Domenica, 19 Settembre 2021
Coronavirus

La protesta degli infermieri, flash mob anche in Liguria: «Meritiamo molto di più»

Prosegue lo stato di agitazione degli infermieri italiani, lo ha annunciato Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up

Prosegue lo stato di agitazione degli infermieri italiani, lo ha annunciato Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, che ha parlato di nuovi flash mob nelle regioni più colpite dall'epidemia covid: «Siamo fieri del risultato ottenuto con l'indennità professionale specifica, ma 100 euro al mese non sono certo il nostro traguardo. Meritiamo molto di più. Da lunedì 30 novembre si parte con l’Emilia Romagna, e poi Campania, Lombardia, Province di Trento e Bolzano, Liguria, Piemonte»

«Chi credeva che con l’arrivo della tanto attesa indennità specifica, da parte del Ministero della Salute, la strenua battaglia degli infermieri italiani si sarebbe fermata, si sbagliava davvero di grosso - ha aggiunto De Palma - . Siamo pronti a scendere di nuovo nelle piazze e lo faremo da lunedì 30 novembre in tutte le Regioni chiave che stanno vivendo il dramma di questa emergenza, quelle dove i colleghi lottano ogni giorno contro la morte, nel massimo rispetto delle normative anti-covid. Nessuno ha dimenticato i flash mob che hanno anticipato le manifestazioni di Milano e del Circo Massimo, quelle che hanno cambiato la storia recente e ci hanno permesso di ottenere un piccolo traguardo che nessun sindacato prima di noi aveva raggiunto. I nostri striscioni, gli infermieri con i megafoni davanti agli ospedali e alle prefetture: è tutto pronto, siamo certi come sempre, con l’ampio sostegno dei cittadini riprendiamo una lotta che non si è mai interrotta».

«Non è ingratitudine, l’ho ribadito più volte. I 100 euro al mese in più rappresentano l’ottenimento di qualcosa di straordinario e impensabile. Abbiamo scosso l’opinione pubblica, abbiamo costretto sindacati fermi e inermi da troppo tempo ad uscire allo scoperto, arrivando a spacchettare l'indennità che noi abbiamo ottenuto solo oggi a causa della loro inerzia, fino a sostenere che prenderemo 2 euro al giorno, dimenticando invece che questa indennità, da sola, vale più degli aumenti contrattuali che loro hanno accettato dopo 10 anni di blocco contrattuale, cioè nemmeno 90 euro medi lordi. Cosa hanno ottenuto loro prima di noi? Quali sono i loro traguardi che hanno cambiato la storia della sanità italiana? Nursing Up i suoi infermieri devono essere fieri di aver acceso finalmente un faro sulla categoria. Ora vediamo la luce in fondo al tunnel. Nessun sindacato prima d’ora, aveva lottato con tanta veemenza per arrivare a ottenere finalmente una indennità specifica, come quella che ricevono i medici. Ciò significa che la strada intrapresa è quella giusta. Da qui si va avanti, ora, tutti insieme, per arrivare a quel traguardo dei 500 euro in busta paga che nessuno di noi ha messo da parte. E poi le ragioni della nostra battaglia sono tante. Gli infermieri italiani accolgono l'indennità professionale specifica che il Governo ci ha riconosciuto come un inizio, certamente non idonea a compensare l'enorme differenza che resta rispetto ai colleghi degli altri paesi europei.  Per questo, senza disconoscere i risultati che abbiamo ottenuto fino ad ora, abbiamo deciso di procrastinare lo stato di agitazione a tutto il mese di dicembre, per parlare chiaro a questo Governo e alle Regioni».

Le ragioni della protesta 

Nursping Up spiega: «Ecco i punti della nostra battaglia sui quali Regioni e Governo ci hanno dato solo “un primo” riscontro con i provvedimenti in corso che vanno rivisti e migliorati in molti aspetti:

  • Ci hanno detto di si all'indennità professionale specifica con l’inserimento delle tanto attese risorse per gli infermieri in legge di bilancio, ma i nostri 335 milioni di euro, che equivalgono a circa 100 euro al mese in busta paga nel nuovo contratto a partire dal 2021, sono troppo pochi rispetto ai 500 milioni destinati ai medici, che invece si vedranno rimpinguare le relative indennità con un bel 27% secco in più. Sappiamo che, in un primo tempo, la norma prevedeva molte più risorse per gli infermieri. Che fine hanno fatto i nostri soldi? Basta con le sberle! Qualcuno dimentica che tra i nostri stipendi e quelli di un medico esiste un baratro, e che loro non sono certo fermi contrattualmente a 30 anni fa, come invece lo siamo noi.
  • Ci hanno detto di si all' aumento dei fondi per le prestazioni aggiuntive: tariffa oraria di 50 euro per noi infermieri e gli professionisti sanitari del comparto e 80 euro per i medici durante lo stato di emergenza. Ma ribadiamo in questo caso la nostra richiesta di riduzione delle relative tassazioni.
  • Ci hanno detto di si all' aumento dell’indennità di malattie infettive sino al doppio del valore attuale. Peccato che per ottenerlo bisogna passare per la discrezionalità della contrattazione integrativa.  Per noi si tratta di una parziale risposta alla richiesta del Nursing Up, di ottenere un incremento dell’indennità per coloro che operano nelle malattie infettive. Accogliamo con favore lo sforzo delle regioni e la volontà di venirci incontro, ma riteniamo ancora non sufficiente il (forse) mero raddoppio dell’attuale indennità! Peraltro il rischio degli infermieri, che prendono in carico il paziente e che lo seguono 24 ore su 24, non deve e non può essere indennizzato allo stesso modo del resto del personale. 
  • Ci hanno detto di si al finanziamento aggiuntivo degli incentivi con un incremento di 250 milioni di euro in favore del personale del SSN. Anche qui apprezziamo lo sforzo delle regioni, ma ribadiamo che queste risorse sono destinate a tutto il comparto, e per gli infermieri le stesse devono essere ulteriormente integrate».
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