Lavorare nel sociale al tempo del coronavirus, tra asili e centri antiviolenza

Il caso della Mignanego Società Cooperativa Sociale Onlus che gestisce due nidi d'infanzia e un centro antiviolenza

Essere cooperativa sociale, occuparsi di persone, soprattutto fragili, è un modo di fare impresa impegnativo, spesso faticoso, ma che vede sempre ripagato l’impegno e la passione che chi sceglie di lavorare in questo mondo ci mette ogni giorno.

Occuparsi di sociale in questa fase rimette in gioco tutti i faticosi equilibri costruiti nel tempo, le relazioni, le forme di aiuto e di sostegno e stimola a trovare nuove risposte, perché nuove sono le domande e le fragilità delle persone.

Il caso della cooperativa sociale Mignanego

Lo sa bene la Mignanego Società Cooperativa Sociale Onlus, realtà attiva dal 1996 sul territorio genovese che si occupa di servizi alla persona, in particolare di prima infanzia, con la gestione di due nidi d’infanzia (quello di vico Rosa in rione della Maddalena, nel cuore di Genova, e il Pollicino a Mignanego, in Val Polcevera), di donne vittime di violenza (col Centro Antiviolenza Pandora) e di percorsi di inclusione sociale.

Al suo interno opera un team di professioniste qualificate: psicologhe, psicoterapeute, educatrici, mediatrici culturali, pedagogiste.

In questo momento sia i due nidi, sia gli sportelli del centro antiviolenza sono chiusi, ma in attesa della riapertura l’attività non si è fermata e continua a distanza, con gli strumenti offerti dalla tecnologia.

"Nido a distanza": la tecnologia per stare vicini a bambini e famiglie

«È un momento complicato - racconta Paola Campi, responsabile della Cooperativa - ma sentiamo forte la responsabilità di colmare la distanza facendo il possibile, con i mezzi a disposizione, per restare vicini ai nostri bambini e bambine e alle loro famiglie, così come alle donne in difficoltà.   Per quanto riguarda l’infanzia, siamo in contatto con le nostre famiglie con sessioni via Skype e proposte di attività e piccoli laboratori che promuoviamo sul nostro sito e attraverso i canali social. La chat WhatsApp è un filo che tiene viva la relazione durante la giornata».

Non è semplice, il lavoro coi bambini si fonda sulla vicinanza, sul contatto «mentre ora giustamente ci dicono che non possiamo stare troppo vicini, che dobbiamo mantenere le distanze di sicurezza».

Ma la vita di un nido è fatta di prossimità, si sta vicini per sostenere un primo passo, per consolare, per leggere una storia, per addormentare o per ascoltare le prime parole di una persona piccola. «Proviamo a farlo a distanza. Grazie all’appassionato sforzo delle nostre educatrici da questa settimana, partirà il “Nido a distanza”: le insegnanti, utilizzando le tecnologie, lavoreranno con piccoli gruppi di genitori e bambini, portando avanti il progetto pedagogico avviato a settembre».

Del resto la creatività è una dote necessaria per chi lavora con bambine e bambini del nido d’infanzia. E così, le attività promosse mediante il progetto “La scuola una piazza per la città” - capofila il Comune di Genova, ente sostenitore Impresa sociale Conibambini - sono state ripensate e adattate all’emergenza. I risultati sono “Il nido al telefono”, un servizio telefonico dedicato a tutte le famiglie della città, che comprende uno sportello di consulenza psicologica e pedagogica (attivo il martedì dalle 15 alle 17 e giovedì dalle 10 alle 12 al numero: 388 7797885) e “Storie in dono”,  che offre la possibilità di ascoltare una storia, fiaba o filastrocca e trovare consigli di lettura e di attività pedagogiche (attivo il mercoledì dalle 10 alle 12 e il venerdì dalle 15 alle 17, contattando il numero 338 1337065).

Maratona di letture dedicate alle donne

Relativamente invece al centro antiviolenza, visto che sono sospese le attività di sportello, le psicologhe del Centro Antiviolenza Pandora - uno dei nove Centri accreditati in Regione Liguria - sono a disposizione telefonicamente per sostegno e ascolto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 al numero 3476928460 e all'indirizzo mail: centropandora@cooperativasocialemignanego.it.

«Purtroppo sappiamo, e ce lo conferma la stampa ogni giorno, che in questo momento è molto difficile per le donne trovare il modo per cercare aiuto, per questo, scrivendo il progetto #restiamovicine, insieme ai partner Cooperativa sociale ASCUR, Cooperativa sociale Coserco e Udi Genova Biblioteca M. Ferro, abbiamo immaginato strumenti e modalità nuovi per offrire loro uno spazio, seppur a distanza. Tra le proposte, la “Maratona delle letture dedicate alle donne”, ideata da UDI Biblioteca, è già presente sui social e potrà aiutare le donne a prendere contatto con noi». Il progetto è piaciuto e figura tra quelli finanziati da Compagnia di San Paolo, attraverso il bando “Insieme andrà tutto bene”.

Insomma, è dura, ma non ci si arrende: «Questo è il momento di tenere i nervi saldi e mettere in circolo tutte le idee e le energie possibili, noi e come noi tantissime realtà del terzo settore, faremo la nostra parte. La speranza è che, passata l’emergenza, si faccia tesoro dell’esperienza maturata e si valorizzi davvero questa parte così importante della società, non solo con le belle parole, ma anche attraverso un riconoscimento economico giusto, che renda sostenibile il lavoro e l’impegno quotidiano e ci permetta di continuare a dare il nostro contributo e di preservare i posti di lavoro, oggi davvero a rischio».

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