Coronavirus: più di 3900 positivi in Liguria, salgono ancora i morti

La conta delle vittime non si ferma. Approvate intanto le misure economiche e le novità sulla scuola. Altissima attenzione per il weekend di Pasqua. Toti: «Non venite in Liguria»

Non si arresta il contagio da coronavirus in Liguria. A martedì pomeriggio risultano 3.923 positivi al Covid-19, 151 più di lunedì, e i decessi superano le 600 persone.

I tamponi processati tra lunedì e martedì sono stati 1046, per un totale di 16.579 dall'inizio dell'emergenza, e le persone ricoverate in ospedale sono 1.246, 57 meno di lunedì. Le persone che si stanno curando a domicilio sono 1964 (152 più di lunedì), quelle guarite, ormai senza sintomi, che restano però positive e dunque in isolamento sono 713 (56 più di lunedì). Aumentano i guariti "totali", con due test consecutivi negativi, che diventano 212 (32 più di lunedì).

«Le misure di distanza sociale funzionano, ci portano nella direzione giusta ed è per questo che vanno mantenute - ha detto il governatore ligure, Giovanni Toti - calano i ricoverati e calano i posti occupati nelle terapie intensive, e questo è un dato positivo che ci aspettavamo. È legato al fatto che sta scendendo il fattore di contagio, siamo a meno di un contagiato nuovo per ogni contagiato vecchio, obiettivo che ci eravamo previsti all’inizio, quando la moltiplicazione di contagi sfiorava le 4 unità».

Coronavirus, aumentano le vittime e gli accessi al pronto soccorso: la situazione negli ospedali

La preoccupazione resta alta per quanto riguarda i decessi. In Liguria non si arrestano, e confermano la situazione critica soprattutto nelle residenze per anziani, dove il virus agisce letalmente su persone fragili e spesso con patologie pregresse. Come già detto, nelle ultime 24 ore le vittime sono salite a 620, e dunque 25 morti in più rispetto a lunedì.

Al San Martino, hub regionale per la gestione del coronavirus, i ricoverati sono 309. Di questi, 39 sono i ricoverati in Malattie Infettive, 38 nelle rianimazioni del Policlinico, 8 pazienti in sub intensiva, 29 al Padiglione 10, 79 al Padiglione 12, 32 al quinto piano della palazzina laboratori, 55 quelli gestiti al 1° piano del Pronto Soccorso, 47 al Maragliano.

Per far fronte agli accessi al pronto soccorso, aumentati, e per contenere la diffusione del virus, la direzione sanitaria ha predisposto la conversione del secondo piano del Padiglione Specialità (17 letti) per accogliere pazienti così detti "grigi", ovvero sospetti covid positivi da un punto di vista clinico, ma non ancora definiti da un punto di vista laboratoristico in attesa del risultato del tampone effettuato in entrata al Pronto Soccorso. 

Nel resto degli ospedali liguri la situazione ricoveri è la seguente:

Asl 1 – 202 (di cui 23 in terapia intensiva)
Asl 2 – 166 (di cui 27 in terapia intensiva)
Evangelico – 58 (di cui 6 in terapia intensiva)
Ospedale Galliera – 151 (di cui 13 in terapia intensiva)
Gaslini – 2
Asl 3 Villa Scassi – 178 (di cui 23 in terapia intensiva)
Asl 3 Gallino Pontedecimo – 5
Asl 3 Micone - 3
Asl 4 – 64 (di cui 9 in terapia intensiva)
Asl 5 – 108 (di cui 17 in terapia intensiva)

Mascherine, da venerdì la distribuzione: bocciata la consegna via posta

Si è ancora in attesa, intanto, del piano di distribuzione ai cittadini delle mascherine - 2 milioni - arrivate in Liguria. Il consiglio Regionale, riunito in videoconferenza, ha respinto un ordine del giorno del M5S che proponeva di distribuire ai cittadini le mascherine chirurgiche acquistate dalla Regione attraverso il servizio postale, e non utilizzando le farmacie e le edicole, che ha invece previsto di iniziare la distribuzione a partire da di venerdì attraverso farmacie, tabaccai ed edicole. 

«Ogni cittadino ligure avrà la sua mascherina gratuita - ha assicurato Toti - già impacchettate e pronte per essere distribuite da venerdì a tutti i cittadini. L'obiettivo è non creare assembramenti e fare in modo che tutti possano averla nel più breve tempo possibile, per questo più tardi faremo una riunione con i sindaci e le categorie interessate per decidere le modalità di distribuzione migliori».

Buoni spesa

È terminato a mezzanotte il tempo per inoltrare le domande per i buoni spesa. Sono 24 le sedi scelte dal Comune di Genova per la distribuzione dei circa 30 mila buoni spesa alimentari per chi è in difficoltà economica per colpa del Coronavirus. Si tratta di buoni da 100 euro ciascuno, in tagli da venti, validi fino al 31 dicembre 2020. Le sedi (qui l'elenco) sono sparse su tutto il territorio cittadino, in modo da limitare al massimo gli spostamenti delle persone, e sono state scelte perché non presentano barriere architettoniche.

Per evitare ogni assembramento, i beneficiari dei buoni spesa riceveranno un appuntamento personalizzato via telefono o email, con l'orario in cui ritirare i buoni spesa.

Squadre di assistenza a domicilio attive su tutto il territorio ligure

Da martedì mattina sono state inoltre attivate su tutto il territorio ligure, da Ventimiglia a Sarzana, le squadre Gsat, i Gruppi strutturati di assistenza territoriale, costituiti in ciascuna Asl e formati da un medico di continuità assistenziale (guardia medica) e un infermiere per garantire l’assistenza domiciliare in particolare ai pazienti affetti da coronavirus senza sintomi di rilievo in isolamento al proprio domicilio.

