Coronavirus, Bassetti: «Su asintomatici, tamponi e quarantena stiamo sbagliando»

L’infettivologo interviene su un altro argomento molto dibattuto in questi giorni: lasciare o meno in quarantena anche per diverse settimane i guariti che hanno tampone con bassissima carica virale? 

È giusto tenere persone ormai guarite dal coronavirus in quarantena anche se il tampone risulta positivo? È questo il nuovo argomento oggetto di dibattito nella comunità scientifica (e non solo), dopo che l’Oms ha dettato nuove linee guida che prevedono che tre giorni senza sintomi (inclusi febbre e problemi respiratori) siano sufficienti per considerare una persona non solo guarita, ma anche non più contagiosa. 

L’annuncio dell’Oms non ha mancato di suscitare dibattito: da un lato chi preme per la linea della prudenza (anche all’interno della stessa Oms, come Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Oms e membro del Comitato tecnico-scientifico), dall’altra chi sposa la linea della flessibilità. Tra loro anche Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino, secondo cui «per quel che riguarda la gestione degli asintomatici e degli ormai famosi tamponi ho paura che stiamo sbagliando molto. Forse troppo o quasi tutto».

«In Lombardia il 50% dei tamponi sono oggi “debolmente positivi” ovvero con una carica virale talmente bassa che i soggetti non sono contagiosi. Lo stesso sta avvenendo in Veneto - chiarisce Bassetti - L’Oms afferma che dopo 3 giorni dalla scomparsa dei sintomi per i sintomatici e 10 giorni per gli asintomatici, anche se positivi per il virus SarsCoV2 per molte settimane, non sono più contagiosi e quindi non sono in grado di trasmettere il virus a un'altra persona. Eppure stiamo continuando ad isolare a casa o negli ospedale tutti quelli con tamponi positivi, anche quelli con bassissima carica».

Per l’infettivologo genovese «occorre rivedere rapidamente queste misure che stanno ingessando l’Italia, bloccando pazienti e cittadini negli ospedali e a casa. Stiamo misurando l’efficienza dei sistemi sanitari sulla base del numero di tamponi fatti. Ma chi lo ha stabilito? Quale è l’evidenza scientifica che sei bravo solo se fai 10000 tamponi?».

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«Solo da un confronto scientifico costruttivo tra istituzioni italiane con quelle europee, oltre che con l’ Oms - conclude Bassetti - potremmo uscire da questa situazione, che ha contorni imbarazzanti. Rimettiamo al centro della gestione del Covid medicina pratica ed evidenza scientifica».

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