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Sabato, 22 Gennaio 2022
Coronavirus Carignano / Mura del Prato

"Al pronto soccorso positivi al covid e non, divisi solo da paratie in tela"

Dopo la segnalazione di una lettrice, il Galliera ha spiegato che il problema deriva dal grande afflusso di pazienti, dagli spazi limitati e dalla necessità di mantenere il distanziamento

Anche oggi, vigilia di Natale, i pronto soccorso genovesi registrano un grande afflusso, in particolare Galliera e Villa Scassi. Questo comporta problematiche interne, come ci è stato segnalato da una lettrice, la cui testimonianza riportiamo integralmente di seguito.

Dal Galliera spiegano che sono "sovraffollati e che in attesa di spostare i pazienti nei reparti, i covid positivi stanno nel pronto soccorso dedicato allo 0b2 e, siccome c'è un afflusso molto sostenuto, quelli che non stanno nel B2 sostano nel ps separati dagli altri pazienti che si trovano nella camera calda".

Inoltre fanno presente come a metà pomeriggio ci siano "8 rossi e 34 gialli. Il problema è che molti sono covid e occorre distanziare. E gli spazi sono gli stessi di sempre". Ma veniamo all'inizio di questa vicenda, ovvero a quanto raccontato dalla lettrice.

"Volevo denunciare una situazione a dir poco da brivido all'ospedale Galliera - scrive -. Stamattina (23 dicembre 2021 ndr.) mi sono recata al pronto soccorso per portare generi di prima necessità a una carissima amica, che è risultata positiva e che sarebbe stata ricoverata da lì a poco. Ovviamente io ho avuto tutte le accortezze del caso, visto che lavoro in ospedale e sono a conoscenza delle misure da adottare".

"La situazione che ho visto era fuori da ogni ragione - prosegue -. Si entra al pronto soccorso tramite porte scorrevoli, ingresso non controllato, e si entra immediatamente in una stanza. Questa stanza larga circa 4 metri per 6 è adibita per 1/3 all'accoglienza delle persone che devono ancora fare tampone (lo affermo perché davanti a me un'operatrice sanitaria, con solo camice, senza guanti, senza visore e con mascherina abbassata, stava facendo un tampone a un uomo su una barella)".

"I restanti due terzi - spiega -, separati dal resto solo da una striscia di paratie di tela alte appena due metri (come se il covid non fosse volatile, per altro in una stanza con tutte le finestre chiuse), si trovavano le persone positive accertate tra cui la mia amica.

"Adesso io mi chiedo: è accettabile - prosegue - che una stanza di primo ingresso in pronto soccorso accolga contemporaneamente positivi e non? È normale che dopo due anni ci sia una disorganizzazione del genere? È normale che se io mi devo recare in ospedale per una cosa grave, mi ritrovo nella stessa stanza con i positivi che sono isolati dal resto solo da paratie di tela?".

"Stiamo parlando di contagi che si alzano, di scuole da chiudere, di green pass rinforzato (lavorando in ospedale sono alla terza dose di vaccino, quindi assolutamente a favore) e poi si arriva in un pronto soccorso in queste condizioni? Di cosa stiamo parlando?".

"Conosco le difficoltà che tutti gli ospedali hanno avuto in questi due anni - conclude -. La gestione è stata difficile per tutti, ma a questi livelli non è accettabile. Evito di dilungarmi sul fatto che ci vorrebbe una stanza di isolamento in cui accogliere i positivi in attesa di essere ricoverati o meno perché mi sembrava scontato. A quanto pare non lo è".

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