Lunedì, 20 Settembre 2021
Coronavirus

Green pass, come cambia la certificazione per viaggi e matrimoni

Il governo pensa ad allungare la durata da sei mesi a 9 o 12. La certificazione sarà utile anche per banchetti e cerimonie, e da metà giugno potrà essere usata a livello europeo

Novità in vista sul fronte Green Pass, il certificato covid-19 che, una volta in vigore, consentirà non solo di spostarsi in Italia, ma anche in Europa, e di partecipare anche a feste e banchetti per cerimonie e matrimoni.

Partendo dalle cerimonie, la necessità di avere il Green Pass per partecipare è stabilito direttamente dal decreto del 17 maggio: dal 15 giugno sarà possibile organizzare anche al chiuso feste e ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, utilizzando la certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal covid, o l’effettuazione di un tampone con esito negativo 48 ore prima.

Gli spostamenti sono consentiti soltanto dopo avere completato il ciclo vaccinale, il che significa doppia dose per tutti con l’unica eccezione del Johnson, monodose. Dal punto di vista della guarigione, invece, è necessario essere guariti e negativi da almeno sei mesi.

Nell’attesa del certificato digitale vero e proprio, comunque, per cerimonie ed eventi di particolare rilievo così come per gli spostamenti  è sufficiente (salvo diverse indicazioni da aperte di Regioni o Stati esteri) mostrare la certificazione di avvenuta vaccinazione rilasciata dall’hub, l’attestato di guarigione firmato dal medico di famiglia o l’esito del tampone.

Viaggi all’estero, tampone e Green Pass

Sul fronte viaggi all’estero, invece, si parla intanto della validità del Green Pass in Europa a partire da metà giugno grazie a un codice QR che può essere scannerizzato direttamente da smartphone.

Nell’attesa,  sino al 31 luglio chi arriva in Italia da uno dei 27 paesi dell’Unione Europea, dal Regno Unito o da Israele deve avere effettuato un test molecolare o antigenico negativo nelle 48 ore precedenti. Chi non presenta l'esito del tampone dovrà effettuare una quarantena di 10 giorni e un tampone al termine dell'isolamento: questa condizione vale per tutti, anche per i vaccinati o per chi è guarito dal Covid, e almeno fino all’entrata in vigore del “green pass europeo.

Chi arriva invece da Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia, Canada o Giappone deve avere effettuato un tampone negativo 72 ore prima della partenza, e deve comunque rispettare comunque una quarantena ridotta di dieci giorni. Resta vietato l’ingresso da Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh.

Unica eccezione, chi arriva in italia con voli covid-tested, che prevedono un tampone 48 ore prima della partenza e uno all’arrivo: chi arriva da Stati Uniti, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti può evitare la quarantena se è atterrato a Fiumicino, Malpensa, Napoli e Venezia con compagnie che hanno adottato il protocollo.

Dal punto di vista invece delle partenze, molto dipende dalle regole imposte dai diversi Paesi. In Spagna è necessario il risultato negativo di un test del tampone 72 ore prima della partenza, in Grecia serve il certificato vaccinale. Nel Regno Unito imposti 10 giorni di quarantena e due tamponi da prenotare prima del viaggio. 

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