Coronavirus: a Genova incidenza media al 3,34, la soglia di attenzione è 0,5

Nella settimana che va dal 12 al 18 ottobre (quindi ancora da concludersi), nel capoluogo ligure su un campione di 10mila abitanti, ogni giorno in media si ammalano oltre tre persone. L'ultima settimana di agosto erano lo 0,13

Nel consueto punto stampa sull'andamento del coronavirus in Liguria venerdì 16 ottobre si sono alternati al microfono diversi soggetti, coinvolti a vario titolo nella gestione dell'emergenza. Dopo il presidente della Regione Giovanni Toti, ha preso la parola il sindaco di Genova Marco Bucci. 

Riferendosi all'ultima ordinanza adottata, che disciplina anche l'attività dei circoli ricreativi, il sindaco ha specificato che «queste norme sono unicamente per proteggere la nostra salute. L'amministrazione si è resa disponibile a cambiare le cose e ne cambieremo ancora tante, lo anticipo, cambieremo in funzione di come vanno i contagi e di quelle che sono le esigenze delle persone che vivono nella nostra città», ha chiarito Bucci.

Dopo il sindaco è stata la volta di Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa, che ha analizzato i dati delle singole province. «Negli ultimi quindici giorni a Genova c'è stato un netto incremento dell'incidenza giornaliera - ha detto Ansaldi - che pesa molto sull'aumento dell'incidenza nel territorio regionale. A Spezia il cluster che ha caratterizzato il mese di settembre è stato controllato e oggi l'incidenza è nei limiti di quanto atteso in base al trend regionale; a Imperia i nuovi casi sono inferiori alla media regionale. Savona, che è stata per lungo tempo al di sotto della linea di attenzione, registra oggi un picco riconducibile a un cluster in rsa che è tuttavia limitato a quella sola comunità».

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«Il numero di posti letto in media intensità in tutta la regione - spiega ancora Ansaldi - è stato contenuto fino a due settimane fa; poi è cominciato un progressivo aumento e oggi stiamo salendo con un indice Rt di 1,3: crescita di tipo esponenziale, seppure rallentato dall'attività di tracciamento e di contenimento messa in atto dai dipartimenti di prevenzione. La capacità di curare i pazienti, l'abbassamento dell'età media e il quadro molto diverso rispetto alla primavera evidenzia una crescita progressiva lineare nelle terapie intensive dalla fine di agosto. Il quadro dunque è molto diverso per la media intensità e per la terapia intensiva».

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