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Coronavirus, la Liguria torna in zona arancione

Da domenica 14 febbraio la Liguria torna in zona arancione, complice un Rt superiore all'1. Vietato uscire dai confini comunali. Bar e ristoranti possono restare aperti solo per asporto

“È stata notificata l'ordinanza del ministro Speranza (confermato nel nuovo governo Draghi ndr.) che assegna per i prossimi 14 giorni alla Liguria, a partire dalla mezzanotte di sabato 13 febbraio, il colore arancione. Ne prendiamo atto senza poter più intervenire dal punto di vista normativo».Così il presidente della Regione, Giovanni Toti, nel corso della conferenza stampa serale, confermando quanto anticipato poco prima con una nota del dicastero.

«Nel corso dell'interlocuzione di queste ore che abbiamo avuto con Speranza - ha spiegato Toti - abbiamo dettagliato più volte la situazione della regione Liguria, che ha un Rt superiore a 1, ma dove ci sono zone in cui è più basso; ma come si sa ha inciso molto l'area imperiese sulla media regionale. A questo proposito avevamo anche proposto una soluzione differenziata per aree diverse della regione per dare risposte più mirate sui territori. È evidente che vi è anche una diffusa preoccupazione, a livello governativo, sull'effetto delle varianti sia sudafricana, sia inglese che brasiliana. Anche in Liguria abbiamo registrato alcuni casi di variante inglese, anche se in termini minori».

«Sono varianti - prosegue Toti - la cui capacità di diffusione non è ancora nota e studiata, pertanto c'è stato un elemento prudenziale nella scelta del Comitato Tecnico Scientifico». Il presidente Toti ha rimarcato di aver chiesto al ministro della Salute di poter far scattare l'ordinanza dalla sera della domenica, tenendo conto della particolare giornata di festa, che per i ristoratori ha un grande valore economico, «ma la mia richiesta è stata respinta, perché il dato normativo prevede che la fascia di rischio entri in vigore a 24 ore di distanza dall'ordinanza del ministro - ha chiarito Toti -. Ribadisco pertanto che il quadro normativo non consente alla Regione Liguria di assumere alcun provvedimento ponte nelle prossime ore».

«Oggi - ha ribadito Toti - sono stati fatti i primi 500 vaccini sul territorio, destinati a singoli cittadini over 80; testimonial di una giornata così importante è stato l'architetto Renzo Piano, che di Genova è un simbolo e che ha spronato tutti a vaccinarsi. Da lunedì si potrà iniziare a prenotare e da mercoledì inizierà la campagna territoriale con la somministrazione di ventimila vaccini alla settimana».

«A dispetto comunque della fascia arancione in Regione Liguria la situazione è di sostanziale stabilità - ha proseguito Toti - per quanto riguarda i posti letto e anche la mortalità. Calano di 12 i nostri pazienti ospedalizzati, scendono le terapie intensive, segno che la pressione ospedaliera, a parte nel ponente della regione, è sostanzialmente stabile e fa registrare un lievissimo decremento. Cala il numero dei deceduti, oggi sotto la decina. Ci auguriamo che via via che procede campagna di vaccinazione, diminuiscano ulteriormente. Parallelamente, in base all'accordo con i medici di medicina generale e con i farmacisti, inizierà anche la campagna vaccinale per i cittadini sotto i 55 anni».

«Ieri (giovedì 11 febbraio 2021 ndr.) abbiamo fatto 45 multe, di cui una a un esercizio commerciale, per mancato rispetto delle norme anti covid. Non possiamo fare 40 multe al giorno, dobbiamo rispettare le norme», ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, che ha preso la parola dopo il presidente Toti.

Filippo Ansaldi sub commissario Alisa, e responsabile prevenzione

«Dal report numero 39 l'incidenza dell'andamento dei nuovi casi è rimasta costante nelle ultime settimane. C'è un quadro eterogeneo, sicuramente l'incidenza nella provincia di Spezia, Genova e Savona, tende a diminuire, ma è decisamente superiore in provincia di Imperia. L'area della Costa Azzurra è interessata da un'importante circolazione del virus e così nei due distretti più vicini al confine cioè Ventimiglia e Sanremo. L'aumento della circolazione in Asl1 determina anche l'aumento della pressione ospedaliera che invece scende nelle altre Asl. La nostra capacità di monitoraggio è a posto: con un effetto globale di trasmissione aumentata. Complessivamente l'Rt è oggi a 1.08 mentre la pressione sui nostri ospedali, per quanto riguarda le terapie intensive e in area medica, è sotto la soglia».

