

«Un'analisi da noi contestata - chiarisce il presidente della regione - perché le due settimane di dati positivi ci sono già e sono inequivocabili! I liguri hanno dimostrato grande responsabilità, ora chiediamo chiarezza, valutando anche che secondo il Dpcm le valutazioni dei dati da parte del Ministero si potrebbero fare anche con scadenza settimanale. Speriamo che questo aspetto venga chiarito al più presto e che non vengano resi vani tutti i sacrifici fatti per un'interpretazione che ci lascia più che perplessi».

«Siamo in contatto con le altre Regioni nella nostra stessa situazione e siamo pronti a far sentire la nostra voce. Attendiamo le risposte in serata - conclude Toti - anche per permettere alle attività interessate di organizzarsi. Sapere le cose all'ultimo, sia in senso negativo che positivo, è solo un ulteriore disagio ai tanti che ci sono già. Siamo forti dei nostri dati e speriamo che come sempre prevalga il buonsenso».

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