Coronavirus, il contagio rallenta: 5.218 i positivi. Partita la fase 2 in Liguria

I nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore sono una cinquantina. Diminuiscono ancora i ricoverati, crescono i guariti. Sotto osservazione l'allentamento del lockdown

Rallenta ancora il contagio da coronavirus in Liguria: tra domenica e lunedì, a fronte di 1.600 tamponi fatti, sono una cinquantina (53) i nuovi contagi diagnosticati, cifra che porta il totale dei casi positivi sul territorio regionale a 5.218 persone. Un numero che cala di 30 unità rispetto a domenica, quando i positivi erano 5.248.

I numeri in Liguria all'inizio della fase 2

La variazione si è registrata a fronte di un calo dei nuovi contagi diagnosticati (anche se nel weekend lungo e festivo del Primo Maggio sono diminuiti i tamponi, ed è un fattore da tenere in considerazione), dell’aumento dei guariti (altri 71 registrati, 1.710 in totale) e, purtroppo, dei decessi (più 12 nelle ultime ore, 1.219 in totale), che negli ultimi giorni sono comunque stati inferiori rispetto a quelli delle ultime due settimane di aprile. 

Il dato più positivo resta quello degli ospedali e dei ricoveri: lunedì 4 maggio - giorno della partenza ufficiale della fase 2 in Liguria - erano infatti 678 le persone ricoverate negli ospedali liguri, 72 in terapia intensiva. Dati che confermano il lento ma costante calo delle persone che necessitano di cure ospedaliere, e che vanno di pari passo con quelli relativi a chi si sta curando a domicilio, 2.830 persone, anche questa voce in calo rispetto a domenica.

«Nulla viene smobilitato - ha detto Toti commentando le dimissioni dei pazienti - ma anzi stiamo implementando e costruendo un sistema di controllo da un alto e di sicurezza dall’altro che ci faccia dormire sonni tranquilli e garantisca una risposta. Lo dico in una giornata in cui i dati sono tutto sommato positivi: diminuiscono i ricoverati, aumentano leggermente le terapie intensive».

Il dottor Angelo Grattarola, direttore del dipartimento di rianimazione dell'ospedale San Martino di Genova, ha così commentato l’andamento delle terapie intensive: «Nelle settimane precedenti il numero di pazienti in terapia intensiva era molto alto, avevamo quasi utilizzato tutti i letti disponibili. Oggi siamo ben lontani, sono circa 70 in tutta la regione».

Il dato resta ormai da diversi giorni stabile su questo livello, ma Grattarola ha spiegato che «va letto in altro modo. Non ci sono casi in più che arrivano al pronto soccorso e si complicano, ma iniziamo a vedere pazienti covid positivi che hanno bisogno di altre cose, come per esempio intervenuti chirurgici complessi che necessitano di un post operatorio protetto. Questo spiega perché il numero continua a girare intorno a 70, nel tempo questo dato, una volta ridotto l’afflusso al pronto soccorso, a meno di rebound, dovrebbe spegnersi. Il gap tra i letti disponibili e i letti utilizzati è largamente a favore della nostra disponibilità, e siamo intenzionati a mantenerle vuote e a non doverle utilizzare in futuro».

Le sorveglianze attive continuano invece ad avere un andamento altalenante: le persone in quarantena in casa, contatti di casi sospetti o considerati comunque potenziali tali, sono 1.973, in aumento di 70 circa rispetto a domenica, la maggior parte (561) nel territorio della Asl 2 savonese. Nel territorio della Asl 3 genovese ci sono invece 426 persone in sorveglianza attiva contro i 3.148 casi positivi confermati che rappresentano oltre il 60% dei casi totali in Liguria. 

Fase 2 al via il 4 maggio, Toti: «Non è un "liberi tutti'»

In tutta Italia dunque è partita lunedì 4 maggio 2020 la fase 2 dell'emergenza coronavirus. In Liguria, dopo le prime aperture di lunedì 27 aprile, la Regione ha emanato una nuova ordinanza firmata dal presidente Giovanni Toti. Nuove regole anche per quello che riguarda più nello specifico il Comune di Genova con l'ordinanza firmata dal sindaco Marco Bucci.