Barabara Rebesco, responsabile della logistica dei vaccini

«In settimana abbiamo ricevuto 12.870 dosi di vaccino Pfeizer e 6.300 di vaccino AstraZeneca, per il fine settimana attendiamo 4.700 dosi di vaccino Moderna e altri 7.400 dosi di AstraZeneca. Fino ad ora abbiamo ricevuto 115mila dosi di vaccino e ne abbiamo somministrato 84mila dosi, metà delle quali rappresentano la seconda dose. Per quanto riguarda il vaccino riservato agli anziani che non possono spostarsi, abbiamo condotto approfondimenti sulla possibilità di consegnare a domicilio la dose con la preparazione già nella siringa. Inoltre siamo in dirittura di arrivo per l'accordo con i medici di medicina generale e i farmacisti per la cessione del vaccino Astrazenca e aumentare così l'offerta in termini di capillarità. Speriamo sia presto disponibile anche il vaccino Johnson&Johnson in valutazione presso l'Ema. Per quanto riguarda gli anticorpi monoclonali saranno gestiti dalla struttura commissariale, ma noi siamo pronti con un provvedimento che normerà il loro utilizzo con un protocollo ad hoc redatto dal professor Bassetti».

Angelo Gratarola, Coordinatore Dipartimento Regionale Emergenza Urgenza

«A dispetto del passaggio in zona arancione la situazione ospedaliera è diversa: vediamo da settimane calare il numero dei pazienti, un dato stabilizzato anche per terapie intensive che registrano oggi un calo di 5 persone e questo è molto positivo. Non vi è grande pressione nemmeno in Asl1, nonostante l'aumento dei contagiati. Nei pronto soccorso sono in crescita i pazienti non covid e anche se il numero dei passaggi è ancora basso e molto distante dal momento pre-covid, l'insieme degli elementi ci fa ben sperare. L'importante è mantenere comportamenti virtuosi e speriamo che tra 15 giorni si possa rientrare in zona gialla».

Matteo Bassetti, responsabile della Clinica Malattie Infettive

«Si chiude una settimana relativamente tranquilla in cui abbiamo riorganizzato gli argini della Clinica. Potrebbe esserci una ripresa dei contagi la prossima settimana, per questo la clinica si è attrezzata con un maggior contingente per la medicina territoriale e una grande collaborazione con i medici di medicina generale. Siamo arrivati a oltre 50 accessi diretti alla Clinica di Malattie Infettive dal domicilio. Abbiamo lavorato per attrezzarci se dovesse esserci la cosiddetta terza ondata. Dal punto di vista clinico la circolazione nella provincia di Genova per la variante inglese ha una percentuale del 13%. Parte di queste persone è stata ricoverata nei nostri ospedali. Ma non c'è stato un aumento di aggressività. Per quanto riguarda gli anticorpi monoclonali, abbiamo un protocollo per capire chi ne può beneficiare e stabilito una collaborazione con i medici di famiglia e un percorso di azione. Attendiamo il semaforo verde dalla struttura commissariale affinché ci renda disponibile questi farmaci».

Al presidente della Regione è stato chiesto se ci saranno ristori per le attività produttive più colpite, come bar e ristoranti. «La Regione con risorse proprie, rispetto ai fondi governativi, può fare poco. La parte importante deve venire dal governo», ha chiarito il governatore.

Liguria in zona arancione, cosa cambia

Il prezzo più caro lo pagano bar e ristoranti, tornati da poco ad aprire al pubblico e dopo il lungo lockdown natalizio e le prime settimane arancioni: stop ai pranzi e agli aperitivi “anticipati”, solo servizio asporto dopo appena 15 giorni di attività che iniziava nuovamente a ingranare.

Coronavirus, il bollettino di venerdì 12 febbraio

Sul fronte spostamenti, in zona arancione è vietato uscire dai confini comunali (fatte salve le deleghe già concesse, come quella di poter andare a trovare amici e parenti una volta al giorno rispettando il coprifuoco).

Per quanto riguarda, infine, le scuole superiori, dovrebbero restare aperte, anche se la Liguria era stata tra quelle regioni che aveva posticipato la riapertura anche in arancione per tenere sotto controllo la curva del contagio.

Spostamenti tra Regione, in arrivo proroga del divieto

A incidente maggiormente sull’andamento dell’epidemia in Liguria è la situazione dell’estremo ponente, tra Sanremo e Ventimiglia: il confine con la Francia e con la Costa Azzurra, dove nei giorni scorsi i contagi sono aumentati in maniera esponenziale, rappresenta un rischio concreto anche per la Liguria Il resto della regione resta invece stabile, o con un lieve incremento dei casi.

Ormai certa, quindi, anche una proroga del divieto di spostamenti tra regioni gialle, come chiesto anche dai presidente di regione: impossibile pensare che a partire dal 15 febbraio (così come stabiliva l’ultimo dpcm) si possa consentire di uscire dai confini regionali, anche in quelle regioni con rischio moderato.

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