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Coronavirus, Bassetti: «Il virus sembra avere perso forza, basta con il bollettino delle 18»

L'infettivogo del San Martino conferma il calo dei ricoveri in ospedale e definisce "diversi rispetto a due mesi fa" i pazienti che arrivano oggi negli ospedali. E sui dati forniti ogni giorno chiosa: «Mettono solo ansia»

La situazione in ospedale è «in costante miglioramento», e il virus «sembra avere perso forza»: Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino e uno dei volti ormai più conosciuti dell’epoca covid-19, commenta la situazione dal punto di vista sanitario e ospedaliero in Liguria, e consiglia di «evitare di continuare con il bollettino serale delle 18 che è diventato ormai anacronistico» e che «genera solo ulteriore ansia»

Bassetti, che non ha mai avuto remore a esporsi anche mediaticamente per fornire la sua visione dell’evoluzione del coronavirus, in un post conferma che «il virus non è più lo stesso che vedevamo due mesi fa. Quella forza di cui tanto abbiamo parlato. Non abbiamo ancora la prova scientifica, su cui stanno lavorando nei laboratori di virologia, ma la sensazione di pancia, di chi questo virus lo ha visto in faccia (ovvero i clinici) negli ultimi due mesi, è che questo virus non sia più lo stesso che avevamo due mesi fa. È cambiata la tipologia del paziente che arriva nei nostri ospedali».

I dati sembrano sostenere l’infettivologo: vero è che continuano a essere diagnosticati nuovi contagi, seppur meno numerosi, e che le vittime continuano a contarsi (1.384 da inizio emergenza), ma il virus sempre avere allentato la presa sugli ospedali, dove i ricoveri continuano a calare e dove non si registrano, di fatto, nuovi pazienti che necessitano di cure di media intensità o di terapie intensive. Al 20 maggio erano 332 le persone ricoverate in ospedale per coronavirus, 22 quelle in terapia intensiva.

«Oggi possiamo iniziare anche a dire qualcosa sulla riapertura del 4 maggio - prosegue Bassetti - Ci eravamo detti, vediamoci tra due settimane e vediamo se il numero dei ricoveri per covid 19 è aumentato. Siamo a 18 giorni dalla riapertura, ben oltre il tempo medio di incubazione, che ricordo essere intorno ai 5-7 giorni (fino a 14), e non abbiamo visto incrementare il numero dei ricoveri. Anzi, negli ultimi 5 giorni abbiamo ricoverato una sola persona».

L’infettivologo si concentra, dunque, sul secondo step, e cioè le terapie da utilizzare per curare il coronavirus in attesa di un vaccino: «In una prima fase abbiamo utilizzato molto empirismo con cocktail di vari farmaci e altri presidi, la cui efficacia e sicurezza era basata su studi anedottici - spiega Bassetti - Lo abbiamo fatto tutti e credo fosse eticamente corretto: di fronte a un problema nuovo e in una situazione di emergenza, per il bene del paziente tutto è possibile. Ma oggi in una situazione decisamente più tranquilla occorre tornare a sperimentare le cure secondo le regole delle buone pratiche cliniche con assoluto rigore scientifico. I pazienti dovranno essere trattati all'interno di studi clinici controllati e autorizzati dagli enti preposti. Tuttavia se i numeri continueranno ad essere quelli degli ultimi giorni sarà difficile trovare candidati per questi protocolli».

Cauto ottimismo, dunque, e invito a rispettare le regole: «Sono fiducioso e continuo a dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato di essere persone intelligenti e posate e siamo arrivati fino a qui dobbiamo dire soprattutto grazie a tutti loro», conclude Bassetti con riferimento agli ormai famigerati “assembramenti”: «Diamo fiducia agli italiani con poche regole precise e chiare. Sono sicuro che più saranno semplici, uniche e comprensibili più saranno seguite».

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