«Il 4 di maggio coincide con la prima giornata della cosiddetta fase 2, che chiude l’epoca del lockdown e apre la fase della riapertura parziale, graduale e monitorata, che non vuol dire “liberi tutti”, ma il contrario - ha sottolineato il presidente della Regione, Giovanni Toti - La responsabilità su ciascuno dei cittadini aumenta, perché si esce dall’epoca dei divieti e si entra in quello della responsabilità, le distanze sociali, l’uso costante della mascherina, il fatto di non affollare i mezzi pubblici sono tutti fatti che riguardano la vita individuale di ciascuno. Dobbiamo concentrarci su quelli che sono i nostri doveri di cittadini in questo momento».

«Continua a calare l’impatto dell’epidemia sul nostro territorio - ha aggiunto Toti - nelle prossime ore dipenderà sempre più da voi, dalle persone che sono tornate a lavorare e cui abbiamo consentito di poter portare i figli al parco, giustamente, o fare un po’ di moto o sport. L’importante è sapere che da oggi il tema clinico diventa sociale, diventa tema di responsabilità collettiva. Se vogliamo arrivare a ulteriori fasi di apertura del paese dobbiamo continuare a comportarci con responsabilità.

Nuovi casi positivi, Ansaldi: «In gran parte da rsa, ospiti e operatori sanitari»

Sui nuovi casi registrati in Liguria nonostante il lockdown e le misure restrittive, ha preso la parola il dottor Filippo Ansaldi, coordinatore della task-force di Alisa.

«La curva del contagio in Liguria ci dice che abbiamo avuto un picco a fine marzo, e che poi abbiamo assistito a una lenta ma costante diminuzione di nuovi casi - ha spiegato - Il quadro generale dei casi positivi in regione è frutto da un lato di una grande diminuzione dei casi in comunità, che rappresentano meno del 50% dei casi totali, dall’altro lato dai casi nelle rsa: una frazione significativa deriva da una piccola parte della popolazione, e cioè spiti e operatori sanitari nelle residenze sanitarie protette. L’impegno in questo campo deve aumentare, ma è evidente che per il passaggio da fase 1 a 2 il loro ruolo è inferiore». 

Ansaldi ha anche commentato il recente rapporto Istat sulla mortalità: «Il rapporto mette a confronto l’eccesso di mortalità di quest’anno rispetto ai 5 anni precedenti, fa una cosa che noi facciamo normalmente, confrontiamo la stessa popolazione ligure: l’eccesso di mortalità che si è verificato in tutta Italia dice che nella nostra regione abbiamo avuto eccesso di mortalità paragonabile a Piemonte e Marche, ed è inferiore alla media delle regioni del Nord e a quanto si verifica nelle regioni in cui osserviamo un’elevata circolazione».

Al San Martino nuovo macchinario per tamponi: «Vogliamo arrivate a 3.000 al giorno»

Toti ha confermato che è in atto in Liguria un «monitoraggio sempre più attento», annunciando che mercoledì al San Martino arriverà un nuovo strumento per processare più tamponi. A oggi in Liguria ne sono stati fatti, da inizio emergenza, 56.092.

«Questo macchinario ci consentirà un aumento di tamponi - ha detto Toto - Arriveremo a circa 3.000 tamponi al giorno per i primi giorni della prossima settimana, aumento che continueremo a portare avanti anche nelle settimane a venire».

Rsa, la Regione precisa: «Apertura a nuovi ospiti»

L’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, lunedì sera aveva parlato anche della situazione nelle rsa, annunciando che «da più parti veniva richiesta possibilità di aprire gli ingressi in rsa - ha detto Viale - è chiaro che emergono necessità e bisogni all’interno delle famiglie, Alisa ha licenziato una procedura per poter consentire nuovi ingressi in rsa, con una serie di cautele e precauzioni nella volontà di tutelare ospiti, personale e persone che entrano».

La Regione ha quindi chiarito che gli ingressi nelle rsa sono riferiti ai nuovi ospiti, e non ai parenti: «L’iter licenziato da Alisa in relazione agli ingressi nelle Rsa è riferito alla possibilità di accogliere nuovi ospiti, non all’accesso dei familiari».

«Alisa ha licenziato una procedura per consentire alle Rsa di accogliere nuovi ospiti - ha precisato l'assessore Viale - prevedendo ovviamente una serie di cautele e precauzioni per garantire la tutela degli ospiti già presenti, il personale sanitario e anche gli anziani che entrano nelle strutture».

