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Dalla Boldrini a Calenda passando per Burioni, bufera su Toti e gli “anziani non indispensabili”

Il tweet del presidente della Regione Liguria, poi corretto, scatena le critiche e la richiesta: «Scuse e dimissioni»

Nel giro di poche ore, sul presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si è abbattuta una vera e propria bufera. Il tweet inviato pochi minuti prima di mezzogiorno, a margine della riunione con governo e Regioni, in cui parlava delle vittime del coronavirus in Liguria e chiariva che «22 erano pazienti molto anziani, persone per lo più in pensione, non indispensabili per lo sforzo produttivo del paese che però vanno tutelate», ha scatenato l’inferno.

Toti ha prima corretto il tweet - e anche il post su Facebook - poi ha provato a spiegare: decontestualizzato, spiega lui, frainteso, sottolinea, lo scopo, espresso nei 280 caratteri consentiti da Twitter, era sottolineare la necessità di un lockdown non generalizzato, ma riservato a quelle fasce d’età più fragili, gli anziani appunto, che sono poi le vittime più numerose del virus. E però il tweet è stato fotografato e diffuso centinaia, migliaia di volte, con la bufera (non solo politica) che si è gonfiata a ogni retweet, a ogni condivisione, a ogni commento.

post toti

Le reazioni non si sono prevedibilmente fatte attendere. Gli attacchi sono arrivati da tutta Italia e in ogni ambito, quello politico, quello produttivo, quello sanitario, quello del sociale. C'è chi ha fotografato la nonna con un cartello con scritto “Io sono indispensabile" per rendere il messaggio ancora più chiaro, ed è persino partita una petizione online per chiedere le dimissioni, sottoscritta alle 16 da 300 persone.

Tra le reazioni: il segretario generale della Cisl ligure Luca Maestripieri, ha intimato che «Toti chieda subito scusa per le allucinanti affermazioni sugli anziani pubblicate sui social. Chi lo ha detto che gli anziani non siano produttivi? Lo vada dire alle famiglie e ai nostri giovani, molti dei quali vivono solo grazie all’apporto dei nonni e che ora sono in difficoltà perché non possono affidar loro i figli quando sono al lavoro. Il modello di società teorizzato, speriamo in un abbaglio dovuto alla comprensibile stanchezza e al peso della responsabilità, è agghiacciante ed è contrario alla tradizione delle nostre famiglie».

Covid, la gaffe di Toti sugli anziani “non indispensabili”. Lui: «Sono stato frainteso»

Il Pd a livello unitario ha definito le affermazioni «indegne. Ci sono frasi che non sono interpretabili ed errori che non sono correggibili. Non è questione di contesto», sottolineando che «i goffi e tardivi tentativi di precisare il suo pensiero non fanno altro che aumentarne la gravità».

post toti anziani

Il Codacons, in una nota, ha chiesto «dimissioni immediate», su Twitter l'hashtag #Toti è tra i più utilizzati, con critiche e attacchi, Carlo Calenda, leader di Azione e candidato a sindaco di Roma, è stato tranchant: «Diciamo che eri ubriaco. E che ti scusi e basta». Laura Boldrini è intervenuta ricordando che «mentre il presidente #Mattarella ricorda le vittime del #COVID19, un governatore di destra pensa che esistano vite di scarto perché improduttive. Il virus mette in pericolo la salute di tutte le persone e tutte vanno protette. Perché ogni vita umana conta, caro #Toti». Raffaella Paita, deputata di Italia Viva ed ex rivale alle elezioni regionali del 2015: «Quando ho visto questo orribile tweet non ci volevo credere. Che vergogna infinita #Toti. Quindi se non sei produttivo vali meno degli altri? Dobbiamo salvare solo chi è indispensabile allo sforzo produttivo? Se questo è un Presidente di Regione!»

Il deputato genovese di Leu Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera, ha detto che «è anche difficile trovare le parole giuste per commentare il tweet di Giovanni Toti. Si è espresso in maniera orrenda, non degno di un presidente di una Regione come la Liguria. L'espressione 'non indispensabile' mi ha fatto venire un brivido lungo la schiena e ho subito pensato ai 'lavoratori necessari' del film Schindler's List"». 

Per Nino Cartabellotta, medico e presidente della fondazione Gimbe, «se è questa la strategia lasciate tutto aperto. Tanto muoiono soprattutto “pensionati che non contribuiscono allo sforzo produttivo del Paese». Per Roberto Burioni non c'è altro commento se non un «ditemi che non è vero». Ficarra e Picone ironizzano, amari: «È evidente che #Toti non ha superato il fatto che Berlusconi si sia salvato».

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Tra un attacco e l'altro, Toti ha scelto nuovamente Facebook per chiarire la sua posizione, un chiarimento che ha trovatio diverse sottoscrizioni via social, con diverse persone che ritengono che l'indicazione del far rimanere gli anziani a casa - scelta di parole a parte - sia ragionevole.

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«Sta girando un mio tweet su cui vorrei chiarire due concetti e, innanzitutto, chiedere scusa se ha offeso qualcuno poiché non rappresenta minimamente il mio pensiero. La frase è stata estrapolata da un concetto più ampio e mal interpretata a causa del taglio erroneo su Twitter di un mio post. Non a caso su Facebook, dove il testo è stato pubblicato integralmente, le stesse frasi non hanno creato il medesimo scalpore. Il concetto è: bisogna proteggere gli anziani. Il cinico è chi non lo fa. Il fatto che le persone oltre i 75 anni siano in pensione consente loro di proteggersi senza per questo dover fermare l'economia del Paese. Il 40% dei ricoverati ha oltre 75 anni di età. Oltre il 95% dei deceduti per Covid ha più di 75 anni di età. L’età media dei decessi è di 84 anni. Servono misure anagrafiche di protezione per queste categorie se vogliamo sconfiggere il virus. A me sembra francamente più immorale un Paese che vieta scuola e sport ai giovani a cui il Covid fa poco, mentre non tuteliamo coloro che invece per il virus rischiano di morire. Basta demagogia e muoviamoci dove serve senza distruggere il Paese. Questo è quello che volevo dire e spero che facciate girare il più possibile il mio messaggio di chiarimento, con la stessa velocità con cui si fa un processo sui social». 

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