 “La Liguria è stata la prima Regione a costituire queste unità, con una delibera di Giunta approvata il 6 marzo, secondo un modello che è stato poi esteso a livello nazionale - ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - Il nostro obiettivo è potenziare ancora la risposta territoriale all’emergenza coronavirus, in sinergia con il lavoro dei medici di medicina generale. Molto dipende dalla disponibilità dei Dpi, non solo delle mascherine, che la Liguria ha acquistato in gran parte autonomamente ma anche guanti, sovra scarpe e soprattutto camici. Questi ultimi rappresentano una criticità anche a livello nazionale che come Regione stiamo cercando di risolvere in ogni modo, acquistandoli anche all’estero».

Su valutazione del medico, i Gsat operano anche in supporto alle squadre tamponi, che intervengono nei confronti di soggetti al domicilio segnalati dai servizi di Igiene e prevenzione aziendali, sia per effettuare i tamponi che accertano la positività sia, nella fase conclusiva della malattia, per eseguire i due tamponi previsti dalla normativa nazionale: se entrambi negativi, viene certificata la guarigione, consentendo l’uscita dall’isolamento.

In particolare, per quanto riguarda la Asl1, sono operative 6 squadre tampone e un Gsat, nella Asl2 sono operativi 4 Gsat, mentre nell’area metropolitana genovese sono stati costituiti 5 Gsat, 8 squadre tampone e sono in corso anche i tamponi ‘drive through’. In Asl4 sono inoltre operativi 4 Gsat mentre in Asl5 stanno operando 3 Gsat, uno dei quali con l’ambulatorio mobile, e sono stati avviati i tamponi “drive through”.

In Liguria alta attenzione per Pasqua

Si è aperta una settimana delicata, contrassegnata dal weekend di Pasqua e Pasquetta: «Oggi pomeriggio incontreremo i prefetti e i principali sindaci della Liguria per dare corpo a un piano di controlli, contenimento della mobilità e delle presenze nelle festività di Pasqua», ha detto martedì il governatore ligure, che lunedì sera ha ricordato che «è fatto assoluto divieto di abbandonare la propria residenza per andare in seconde case: ogni tentativo in tal senso, se fosse venuto in mente a qualche sconsiderato, è totalmente illegale, non ci si può muovere dal proprio domicilio sia per venire in Liguria sia per spostarsi nei confini della regione» ha detto Toti.

E in vista di domenica, le forze dell'ordine hanno schierato ancora più mezzi e personale per verificare la legittimità degli spostamenti. La polizia Stradale, già a partire da lunedì mattina, ha organizzato un servizio speciale con l'impiego di cinque pattuglie coordinate dal Dirigente della Sezione di Genova, finalizzato solo a controllare il traffico all'altezza della barriera di Genova Ovest.

Il Governo vara le misure economiche: 400 nuovi miliardi in più per le imprese

Con una diretta Facebook lunedì sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le misure economiche per le imprese: 200 miliardi di euro di garanzie sui prestiti e 200 per l'export, per un totale di 400 che si sommano ai 350 già previsti. In totale, dunque, 750 miliardi.

Ecco i punti più salienti della manovra:

  • con il decreto approvato viene data una liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese, 200 miliardi per il mercato interno e altri 200 per l'export;
  • in particolare lo Stato si farà garante del 100% dei prestiti fino a 25mila euro;
  • sono stai sospesi i pagamenti fiscali anche per i mesi di aprile e maggio;
  • a tutela degli asset strategici nazionali contro le scalate ostili, è stata estesa la golden power al settore finanziario, creditizio, assicurativo, a energia, trasporti, acqua, salute, sicrurezza alimentare, cybersicurezza, robotica;
  • per quanto riguarda la giustizia è stato esteso lo stop alle udienze non urgenti e della sospensione dei termini fino all'11 maggio.

Il Governo ha trovato la quadra stabilendo di garantire per le piccole e medie imprese (fino a 499 dipendenti, ndr) ma anche per professionisti:

  • 100% dei prestiti fino a 25 mila euro senza alcuna valutazione del merito di credito;
  • 100% fino a 800.000 euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda, di cui 90 dallo Stato e 10 da Confidi;
  • 90% fino a 5 milioni di euro senza valutazione dell'andamento dell'azienda. 

In particolare, come spiegato dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri in conferenza stampa, i prestiti garantiti dallo Stato potranno arrivare fino al 25% del fatturato delle imprese o al doppio del costo del personale.

Scuola, approvato il decreto: le novità

È stato approvato lunedì dal Consiglio dei Ministri il decreto scuola, con le misure ufficialmente previste a seconda di come si svilupperà l'epidemia di coronavirus nei prossimi mesi.

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Quest'anno gli studenti saranno eccezionalmente tutti ammessi all'anno successivo, e per chi dovrà affrontare la maturità i casi (a questo punto ufficiali) sono due: se si torna a scuola entro il 18 maggio, ci sarà una prima prova di italiano per tutti, una seconda prova predisposta dalla singola commissione d'esame, e poi la prova orale. Se - come pare più probabile - le scuole rimarranno chiuse fino alla fine dell'anno scolastico, l'esame consisterà in una maxi-prova orale da fissare anche in via telematica. E l'esame di terza media, in questo caso, salterà e verrà sostituito con la valutazione finale a parte del consiglio di classe, integrata con un elaborato preparato dallo studente.

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