Dpcm coronavirus, la Liguria resta in bilico: zona e restrizioni assegnate giovedì

Dal 5 novembre entrano comunque in vigore le misure nazionali. Polemica per la decisione di rimandare arrivata solo in serata

La Liguria non è ancora non ufficialmente in zona arancione, quella, cioè, in cui di fatto si adotta un lockdown “light” per arginare il contagio da coronavirus secondo il nuovo dpcm 3 novembre 2020. La decisione arriverà soltanto giovedì, dopo un ulteriore confronto tra governo e Regioni, e le misure entreranno in vigore - salvo altri stop - da venerdì.

Le indiscrezioni sulla fascia in cui rientra la Liguria si sono susseguite tutto il pomeriggio, e soltanto alle 18.30 è arrivato il chiarimento da parte del presidente della Regione, Giovanni Toti: «Ho appena parlato con il ministro della Salute Roberto Speranza, domani ci confronteremo sul posizionamento della Regione Liguria rispetto alle fasce di rischio del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, le misure aggiuntive di contenimento al Covid nel nostro territorio, entreranno in vigore nella giornata di venerdì. Entreranno invece in vigore da domani le normative riguardanti tutto il territorio nazionale, primo tra tutti il divieto di circolazione tra le ore 22 e le 5».

In Liguria, l'ipotesi più probabile è che si rientri in zona arancione, anche se il governatore ligure Giovanni Toti, basandosi su un R con t di 1,3 (il tasso di contagiosità e penetrazione del virus nel territorio), martedì sera non aveva escluso neppure di poter rientrare nelle zone "gialle".

Sul fronte rischio (che prende in considerazione anche la situazione ospedaliera e la capacità di tracciare), però, la Liguria potrebbe addirittura rientrare nelle regioni a rischio più elevato, complice anche Genova, dove la situazione è molto più complessa rispetto al resto della Liguria. La comparazione di R con T e rischio decreterà in quale zona la Liguria verrà posizionata, sfruttando i 21 parametri del Ministero della Salute e del Cts. 

«Entrano in vigore da giovedì le ordinanze nazionali: coprifuoco, riduzione al 50% sui mezzi pubblici, didattica a distanza per le superiori, mentre per la decisione su ulteriori chiusure è rimandata alla giornata di venerdì - ha detto il presidente Toti mercoledì sera - giovedì ci sarà la proposta di ordinanza del ministro Speranza per quanto riguarda la Liguria, su cui ci saranno le osservazioni della regione e su cui esprimeremo il nostro parere. Abbiamo un R con T sotto all’1,5, intorno all’1,3, e il fattore di rischio lo valuteremo. C’è una discussione in corso anche circa la validità dei dati dell’ultimo report, che risalgono al 25 ottobre, di fatto un’era geologica fa: è possibile che la pandemia sia cambiata in meglio o in peggio. In Liguria la situazione ospedaliera è andata sicuramente in peggio, per la penetrazione del virus invece sicuramente un filino meglio».

Misure nazionali: coprifuoco alle 22 e centri commerciali chiusi nel weekend

In Liguria, dunque, come nel resto d'Italia entrano in vigore a mezzanotte le misure universali:

  • Centri commerciali chiusi nei fine settimana e nei giorni festivi
  • Didattica a distanza al 100% nelle scuole superiori
  • Trasporto pubblico locale con capienza massima al 50% per bus, tram, metro e treni regionali
  • Musei e mostre chiusi, così come in precedenza teatri e cinema.

La decisione del Ministero della Salute è dunque rimandata a giovedì, 24 ore dopo la firma del nuovo dpcm con cui vengono stabilite le misure anti coronavirus da adottare a livello nazionale e locale, sulla base dell'R con t - indice di contagiosità e penetrazione del virus - e rischio. La scelta ha suscitato parecchia polemica, in particolare tra i titolari di bar e ristoranti che alle 18 hanno chiuso - come da disposizioni del precedente dpcm - non sapendo, di fatto, se riaprire la mattina successiva.

Coronavirus, cosa cambia a Genova e in Liguria

Nelle regioni che sono caratterizzate da uno scenario “di elevata gravità e con livello di rischio alto” e che si collocano in uno scenario di tipo 3 individuato da Iss e Cts, ovvero quello della Liguria, ci sono diverse misure che limitano gli spostamenti.

Con l’inserimento della Liguria in zona arancione (il livello intermedio, sotto quello rosso in cui si è in lockdown praticamente integrale) entrerebbero dunque in vigore una serie di restrizioni aggiuntive rispetto al coprifuoco dalle 22 alle 5, misure che riguardano principalmente gli spostamenti e alcune chiusure. 

Le misure dall'entrata in vigore per almeno i 15 giorni successivi. Verrà quindi nuovamente valutato l’andamento dell’epidemia per decidere un eventuale alleggerimento o inasprimento delle misure.

Ci si può spostare da un comune all'altro? 

Il dpcm, al comma 4 dell'articolo 2, dice che nelle zone arancioni «è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune».

È vietato quindi spostarsi dal comune di residenza, domicilio o abitazione se non per i motivi già citati di lavoro, salute, necessità o per fruire dei servizi non sospesi e non disponibili nel comune di residenza. Se, insomma, bisogna andare in posta o in banca o al supermercato, e questi servizi non sono disponibili nel proprio comune, ci si può spostare. 

Ci si può spostare da una regione all'altra?

È vietato in zona arancione anche ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio regionale salvo che per motivi di comprovate esigenze lavorative, di salute o per situazioni di necessità. Non si può dunque uscire dalla regione se non per motivi di lavoro, di salute o per emergenze. Il transito sui territori di altra fascia è consentito se necessario a raggiungere altri territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti, o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti.

È consentito il rientro in domicilio, abitazione e residenza: chi si trova in una regione o in un comune differente, può sempre rientrare a casa.

Si può uscire dai confini comunali per andare a portare o a riprendere i bambini a scuola.

Bar e ristoranti sono aperti? (no)

Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie sospendono l’attività e restano chiusi. Si può sempre ordinare cibo a domicilio, ed è consentito l’asporto sino alle 22  a patto di non consumare il cibo all’aperto e nelle vicinanze del locale. Restano aperti autogrill ed esercizi di somministrazione in ospedali e aeroporti,  mense e catering continuativo.

Si possono fare passeggiate?

Per quanto riguarda l'attività fisica, è consentita  purché all’interno del proprio comune e all’aperto (palestre, piscine e centri sportivi sono chiusi).

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