Parchi, passeggiate e mascherine: la situazione in città il primo giorno di fase 2

Lunedì 4 maggio a Genova hanno riaperto anche i parchi pubblici e le aree verdi. Nel giorni in cui tutta Italia fa i conti con la fine del lockdown così come lo si conosceva, e con una timida e (si spera) graduale ripartenza, nel capoluogo ligure il sindaco Marco Bucci ha emesso un’ordinanza specifica per disciplinare l’apertura delle aree verdi, dove non dovranno verificarsi assembramenti.

La riapertura prevede che i giochi per bambini restino chiusi e transennati, e che il resto dell’area sia invece a disposizioni di chi vuole portare a passeggio il cane o fare una passeggiata. 

VIDEO | Fase 2, riaperti anche i parchi: la situazione all'Acquasola

Al parco dell’Acquasola, la più grande area verde del centro città, la situazione era proprio questa: area giochi transennata, qualche pensionato seduto sulle panchine, cani e padroni a passeggio, tutti con la mascherina e a distanza di sicurezza. Bucci aveva annunciato la presenza di agenti della Polizia locale per vigilare sul rispetto delle disposizioni e di volontari della Protezione civile per informazioni sulle misure che devono essere adottate, ma all'Acquasola non erano presenti.

Oltre ai parchi sono state riaperte anche le passeggiate, compreso corso Italia lato mare e Boccadasse, ma l'uso delle mascherine è fortemente raccomandato nelle aree al di fuori della proprietà privata ed è obbligatorio in parchi, giardini comunali, ville pubbliche, cimiteri, locali privati ad uso pubblico, locali adibiti ad attività commerciali, mezzi di trasporto pubblico.

Le mascherine sono obbligatorie anche nelle passeggiate per attività motoria, ma non per chi pratica attività di carattere sportivo, come corsa e bicicletta, fatta eccezione per quelle aree dove è prevista per tutti l'obbligatorietà (come i parchi). 

Le misure di sicurezza previste dall'ordinanza del sindaco andranno rispettate anche nei cimiteri, che riapriranno da domani secondo l'orario e il calendario consueto. I flussi saranno contingentati, con le entrate presidiate dalla Polizia Locale e dalla Protezione civile, e ad esempio a Staglieno l'ingresso dei visitatori sarà consentito da piazzale della Fede per non creare assembramenti all'ingresso dei carri funebri che resta in piazzale Resasco.

Fase 2 e treni: a Principe controllo ingressi e percorsi dedicati

Partita ufficialmente la Fase 2 anche in Liguria, gli occhi sono puntati sui trasporti, complici le nuove norme previste dal dpcm governativo.

Alla stazione di Principe (qui il video), a metà mattina di lunedì 4 maggio, la situazione appare tranquilla. Agli ingressi sono presenti la polizia e l’Esercito per controllare chi entra e chi esce, che deve essere dotato di autocertificazione. Poche le persone dirette verso i binari, tutte munite di modulo. 

Nei casi in cui i viaggiatori ne siano sprovvisti, i poliziotti ne forniscono una da compilare, che viene poi trattenuta. Per arrivare ai binari è stato istituito un percorso dedicato e transennato cui si può accedere una persona alla volta. 

Fase 2 e trasporto pubblico: sui bus meno passeggeri, guanti e mascherine

Anche il servizio pubblico (guarda il VIDEO del nostro viaggio su un autobus) cambia in base alle nuove normative previste per la fase 2, quella della graduale ripartenza dopo il lockdown legato all’emergenza coronavirus.

Lunedì mattina alle fermate erano, prevedibilmente, presenti più viaggiatori in attesa. La stragrande maggioranza indossava la mascherina - resa obbligatoria anche con ordinanze regionali e comunali - in molti casi anche i guanti. 

Sul 18, una delle linee più utilizzate in città, poche le persone a bordo, tutte rigorosamente a distanza di sicurezza e seduti sui sedili indicati. Amt si è infatti adattata alle norme di sicurezza e distanziamento sociale alternando le sedute per mantenere spazi più ampi. 

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Il servizio pubblico in questa fase funziona a misura ridotta, con un aumento della frequenza dei mezzi e la disposizione di far salire meno passeggeri dalle porte posteriori. I genovesi sembrano avere recepito le regole, ma sui mezzi utilizzati dalla redazione non erano presenti controllori per verificare il rispetto delle norme.

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