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Liguria in zona arancione da lunedì, le scuole superiori restano chiuse

La conferma del presidente della Regione, Giovanni Toti. Tornano in classe i bambini e i ragazzi sino alle medie, ma i liceali restano in didattica a distanza

Liguria in zona arancione a partire da lunedì 15 marzo. La conferma è arrivata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, che ha anche annunciato che le scuole superiori resteranno chiuse proprio per «controllare i dati e monitorare i contagi, che stanno salendo un po’ in tutta Italia».

Dal 15 marzo torneranno dunque a scuola tutti i bambini e i ragazzi sino alle medie, anche nel ponente, ma i liceali resteranno con una didattica a distanza al 100%. A oggi l’Rt della Liguria è sopra l’1, pari all’1,1, e il rischio è moderato, con conseguente scatto in zona arancione. Per la nostra regione si preannunciano quindi settimane caratterizzate da misure più rigide che culmineranno con le festività di Pasqua, dal 3 al 6 aprile, in cui tutta Italia sarà in lockdown come a Natale.

«L’ultimo report, il numero 43, cataloga la regione in area arancione - ha spiegato Filippo Ansaldi, direttore della Prevenzione di Alisa - Stiamo osservando un andamento stabile dell’incidenza nelle ultime cinque settimane, con la settimana che sta terminando che ha visto una lieve diminuzione. Il dato più eclatante è l’incidenza nell’estremo ponente ligure, nell’ultima settimana c’è stato un brusco calo e il quadro in Asl 1 sta tornando in linea con il resto della regione».

Capacità di monitoraggio e accertamento, ha detto Ansaldi, restano con valori superiori alla soglia testimoniando una buona capacità di tracciamento, ma «si osserva un aumento degli indici di trasmissione nella settimana precedente a quella corrente, con l’Rt che viene calcolato su un dato di 17 giorni fa ed è per questo che è pari a 1,13 con una forchetta che va da 1,08 a 1,18. La pressione sugli ospedali resta sotto la soglia stabilita dal ministero, vicina ma ancora sotto»

Il rischio complessivo è moderato, ha chiarito Ansaldi, e lo scenario «è di tipo 2, e questo in base sia all’ultimo decreto sia in quello in fase di approvazione ci mette in zona arancione. La situazione è complessivamente molto fluida, l’invito è a rispettare le norme, dobbiamo evitare un’impennata dell’Rt e il verificarsi di un quadro pesante che stanno vivendo le regioni intorno a noi».

«Il momento è difficile in molte zone del Paese, ma non credo che misure generalizzate su tutto il territorio nazionale aiutino a sconfiggere il covid - ha detto Toti venerdì - Resto convinto che siano più utili misure mirate nelle zone in cui la pandemia picchia più duramente e che, dove invece è possibile, sia necessario lasciare un po’ di libertà all’economia e alle persone».

«Come era prevedibile l'aumento della circolazione virale ha generato anche un aumento di richiesta di ospedalizzazione, prevalentemente nei due distretti di ponente - ha detto Angelo Gratarola, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza.- Questo dipende dalle varianti, ma anche dal fatto che la regione Liguria non ha confini invalicabili e confina con zone che hanno un'incidenza del virus più alta rispetto alla nostra. L'aumento dei ricoveri è avvenuto in misura comunque più contenuta rispetto a quanto ci si poteva aspettare grazie alle misure adottate e a un'organizzazione ospedaliera rodata».

Bucci: «Invito tutti a fare il vaccino»

Giovedì sono state effettuate 52 sanzioni, di cui due ad attività economiche - le sanzioni sono una misura di come noi non applichiamo le regole, dobbiamo applicarle. Sino al lunedì dell’Angelo saremo in arancione, se vogliamo fare in modo che questo non succeda più dal 6 aprile è assolutamente necessario osservare le norme. Consiglio a tutti di non disdettare ma sottoporsi alla vaccinazione, restiamo tutti uniti e andiamo avanti».

Liguria in zona arancione, cosa cambia

Per la Liguria la zona arancione non è una novità, vista la continua oscillazione tra giallo e arancione che prosegue ormai dall’inizio della seconda ondata. In zona arancione i bar e i ristoranti sono chiusi, è vietato uscire dal proprio Comune di residenza e dai confini regionali.

Chiusi anche i musei, che in zona gialla potevano invece restare aperti, e restano chiusi palestre, piscine, teatri e cinema, con questi ultimi che si vedono spegnere la speranza di poter riaprire come da indiscrezioni di qualche settimana fa.

Dpcm Pasqua, cosa prevede

Il Cdm ha dato il via libera al decreto legge con le nuove misure anti covid, che entreranno in vigore da lunedì 15 marzo e lo resteranno fino al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta compresa.

Il decreto stabilisce che le Regioni che avranno un numero settimanale di casi superiore a 250 ogni 100.000 abitanti passeranno automaticamente in zona rossa. Per le festività pasquali, nel periodo compreso tra il 3 e il 5 aprile, le misure previste per la zona rossa si applicheranno su tutto il territorio nazionale.

Le prime indiscrezioni sembrano confermare la stessa deroga prevista a Natale, e cioè la possibilità di spostarsi una volta al giorno dalla propria abitazione verso quella di un parente e di un amico a patto di non farlo in più di due (escluso i figli minori di 14 anni) e di rispettare il coprifuoco, restando all’interno dei confini regionali.

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